31/10/2014
18/04/2012

'Beauty contest', Mediaset ricorre al Tar

La sospensione del cosiddetto “beauty contest” per l'assegnazione delle frequenze televisive non piace a Mediaset, che ha fatto ricorso al Tar del Lazio. Camusso: "Il Governo non faccia marcia indietro"

La sospensione del cosiddetto “beauty contest” per l'assegnazione delle frequenze non piace a Mediaset, che ha fatto ricorso al Tar del Lazio. Lo ha comunicato il presidente del gruppo televisivo, Fedele Confalonieri, aprendo i lavori dell'assemblea della società.

Una mossa ampiamente prevista dopo l’accordo tra il ministro Corrado Passera e il Pd che, secondo l’azienda di Cologno Monzese, avrebbe finito con il fare fuori Mediaset dall'asta per le frequenze televisive, e il no compatto del Pdl all'emendamento al decreto fiscale licenziato ieri dal Consiglio dei ministri per annullare il beauty contest.

Per Confalonieri “il beauty contest gratuito è la formula utilizzata in gran parte degli altri paesi europei: era una procedura legale e condivisa dall'Europa. L’azienda le sue frequenze le ha pagate tutte, anche quella Dvbh, oggi all'onore delle cronache come ennesimo regalo".

Confalonieri contesta i provvedimenti del governo: "il ministro Passera ha annunciato un decreto per procedere a un'asta economica. C'é stata tanta demagogia: far pagare alle ricche televisioni le frequenze anziché diminuire i redditi dei cittadini con nuove tasse. Come sappiamo tra le due cose non vi é relazione. Le tasse sono aumentate e siamo proprio sicuri che l'asta produrrà introiti significativi per lo Stato? Ancora non possiamo dire se parteciperemo: vedremo la disciplina dell'asta che farà Agicom".

Silvio Berlusconi, irritato per gli sviluppi della situazione, nutrirebbe qualche sospetto sulla gestione della vicenda da parte di Corrado Passera, si apprende da ambienti vicini all'ex premier. È molto probabile che l’argomento verrà affrontato giovedì prossimo nel faccia a faccia che il Cavaliere avrà con Mario Monti. Sul tavolo tanti altri temi, probabilmente anche la questione Rai.

Sulla questione è intervenuta anche la leader Cgil Susanna Camusso che si augura che il governo non faccia marcia indietro: “"Questo, come è noto, è un tema che appassiona il nostro Paese da lunghissimo tempo. Pensavamo che fosse tornata finalmente la situazione alla normalità con una decisione che noi riteniamo giusta che è quella di fare le aste anche in questo settore, quindi anche ottenere delle risorse da dedicare agli investimenti. Ci auguriamo che su questo il Governo non torni indietro".

La pensa allo stesso modo anche il vicepresidente del Fli Italo Bocchino che affida il suo pensiero a Twitter: “"Un passo indietro del governo sulle frequenze televisive sarebbe esiziale per la sua credibilità. Passeremmo dalle leggi ad personam alla retromarcia ad personam".