19/10/2019
22/09/2014


Uno sguardo su tutto il mondo del fumetto e su tutto il mondo, visto dai fumetti

Dylan Dog n.337 "Spazio profondo" - recensione

La seconda fase dell'avventura editoriale del personaggio creato da Tiziano Sclavi è iniziata, e inaugura un nuovo approccio editoriale e commerciale della Sergio Bonelli Editore che esploderà nei mesi a venire

di Riccardo Corbò




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Con l'uscita del n.337 di Dylan Dog
 il conto alla rovescia - durato un anno - verso la nuova fase del personaggio creato da Tiziano Sclavi è terminato e i lettori si trovano immersi nella piena e completa gestione dell'attuale curatore, Roberto Recchioni.


I passati 12 mesi sono stati un periodo di transizione che è servito a preparare il terreno al nuovo mood, con iniziative e interventi editoriali, grafici, comunicativi.


Cosa ci aspetterà e il perché di questi mutamenti, almeno a livello concettuale e di ambientazione, ci è stato già ampiamente svelato in tante interviste e speciali on line e il tutto è riassunto con completezza sul sito della stessa casa editrice. Consigliamo la lettura dei seguenti articoli:


Tutto sul nuovo Dylan Dog! non delude le premesse del titolo e introduce in maniera generale i cambiamenti nei personaggi storici, presenta quelli nuovi, l'ambientazione, la struttura narrativa, il modello di pubblicazione suddiviso per testate dedicate.

 

Il primo giorno del resto della tua vita. punta l'occhio di bue sul numero in uscita, il 337 appunto, con una chiacchierata col nuovo curatore, Roberto Recchioni, che svela alcuni restroscena sulle scelte grafiche e narrative di questo episodio.

 

 

Lette a fondo ambedue le pagine del sito Bonelli, ecco la sinossi de

 

Dylan Dog n.337, "Spazio profondo"

Soggetto: Roberto Recchioni

Sceneggiatura: Roberto Recchioni
Disegni: Nicola Mari
 
Copertina: Angelo Stano

Colori: Lorenzo De Felici
 

 

"Dylan Dog si risveglia nell’anno 2427, a bordo della stazione U.S. Beckham, avamposto spaziale di frontiera dell’impero di Albione.
Il suo corpo però non è fatto di viscere e sangue, ma è composto di materia sintetica, mentre la sua mente non è che un costrutto mnemonico realizzato a partire dalle sue memorie.
Lo scopo del Dylan artificiale, insieme ad altre quattro versioni modificate di sé, è di fare luce sul mistero che circonda gli agghiaccianti fantasmi che infestano da tempo gli spazi siderali.
Una missione che lo porterà a esplorare gli infiniti meandri della propria coscienza."

 

A livello di anticipazioni siamo ampiamente e totalmente soddisfatti. Non rimane a questo punto che leggerlo... E noi lo abbiamo fatto in anteprima!

 

 

 

 

La storia di Recchioni è solida, asciutta (il rapporto tra i cloni si prestava a maggiori approfondimenti), i disegni di Mari sono spettacolari e si fondono come in nozze alchemiche con i colori di De Felici, potenti come non mai, imbrigliati ma valorizzati dalle spesse chine dell'illustratore.

 


 

Colpisce subito, e colpisce più di ogni altra cosa, la scelta "sfrontata" di Roberto Recchioni, di presentare come prima e tanto attesa e pubblicizzata storia di un nuovo tanto e atteso e pubblicizzato corso... un'avventura apparentemente scollegata totalmente da esso.

Scollegata dalle novità dei vecchi personaggi e dalla presentazione dei nuovi, scollegata dall'ambientazione londinese e scollegata in qualche maniera anche dalla fondamenta dell'horror classico, impregnando "Spazio profondo" di tematiche fantascientifiche.

 

 

Recchioni decide di fare il salto senza rete, senza cintura di sicurezza, senza alcuna facilitazione, non solo non dando al pubblico quello che si aspetta (pubblico anche nuovo, o "di ritorno", incuriosito dal tanto rinnovato parlare di DyD) ma riservandosi pure il rischio di lavorare solo sull'essenza dei personaggi: il Dylan Dog del n.337 è un clone su un'astronave di un lontano futuro, (o meglio, cinque cloni), Bloch e Groucho appaiono solo sotto forma di presenze mnemoniche ectoplasmiche.

 

 

Sulla bacheca facebook dello sceneggiatore qualcuno, all'ennesimo rilancio delle novità che ci attendono, ha protestato affermando che quello che serviva veramente non erano i cambiamenti, ma solo delle storie scritte bene, delle storie non ovvie e mosce.

E Recchioni ha giocato d'anticipo, basando proprio su questo la ripartenza, quindi il manifesto per tutto quello che ci sarà a venire: la storia, in se stessa. Tutto quello che non è necessario ad essa può essere messo da parte, senza preoccuparsi di canoni per il personaggio stabiliti e incasellati.


Nelle intenzioni dello sceneggiatore, questo numero 337 deve essere una storia "storica" non per il clamore mediatico del nuovo corso, ma come storia a se stante, come nella miglior tradizione Bonelli. Un albo che è piacevole leggere senza dover saper niente altro, come è sempre stato nella filosofia di via Buonarroti.

E quindi ci viene indirettamente promesso che i cambiamenti dei prossimi mesi non saranno solo hype per l’hype, ma uno studiato lavoro di cesello.

È una maniera di prendere un impegno col pubblico, soddisfarli come lettori e non solo come acquirenti seriali, abitudinari e annoiati di Dylan Dog. 

 

Per altro, lo sceneggiatore - curatore ma non scrittore unico delle prossime storie - si prende in questa maniera l'onere e l'onore di aprire il palcoscenico, di presentare lo spettacolo, di essere il ringmaster, e lascia gli onori a tutto il resto dello staff ai testi di introdurre il lettore nella rinnovata Londra dylaniata (già ampia fonte di discussione on line è il n.338 "Mai più, ispettore Bloch", scritto da Paola Barbato e disegnato da Bruno Brindisi, con l'arrivo ufficiale della famigerata pensione per Bloch).

 

 

 

La sfida editoriale per Dylan Dog e i suoi autori ha tutti i podromi per essere vinta; la sfida commerciale sarà ancora più difficile, essendosi polverizzato in mille direzioni il settore del "tempo libero".
Si è polverizzata anche l'attuale generazione, che vive angosce private, personali, più che collettivistiche e che è quindi difficile raccogliere sotto un unico "manifesto".

 

Ma la Sergio Bonelli Editore pare pronta a questo "brave new world", con un uso molto più progettuale del suo immenso e ricchissimo parco personaggi, con iniziative ad ampio raggio mediatico che sono state annunciate in una conferenza stampa il 26 settembre e promettono di farsi notare già da dicembre sul piccolo schermo e alla prossima Lucca Comics & Games a novembre.

 

E come dice un clone di Dylan Dog:

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Per rivedere tutta la conferenza stampa, con tutte le novità editoriali e multimediali, cliccate sul vido qui sotto: