25/06/2017
25/10/2012

Niente sesso, siam Cinesi

STAMPA ESTERA - Cinesi e sesso: una storia complicata, almeno negli ultimi decenni. Fino a non molto tempo fa, c’era poca tolleranza nei confronti di ogni effusione in pubblico. Ma i 250 mila visitatori della fiera dell’erotismo a Guangzhou potrebbero indicare un cambiamento di rotta, anche perché in Cina il sesso non è sempre stato davvero un tabù. Di Shan Juan

China Daily (Cina), 17 ottobre 2012


A Ma Xiaonan, primario di sessuologia all' Yuquan Hospital dell'Università Tsinghua di Pechino, piace molto il suo lavoro, che svolge su due fronti distinti ma correlati. Infatti il dottor Ma è medico specialista e collezionista di materiale sull’eterna questione “delle api e dei fiori da impollinare". Negli anni ha raccolto un bel po' di tesori, 1200 pezzi per la precisione, tra i quali rari manufatti risalenti fino a 2000 anni fa: un pene di giada della Dinastia Shang (XVI-XI sec), un sostegno genitale per un’erezione duratura, in argento, della Dinastia Ming (già descritto nel classico della letteratura cinese "La prugna nel vaso d'oro" di Jin Ping Mei, XVI secolo), e altri oggetti in ceramica con immagini decisamente esplicite della Dinastia Qing (1614-1911). L'intera collezione è stata fino a non molto tempo fa custodita nell'unico Museo di Cultura della Sessualità del nord del Paese, oggi chiuso per ristrutturazione; ce ne sono altri due, uno a Suzhou (provincia di Jangsu), e l'altro a Shaoguan (Guangdong). 

Tra virtù e tabù
Il signor Ma, 68 anni e un aspetto molto giovanile, parla della sua passione con grande disinvoltura. Ha iniziato la sua particolare collezione negli Anni ‘90, in virtù della sua specializzazione medica. "Sono arrivato a pagare 100 mila yuan (16.000 $) per un pezzo”, ci dice. Nel corso della sua vita professionale ha curato ventimila pazienti afflitti da problemi di natura sessuale. E' l'unico cinese riconosciuto dall'American Board of Sexology and Sex Therapists. "Non ho mai venduto nessuno dei pezzi della mia collezione, nonostante abbia ricevuto offerte interessanti. L'unica cosa che mi interessa è trovare una nuova sede per esporre. Credetemi però, non è stato un hobby "facile", perché il sesso per certi versi  continua a essere un tabù da noi”. Fino a oggi ha trovato ospitalità nell’Istituto per la Salute della Riproduzione di Pechino, l' "unica struttura che ha permesso l'esposizione perché pertinente alla sua funzione", spiega. 

Data la natura dei pezzi esposti il signor Ma ha dovuto vedersela con la censura ufficiale; nonostante ciò la mostra ha avuto decine di migliaia di visitatori, anche se mascherata dal titolo ‘addomesticato’ "Sessualità e Salute della Procreazione. Un’esposizione". L’ingresso, gratuito e su prenotazione, era consentito solo a maggiorenni.  I  visitatori tipo erano funzionari dell’anagrafe o di istituzioni affini, specialisti del settore o coppie di neo sposi. "Non sapendo bene se i cittadini fossero pronti ad accettare un'esperienza del genere, abbiamo sempre tenuto un basso profilo, non ci siamo mai fatta troppa pubblicità” aggiunge il dottor Ma. "Le dirò di più, troppo interesse non sarebbe andato bene comunque, perché all'apertura, nel 2003, arrivò una folla due volte maggiore della massima capienza della sala..." Ecco quindi il perché della prenotazione

Un approccio storico-scientifico
La collezione del dottor Ma è organizzata in sei parti distinte, che si snodano lungo un percorso tematico storico-scientifico, dal culto del sesso della Cina Antica, agli aspetti psico-fisiologici ed etici, fino alla salute della procreazione. "Voglio solo guidare i miei concittadini verso una maggiore consapevolezza della sessualità come componente della natura umana e non un tabù". Non solo, perché una mostra del genere può contribuire a correggere alcuni diffusi pregiudizi, come la tendenza generale a stigmatizzare masturbazione o sesso orale, fino alla rinuncia a una vita sessuale soddisfacente. "Figuriamoci che molti uomini con problemi sessuali non vanno neanche dal medico..."

La società cinese era molto più tollerante nei confronti del sesso prima della Dinastia Song (420-479 dopo Cristo), come dimostrano espliciti manufatti e illustrazioni dell'epoca e una scultura dell'Età della Pietra con una coppia intenta in un rapporto orale reciproco, segno evidente che i cinesi antichi erano almeno più disinvolti dei contemporanei... Per Confucio l'attività sessuale non era che una componente intrinseca alla natura umana. "Cibo e sesso sono i desideri essenziali della nostra natura" aggiunge il dottor Ma, citando il grande filosofo. L'inversione di tendenza è avvenuta sotto la Dinastia Song, quando sogni, fantasie e desideri umani furono repressi fino a diventare tabù nella cultura dominante cinese, e anche "un modo per chi governa di esercitare il controllo sui sottoposti" ci informa Ma (...)

Nella raccolta del dottor Ma ogni pezzo è corredato da una spiegazione che lo colloca in questo o quell’aspetto della cultura cinese, "cultura erotica, ma anche valori sociali, norme e comportamenti" ci spiega il dottore. "In fatto di sessualità, significati e connotazioni la mentalità  si è evoluta nel tempo. Ciò che in passato era tabù oggi potrebbe essere comunemente accettato. Senza contare che negli ultimi anni ho aggiunto nuovo materiale in relazione alla prevenzione di AIDS e HIV o altre malattie sessualmente trasmesse. La mia collezione è un modo innovativo per promuovere, inoltre, la pianificazione familiare" (...)


Purtroppo, finché l'edificio sarà in ristrutturazione, la mostra non sarà visitabile a meno che non si trovi un altro luogo adeguato, nella speranza che non si verifichi quanto già successo per un altro museo privato analogo di Shanghai, che chiuse sine die finché i 3700 pezzi in esso contenuti non furono trasferiti nella località turistica di Tongli. Il proprietario, il sociologo Liu Dalin, ricorda che all'inizio la popolazione aveva manifestato rifiuto nei confronti della nuova "attrazione", anche se col tempo ha imparato a "tollerare", soprattutto perché richiama in città molti turisti che contribuiscono al benessere generale. 

Nuovi arrivi
Indipendentemente dal loro destino, queste insolite collezioni avranno presto un compagno di strada, online. Il professor Fang Gang, specialista di studi di genere alla Beijing Forestry University, ha organizzato il Museo dei Generi e delle Sessualità Cinesi con tre funzioni principali: raccolta, esposizione e ricerca nell'ambito della promozione di una maggiore consapevolezza in materia . "Saremo dapprima online nell'attesa di una location definitiva"; il fine è promuovere la parità dei sessi e l'educazione sessuale tra i giovani, tematiche che fino ad oggi hanno trovato scarsa attenzione ma che hanno sempre più bisogno di approfondimento. "I concetti di diritti, uguaglianza e diversità in fatto di sessualità meritano maggiore attenzione, perché i cinesi ne sanno davvero poco".