27/11/2020
05/07/2011


Uno sguardo su tutto il mondo del fumetto e su tutto il mondo, visto dai fumetti


Viaggio intorno a tutte le maledette mosche di Andrea Pazienza
Intervista a Vania Castelfranchi sul reading dedicato al grande fumettista

 

di Riccardo Corbò

 

 

Martedì 26 luglio si è svolto a Roma, presso lo spazio Tiber Screen dell’Isola Tiberina,  il reading “Viaggio intorno a tutte le maledette mosche di Andrea Pazienza”.

Due attori leggono e interpretano alcune delle famose tavole dell’artista - le cui immagini sono proiettate sullo sfondo - accompagnati da sottolineature musicali dal vivo.

Abbiamo intervistato Vania Castelfranchi, regista e interprete (insieme a Martina Vecchione) del reading, per capire come nasce e come si sviluppa questa interessante commistione tra teatro e fumetto.

 


Tg3 Comics: Vania, il vostro “Viaggio” parte direttamente dal personaggio e dalle opere di Pazienza in particolare, oppure da un interesse più generale per il fumetto?
Vania Castelfranchi: L'idea è nata quasi 10 anni fa da un gruppo di teatranti che erano al contempo grandissimi appassionati del Fumetto, e della tipologia di emozioni che il fumetto suscita nei lettori.
Così abbiamo cercato di rispettare le atmosfere, il montaggio, il linguaggio e le linee dei racconto a Fumettti per trasportarle in un ambito teatrale.
L'idea generale non era solo su Andrea Pazienza ma su quattro grandi nomi del Fumetto mondiale e Italiano: Paz, Sergio Toppi, Zezelj e Crumb.
Per Sergio Toppi abbiamo trasformato in Drammaturgia Teatrale 'Sherazade' (le mille e una notte), di Zezelj varie storie delle sue raccolte (come per Paz) e da Crumb abbiamo costruito un excursus sulla sua Autobiografia illustrata.
Tutti e quattro  gli spettacoli sono andati in scena diverse volte in molti spazi romani e non solo, ma è da sottolineare che Andrea Pazienza è quello che ha attratto sempre maggiore attenzione e ottenuti i migliori successi...
In futuro vorremmo “ospitare” nel nostro Teatro anche un altro autore cult: Frank Miller.

Per ora non lo abbiamo mai avvicinato... magari in futuro... ma anche lì non è facile non cadere nel banale! Troppe cose già viste e fomentate dal cinema. Vorrei lavorare sulle prime opere stupende, sul 'Cavaliere Oscuro', 'Elektra', 'Devil, Born Again'.

 


Tg3 Comics:
Il fumetto è una amalgama tra arte testuale e arte visiva. In un reading, come fate a riportare in scena l'emozione della sequenza di illustrazioni?
Vania Castelfranchi: Per prima cosa abbiamo cercato un'atmosfera musicale che si agganciasse allo spirito di ogni narrazione diversa.

Per ogni fumettista abbiamo ricercato una tipologia sonora differente, per calare il pubblico in un fumetto 'vivente', che però restasse un fumetto!
Per Andrea Pazienza abbiamo scelto il contrabbasso, con le sue variazioni molteplici ma toni sempre cupi, di appoggio e 'intestinali'.
Le creazioni di Andrea Pazienza vengono proiettate alle nostre spalle e sono il vero centro dell'attenzione dello spettatore, restituendogli un valore 'pittorico' oltre che grafico.

E' importante sottolineare che NON si tratta di uno spettacolo teatrale ma di un rispettoso e  corretto reading. Le immagini e le idee narrative di Paz sono al centro dell'attenzione, non la regia o l'interpretazione.
Ah, dimenticavo che, per far conoscere Andrea Pazienza meglio, al principio dopo lo spettacolo proiettavamo uno stupendo documentario chiamato PAZ '77 (altro che il Film uscito al cinema!). Attualmente non lo proiettiamo, ma consiglio a tutti di recuperarlo appena possono.

 

Tg3 Comics: quali opere di Pazienza avete scelto e perché, per il vostro reading?
Vania Castelfranchi: L'idea è partita da una sola tavola, meravigliosa, raccolta in un albo di Frigidaire, nel quale Paz/Pompeo mentre disegna è sommerso dalle mosche e se ne lamenta. Così abbiamo cominciato a cercare "TUTTE LE MALEDETTE MOSCHE di ANDREA PAZIENZA" intendendo per mosche alcune sue Ossessioni, Incubi, Fissazioni, Ricorrenze! Abbiamo così scandagliato l'enorme creazione di Paz, saltellando da Pompeo all'Antologica, al Bestiario, alle pubblicazioni di Zanardi, al Paz Einaudi... e pian piano abbiamo trovato delle ripetizioni, dei 'ronzii' fastidiosi di mosca che a Paz tornavano spesso in mente e che citava e ri-citava.

E' nata dunque una drammatrurgia complessa e saltellante, con un unico tema: quelle 'Mosche-Ossessioni'.

Ma i 'fantasmi' di Andrea Pazienza non erano solo angosciosi o spaventosi, anzi!

C'erano spesso ricorrenze poetiche, filastrocche, personaggi onirici e da fiaba, giochi, donne...
Quando il pubblico ascolta i nostro Paz può  percepire due importanti fattori (per noi essenziali): chi non lo conosce viene a contatto con un universo complesso, colto, sofisticato e ricco di suggestioni... così si appassiona e lo va a conoscere meglio.

Chi conosceva già Paz non trova delle scelte scontate, non ascolta solo il Meglio o il Peggio di Paz ma un bel panorama su un artista davvero vario e molteplice.

 


TG3 Comics: le opere inserite nel reading sono variate, nelle varie  rappresentazioni?
Vania Castelfranchi: Le opere sono cambiate durante gli anni, perchè alcune storie ci hanno convinto di meno e perchè gli interprerti sono mutati. Al principio il progetto di trasformare i fumetti in brevi reading teatrali (chiamato 'Schizzi impazziti') era  nato da me, da Massimo Cusato (attore dell'Accademia "Silvio D'Amico") e da Lucio Villani (contrabbassista e fumettista, creatore del personaggio "Omino Tondo").
Oggi lo spettacolo va in scena con Martina  Vecchione (attrice del Gruppo Ygramul) che mi affianca e con musicisti vari che si alternano  di volta in volta.

In quest'occasione de 'L'isola del Cinema' all'Isola Tiberina abbiamo avuto un eccezionale contrabbassista: Giulio Scarpato.

La mia presenza è rimasta costante, essendo io il regista del gruppo e avendo un nostro spazio a Roma (il Teatro Ygramul) ove spesso gli spettacoli di "Schizzi Impazziti" sono andati in scena.

 


Tg3 Comics: Sei da anni immerso nelle opere di Pazienza, per i tuoi spettacoli. Quale impressione dell’artista e dell’uomo ti sei fatto, chi era secondo te, cosa ha dato all'arte?
Vania Castelfranchi: Andrea Pazienza era un visionario; come tutti coloro che riescono ad avere delle immagini più ampie e 'preveggenti' sulla loro epoca (come Pasolini), sono stati classificati e stretti all'angolo per renderli innocui e inascolati.

Lui quindi ha lottato, strenuamente, ma era debole, insofferente, affaticato dalla sordità e dal mutismo sociale e morale che lo circondava.

Così ha scelto la strada dei codardi e se n'è andato senza darci tempo di rispondergli, senza permetterci di replicare alle sue urla disegnate!

Dovrebbe essere apprezzato e studiato maggiormente, ma va bene anche così, che pochi ne parlino e cerchino di narrarlo agli altri.

 

 


Tg3 Comics: perché definire la morte di Pazienza "la strada dei codardi"? E cosa, in fondo, avremmo potuto o saputo veramente rispondergli?
Vania Castelfranchi: Perché averci abbandonato in questo modo non permette alle sue molte domande di avere delle risposte.

Andrea Pazienza attraverso i fumetti aveva posto molte questioni ai suoi lettori e ai suo collaboratori.

Andandosene è come se avesse lasciato a metà un dialogo.
Forse non avremmo saputo veramente rispondergli, ma le sue domande erano sempre molto stimolanti e utili, ci aiutavano a pensare. Avrebbe potuto continuare a farci riflettere come faceva anche Pasolini con i suoi articoli.

Erano domande forse senza risposte, ma non per questo meno importanti.

 


Tg3 Comics: Il tuo parere sul mondo del Fumetto in generale, spesso accreditato come arte povera o prodotto meramente commerciale?
Vania Castelfranchi: Il Fumetto è un difficile tema. È un conglomerato di fattori che ricalcano l'epoca e l'estetica in corso, il linguaggio sociale, i bisogni comuni (essendo principalmente un mezzo diffuso come 'arte povera' e alla portata di tutti).

È  nato solo da una spinta popolare e commerciale (un po' in tutto il mondo, se si parla di fumetto moderno) e solo pochi lo hanno riscattato ad una dimensione più alta, pittorica, poetica (come poteva essere il 'fumetto' dei miniaturisti cisternensi o quello delle abbazie bizantine).

Essendo troppo pochi gli autori che hanno sposato il fumetto ad una dimensione di alta narrazione e di poesia (grafica, linguistica, pittorica, ecc.), sono passati in secondo piano rispetto alla massa.

Se ci fossero stati più Basquiat, Herring, Warhol anche nel fumetto forse le cose sarebbero andate diversamente. Almeno credo...

Comunque anche oggi in Italia si possono contare pochi disegnatori e testate che hanno tentato di spostare il pubblico in altre dimensioni (Manara, Magnus, Bozzetto, Bonvi, Jacovitti...) ma la stragrande produzione di fumetti Bonelli è scadente ed è solo per il mercato.

Tg3 Comics: non trovi un po' azzardata questa ultima affermazione?
Vania Castelfranchi: Direi che è corretta. Paz direbbe : "sono fumetti che soffrono di presenzialismo!”…


 


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Chiudiamo l’intervista su questo controverso parere di Vania. Se vi siete incuriositi su questo reading e volete riscoprire in maniera diversa il grande Paz, potete trovare informazioni sui prossimi appuntamenti, sul sito: www.ygramul.net:

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“Viaggio intorno a tutte le maledette mosche di Andrea Pazienza”
Reading teatrale e incisi musicali
Regia: Vania Castelfranchi
Interpreti: Vania Castelfranchi, Martina Vecchione
Produzione: Ygramul Teatro
Durata: 50 minuti

Vania Castelfranchi – regista teatrale
Diplomato all’Accademia d’Arte Drammatica Silvio D’Amico di Roma, dà vita a una serie di progetti teatrali con attori professionisti e non che culmineranno nella costituzione del Gruppo Integrato di Ricerca Patafisica Ygramul LeMilleMolte. Con questo Gruppo attiva un originale progetto di Teatro Antropologico che lo porta a viaggiare e a conoscere le periferie del mondo dall’Africa al Brasile, all’Indonesia .
L’evoluzione matura del suo ruolo di guida e regista del gruppo si esprime nel 2006 con l’apertura di uno spazio fisso nella periferia romana di San Basilio/San Cleto: il Teatro Ygramul.
Il suo ultimo lavoro è “Godot” ispirato all’opera di Samul Beckett e realizzato al ritorno da un viaggio di ricerca e scambio teatrale in Mongolia.


Martina Vecchione – attrice
Laureata in Scienze della Formazione, fonda nel 2003 l'associazione culturale "Spiriti Allegri" con la quale collabora in qualità di attrice. Si dedica alla conduzione di laboratori teatrali in alcune scuole medie. Partecipa al corso di formazione di clownterapia e inizia l'attività di clownterapia presso l’Ospedale Pediatrico Bambin Gesù e la Clinica Riabilitativa Santa Lucia di Roma. Partecipa al progetto socio-educativo “VCM Volontari Clown in Missione” in Bolivia e in Argentina in qualità di attrice.

Continua la sua formazione attraverso laboratori sulle arti circensi e teatrali (tecniche clown, trampoli, giocoleria, trapezio). Nel 2005 inizia a collaborare con il Gruppo Ygramul partecipando ai laboratori sul teatro giullaresco e al percorso di ricerca teatrale patafisica “Officina The Tempest”.

Da allora fa parte integrante del Gruppo e partecipa a diversi allestimenti e viaggi di ricerca teatrale.

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Abbiamo già parlato di Andrea Pazienza, QUI.