17/10/2019
06/12/2011


Uno sguardo su tutto il mondo del fumetto e su tutto il mondo, visto dai fumetti

"Ricorda, ricorda, il 5 novembre!"

 Guy Fawkes, V, Anonymous: stessa faccia, stessa maschera, stessi ideali?

 [seconda parte]


Nei primi anni '80,  Alan Moore e David Lloyd iniziano a confrontarsi sul progetto di una serie a fumetti con un protagonista che si oppone ad un governo dittatoriale.
Tra le prime idee per il look dell'"eroe" c'è quella di una divisa da "poliziotto del futuro" modificata, e di far muovere il sovversivo anche all'interno delle forze dell'ordine, come "quinta colonna".

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La svolta arriva però da un'idea di David LLoyd, come narrato anche nella postfazione di V for Vendetta da un "invidioso" Alan Moore.
LLoyd gli scrive una lettera (erano ancora i tempi in cui si scambiavano idee per lettera cartacea, addirittura scritta a mano!), in cui propone allo scrittore di usare una maschera con la fisionomia di Guy Fawkes, cappello a punta compreso.



Come scrive Lloyd questo "renderebbe di nuovo giustizia all'immagine di Guy Fawkes, come meritava da tanti anni a questa parte. Non dovremmo bruciarlo in effige ogni 5 novembre, ma celebrarlo per il suo tentativo di far saltare in aria il Parlamento!"

Il resto è all'incirca cronaca.
Lloyd realizza graficamente la sua idea e dà vita ad uno dei più riusciti ed inquietanti personaggi della letteratura, non solo a fumetti. Moore ci cuce attorno una storia perfetta, un inno pagano all'anarchia che scuote profondamente i lettori.
La sua potenza immaginifica rimane però non pienamente compresa (per incapacità delle masse di saper fruire del medium fumetto e per inettitudine della critica letteraria generalista), fin quando nel 2005 esce il film dei fratelli Wachowski, diretto da da James McTeigue, con Hugo Weaving e Natalie Portman come attori principali.



Il film non ha l'immediato effetto dirompente che potrebbe avere, perché gli attentati a Londra di poco successivi (ma già gli attacchi dell'11 settembre 2001 in America) rendono poco promozionabili dei temi facilmente sovrapponibili al terrorismo.
Sembra che la pellicola sia destinata a rimanere solo un buon film d'azione, e il suo protagonista uno dei tanti eroi pop del grande schermo, addirittura di seconda linea.
Invece col passare del tempo, degli anni, pian piano, la generazione 2.0, quella che comunica con e si riunisce sulla Rete, prende ad usare come simbolo la V "anarchica" prima e il volto di Guy Fawkes dopo.
Beppe Grillo è uno dei primi a immedesimarsi in questo immaginario, sopratutto rispetto alle scene in cui V come un novello tribuno, incita le masse al risveglio e alla rivolta, usando il mezzo televisivo.
La V dei suo Vaffa-day, è presa pari pari del fumetto (o dal film, più probabilmente).
A oggi la maschera di Guy Fawkes/V e la relativa lettera cerchiata sono un vero e proprio simbolo fisso, un "must", nel movimento degli "indignati". Non poteva mancare nella manifestazione del 15 ottobre a Roma , come testimoniano anche queste immagini tratte dai blog di due "fumettisti", Stefano Piccoli:



e Mauro Uzzeo  (con variazione ironica sul marchio di V)





e questa fotogallery di Repubblica:

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La maschera di Guy Fawkes, inizialmente solo intravista tra la folla e confusa tra altre bandiere e tanti altri colori, col passare dei giorni e' diventata sempre piu' prominente.

Nella manifestazione del 17 novembre a Milano, come anche ricordato dal Corriere della sera :

IN ZONA CATTOLICA - In via Olona, tra fumogeni e lanci di uova, gli studenti hanno srotolato uno striscione davanti alla sede dell'Associazione Bancaria Italiana (ribattezzata Associazione Bancarottieri Italiani), con la scritta «Zero soldi a scuole private, banche e 1% - Save School Not Banks».
Presa di mira anche la sede distaccata dell'Università Cattolica in via Carducci 30, al grido di «scuola pubblica».
 I fumogeni sono stati lanciati nel cortile interno dell'ateneo. Qui lo striscione recitava «Ridateci i nostri soldi! Adesso paghino chiesa e scuole private!» e le locandine «Ornaghi ministro... di quale cultura? Tenetevi il Medioevo e pagate l'Ici!!!».






Ospite del programma "Servizio Pubblico", di Michele Santoro, sullo sfondo:



e intervistata:




Ma un simbolo, deve rappresentare qualcosa, non è un semplice capo di abbigliamento.
Quando si indossa un simbolo, quando ci si fa rappresentare da un marchio, si vuole promuovere l'ideale originario di quel simbolo, portare avanti la sua lotta.
Gli ideali e le idee di Guy Fawkes, gli ideali di V, nel fumetto di Alan Moore e David Lloyd,  e poi nel film tratto dal fumetto, le idee personali degli autori stessi, e - ancora - le idee dei gruppi di "indignati", di "anonymous", di "99%", di "Occupy Wall Street", di quelli che indossano la maschera slavata dal sorriso ghignante, coincidono e sono tutte compatibili?

Ovviamente, continua nella terza parte...


LEGGI LA PRIMA PARTE---