Timoshenko, cresce la pressione dell’Europa
ESTERI - I governanti più influenti del continente minacciano di boicottare i prossimi campionati europei di calcio che si svolgeranno in Polonia e in Ucraina
ESTERI - Tutti con Iulia Timoshenko. L'Europa si mobilita per l'ex premier dell'Ucraina, in carcere dallo scorso agosto nel suo Paese. E lo fa in maniera significativa, visto che i governanti più influenti del continente minacciano di boicottare i prossimi campionati europei di calcio che si svolgeranno in Polonia e in Ucraina. L'ex premier ha denunciato di essere stata torturata nella notte tra il 20 e il 21 aprile da “tre uomini corpulenti” che dovevano portarla in ospedale.
Dopo l’annunciata defezione del commissario Ue alla giustizia Viviane Reding anche la cancelliera tedesca Angela Merkel si è detta pronta a disertare il torneo calcistico per protesta, se la Timoshenko non verrà rilasciata prima dell'inizio di Euro 2012. Secondo il settimanale tedesco'Der Spiegel', il gesto della cancelliera potrebbe indurre altri componenti del governo a restare a casa. Il ministro dell'Ambiente tedesco Norbert Roettgen ha chiesto ad altri membri di governo europei di boicottare la manifestazione, mentre sulle pagine della stampa tedesca è risuonato l'ennesimo appello di Eugenia, figlia della Timoshenko, che ha ribadito di "salvare la madre prima che sia troppo tardi".
Sulla detenzione della leader dell'opposizione ucraina oggi si è mossa anche la diplomazia italiana con il ministro degli Esteri Giulio Terzi che ha manifestato la "crescente preoccupazione dell'Italia”, chiedendo al governo di Kiev di "fare luce sulla denuncia di violenze fisiche” subite dall'ex premier.
Insomma il torneo pare ormai tramutato in un formidabile strumento di pressione politica nei confronti del governo Ianukovich, in attesa del 21 maggio, quando dovrebbe cominciare un nuovo processo nei confronti della Timoshenko, accusata di malversazione ed evasione fiscale per dei fatti che risalgono agli anni '90. E il solo inizio del processo potrebbe bastare a svuotare gli stadi ucraini dai suoi ospiti più illustri.





