26/05/2013
13/05/2012

Germania, crolla
la Cdu di Angela Merkel

DUSSELDORF - In caduta libera il partito di maggioranza nel Nord Reno Westfalia, vincono Spd e Verdi

merkSfiora il tracollo la Cdu, alle elezioni del Nord Reno Wesfalia, il land più grande della Germania. Il sostegno al partito della cancelliera Angela Merkel  precipita da oltre il 34% al 26% e nella regione segna il peggior risultato dalla seconda guerra mondiale. “È un giorno amaro e una chiara sconfitta per la Cdu e per me personalmente”, ha dichiarato il candidato Norbert Roettgen. “Una sconfitta devastante per la signora Merkel e per il suo ministro”, rincara la dose il segretario generale dei socialdemocratici tedeschi. 

Le amministrative nel Land più popoloso della Germania (da oltre 13 milioni di elettori) hanno segnato il trionfo dei
socialdemocratici guidati da Hannelore Kraft, ministro presidente uscente, quasi al 39%, secondo le proiezioni, (nel 2010 erano al 34,5%). E la sconfitta peggiore mai registrata dalla Cdu, sotto il 26,3%, dal dopoguerra nella regione
industriale della Ruhr tedesca (nel 2010 al 34,6%).

E con l'Spd si riaffermano anche i Verdi, dati all'11,5 per cento (12,1 nel 2010). La maggioranza rosso-verde regge dunque da sola. Le  elezioni segnano però anche la riscossa dei Liberali, premiando il giovane Christian Lindner, 33 anni, che ha quadruplicato i consensi, portando all'FDP l'8,4% dei voti (6,7% nel 2010), laddove i sondaggi di partenza davano il partito al 2. E' a rischio è a questo punto la leadership del partito del vicecancelliere Philipp Roesler, che ha tenuto un discorso di ringraziamento subito dopo il vincitore, fra pochissimi applausi, e in visibile imbarazzo. Ennesima
affermazione dei Pirati, che col 7,7% dei voti (1,6% nel 2010) entrano a  nel quarto Parlamento regionale: dopo Berlino, Saarland, e Schleswig Holstein. Il loro leader, Joachim Paul ha detto in campagna elettorale di voler imparare, più che governare. Esce invece anche da questo Parlamento regionale la sinistra della Linke, con il 2,6% ((5,6% nel 2010).

Ora tutti aspettano pesanti ripercussioni nel partito di Frau Merkel e forse anche nel suo governo. E non sfugge che la settimana entrante sarà ancor più difficile: martedì il presidente francese Hollande, a pochissime ore dal suo insediamento all'Eliseo, volerà a Berlino per incontrare la cancelliera e dire la sua sugli strumenti anticrisi imposti all'Europa: sul fiscal compact e sulla crescita impugnata dal leader socialista. E la sua voce potrà essere ancor più forte: perché le urne di Duesseldorf si mettono in fila ai segnali che arrivano dal resto dell'Europa. Dappertutto si è affermata la linea antirigorista, che chiede fiato alle finanze statali, per non finire nella spirale recessiva sotto il diktat berlinese del risparmio.