19/06/2013
31/05/2012

Visco, allarme tasse e incubo spread

ROMA - “Occorre trovare oltre a più ampi recuperi di evasione, tagli di spesa che compensino il ridimensionamento del peso fiscale ”. Per il governatore il 2012 sarà un anno di recessione. Qualche segnale di ripresa verso fine anno

viscoUn quadro economico complesso e di una gravità eccezionale dal quale uscire non sarà facile, anche se “verso fine anno” è probabile che si avvii la ripresa. Questa l'analisi del governatore della Banca d'Italia Ignazio Visco nelle Considerazioni Finali all'assemblea annuale avvertendo che “il percorso non sarà breve”.  “Tirarci fuori dallo stretto passaggio che attraversiamo impone costi a tutti. Sono costi sopportabili se ripartiti equamente e con una meta chiara”, avverte il governatore di Bankitalia.

Il governatore, dopo aver accennato al peso della tasse, sostiene che “la sfida ora si sposta: occorre trovare oltre a più ampi recuperi di evasione, tagli di spesa che compensino il necessario ridimensionamento del peso fiscale”. Visco spiega che “se accuratamente identificati e ispirati a criteri di equità, i tagli non comprometteranno la crescita; potranno concorrere a stimolarla se saranno volti a rimuovere inefficienze dell'azione pubblica, semplificare i processi decisionali, contenere gli oneri amministrativi. I margini disponibili per ridurre il debito anche con la dismissione di attività in mano pubblica vanno utilizzati pienamente".

Ma l' uscita dalla crisi - riferisce il governatore - non dipende solo dall' Italia. L’altro elemento chiave è l'Europa. Manca ancora l' unione politica che rende l' unione monetaria più difficile da sostenere. A Bruxelles si prendono decisioni in modo lento, farraginoso. Serve, avverte Visco, un cambio di passo. Governi, autorità europee, Bce devono manifestare subito la decisa volontà di preservare la moneta unica. Un messaggio forte ai mercati, dunque. Perché è proprio la mancanza di segnali in questo senso a far aumentare lo spread, a minacciare la stabilità finanziaria, con un costo crescente dei debiti pubblici. “Un problema ancor più pesante per l' Italia. Il 2012 - ribadisce Visco - sarà un anno di recessione e nella migliore delle ipotesi il pil, cioè la ricchezza prodotta dal Paese, calerà dell' 1,5%. Qualche segnale di ripresa si potrà avere solo verso la fine dell' anno”.