Tassista ucciso, fuga di testimoni
MILANO - In udienza solo 4 dei 20 convocati. Intimidazioni, minacce e terrore al processo per l'omicidio di Luca Massari
C’è chi ha scritto al giudice manifestando timori per la propria incolumità e per quella della famiglia, c’è chi ha inviato un certificato medico, chi infine si è reso irreperibile. Non è la cronaca di in un processo di mafia, non siamo nella terra di nessuno dove vige il codice omertoso della criminalità. No. La vicenda si svolge a Milano, per molti ancora ritenuta capitale morale del Paese.
Solo 4 dei 20 testimoni si presentano davanti al giudice. Gli altri sono terrorizzati dal dover deporre al processo per l’omicidio del tassista Luca Massari, massacrato da Morris Ciavarella, dai fratelli Citterio, Pietro e Stefania. Tra gli imputati anche Davide Lagreca, accusato di favoreggiamento per aver depistato le indagini.
10 ottobre 2010, Massari con la sua vettura di servizio sta percorrendo una via del popolare quartiere Antonini, periferia sud della città. All’improvviso sbuca un cucciolo di cocker. Il tassista frena ma non riesce a evitarlo e si ferma per cercare di rendersi utile. È la sua fine. In pochi istanti viene aggredito dalla proprietaria del cane, Stefania Citterio, dal fratello Pietro e da Morris Ciavarella un balordo della zona, fidanzato della donna.
Il tassista muore un mese dopo per una lesione cerebrale causata da una ginocchiata in pieno volto. Ciavarella viene portato subito in carcere ma per identificare gli altri serviranno estenuanti interrogatori. L’omertà sulla vicenda è totale. Chi osa parlare viene punito duramente. Come accade a uno studente che dopo l’interrogatorio si trova la macchina bruciata.
Ciavarella, con il rito abbreviato, è già stato condannato a 16 anni. I fratelli Citterio hanno scelto il rito ordinario. Adesso si stanno per tirare le somme nel dibattimento, ma per il pm, la strada è in salita. Solo 4 testi, infatti, confermano quello che hanno visto. Molti dei testimoni non vivono più nel quartiere. In molti hanno tentato di ritrattare. Così adesso, quasi nessuno sembra disposto a scommettere di aver visto chi ha massacrato il povero tassista.





