Usa: battaglia sulle tasse
I Democratici hanno presentato al Senato una proposta di legge che prevede aumenti consostenti per i super ricchi. I Repubblicani si oppongono fermamente. Primi segnali della vera guerra, quella per la conquista della Casa Bianca
La battaglia sulle tasse è cominciata al Congresso degli Stati Uniti, primo segnale della vera guerra, quella per la conquista della Casa Bianca.
I Democratici hanno presentato al Senato una proposta di legge, il cosiddetto ‘Buffet rule’, dal nome del miliardario che per primo ha dichiarato di pagare troppe poche tasse, addirittura la metà di quel che paga la sua segretaria. Buffet, ma anche altri miliardari come Bill Gates, chiede di pagare più tasse in questo momento di crisi e difficoltà per il Paese. L'aumento di entrate potrebbe salvare i previsti tagli al sistema sociale.
Ma i Repubblicani si oppongono con decisione. Vogliono tagliare i costi di quello che chiamano assistenzialismo statale, e mantenere invece i privilegi fiscali concessi, sotto l'amministrazione Bush, ai super ricchi. Sono quelli che creano posti di lavoro, sostengono i conservatori, e non devono essere penalizzati.
Un'analisi ovviamente non condivisa. Dal premio Nobel Krugman ai due vincitori del Pulitzer 2012 del New York Times, c'é chi sostiene che gran parte dei miliardari sono immobiliaristi, avvocati, notai. Tutta gente che non crea proprio nessun posto di lavoro.





