19/10/2019
12/10/2012

Malala Yousufzai sok daa?
Chi è Malala Yousfzai?

Di Murtaza Haider, vice rettore di ricerca alla Ted Rogers School of Management alla Ryerson University di Toronto

The Dawn Pakistan, 11 ottobre 2012 


A 14 anni, Malala Yousufzai ha avuto più coraggio di quanto il ministro Ghulam Ahmad Bilour  o io potremo mai avere. Il Ministro del Trasporto Ferroviario pakistano non molto tempo fa ha ceduto ai Talebani per avere il suo nome cancellato dalla loro lista nera. Malala Yousafzai ha guardato i Talebani negli occhi fino a un attimo prima che le sparassero in testa (leggi l'articolo di Tg3Web). Io scrivo il mio disgusto nei confronti degli estremisti dal sicuro di un'area residenziale in Canada. Malala e suo padre sono rimasti fedeli alle loro convinzioni, anche quando la città di Mingora cedeva ai Talebani. 
E mentre i Talebani distruggevano le scuole femminili dello Swat, in tutto il Pakistan Malala, che al tempo di anni ne aveva 11, era la voce più potente e chiara che si levava a favore dell'istruzione nel paese.

Oggi giace tra la vita e la morte in un letto di ospedale.  Quando quegli uomini armati sono saliti sullo scuolabus che avevano costretto ad accostare, forse già sapeva che loro erano lì per lei. Non posso nemmeno immaginare cosa deve aver provato quando quei ‘combattenti’ hanno chiesto al conducente di far vedere loro quale tra i ragazzi a bordo era Malala: "Malala Yousufzai sok daa?". Poi uno ha puntato la pistola alla testa dell'autista, l'altro le si è avvicinato e le ha sparato in fronte. Altre due ragazze sono rimaste coinvolte. 

Qualche tempo fa Malala aveva parlato con il New York Times, proprio mentre i Talebani erano indaffarati a insediarsi nello Swat. Poi hanno proibito la scuola per le femmine. Malala e le sue compagne sono andate lo stesso alle lezioni, ma di nascosto, coi libri sotto i vestiti, mostrando un attaccamento allo studio sconosciuto altrove. Rischiando aggressioni armate o con l'acido, Malala e altre ragazzine hanno continuato ad andare a scuola finché non è stato proprio più possibile. "Voglio studiare. Che sia a scuola, a casa o chissà dove", aveva detto. Non era la prima volta in Pakistan che uno scuolabus veniva fermato per far scendere dei civili da uccidere. L'unica differenza è che in passato gli assassinati per strada erano sciiti. Sono anni che i Talebani e i loro simpatizzanti fermano gli autobus lungo la Tal-Parachinar Road, fanno scendere gli sciiti e poi li ammazzano o rapiscono per ottenere un riscatto. Negli ultimi tempi Talebani e simpatizzanti hanno ucciso varie decine di sciiti, a Quetta e nella regione di Gilgit-Baltistan. 

Perché mai lo Stato e gran parte della società civile in Pakistan sono rimasti muti davanti  agli assassinii ingiustificati di sciiti e di appartenenti ad altre minoranze religiose? Perché mai Imran Khan, o il Jamat i-Islami o le istituzioni religiose pakistane non hanno mai organizzato una lunga marcia in sostegno degli sciiti e delle vittime di violenza settaria? Credo che se in passato lo Stato e la società avessero agito con decisione contro quella violenza, gli estremisti non si sarebbero sentiti così invincibili da potersi permettere di fare di una ragazzina di 14 anni, disarmata, il loro bersaglio in pieno giorno. Il Pakistan non ha saputo prendersi cura dei suoi figli. Abusi sessuali, mentali e fisici sono diffusi in Pakistan. A tutto ciò aggiungiamo anche i problemi legati alla scarsa sicurezza in fatto di cibo e altre prime necessità derivati dal dissesto economico, che mineranno le future generazioni. L'attacco a Malala è l'ennesima prova che la vita e il benessere dei giovani non sono al sicuro in Pakistan. 

Chi è Malala Youzufzai? Malala Yousufzai sok daa? Se ha fatto questa domanda, chi le ha sparato l'altro giorno a Pushto non sapeva nemmeno chi fosse o che faccia avesse Malala. Lasciate allora che sia io a dire chi era: Malala è ciò che i Talebani non saranno mai. Lei è quella senza paura e senza pregiudizi, quella che sa parlare, la giovane musulmana che rappresenta il volto e la speranza di un paese in declino che non sa più proteggere le sue bambine.