20/10/2019
02/08/2012

Londra 2012: la medaglia che non ci sarà

PRISTINA (KOSOVO) - La tiratrice venticinquenne kosovara Urata Rama mirava a una medaglia olimpica già dalla prima volta che ha imbracciato un fucile nel 2004. La politica ha però mandato in frantumi il sogno olimpico della ragazza: il Kosovo sperava di poter mandare a Londra una delegazione di sei atleti, ma il CIO ha respinto la richiesta. Di Bekim Bislimi

Radio Free Europe, luglio 2012 


Nonostante 91 paesi l'abbiano già riconosciuto, il Kosovo, ex provincia di Serbia che si è dichiarata indipendente nel 2008, non è ancora stato ammesso nelle Nazioni Unite. Malesor Gjonbalaj, consigliere del Ministro della Cultura kosovaro, definisce la decisione del CIO arbitraria.  "Abbiamo chiesto più volte una spiegazione per tale rifiuto” dice. La Carta Olimpica, dice che per partecipare un paese deve essere riconosciuto dalla comunità internazionale, ma questa nozione è soggetta a interpretazioni. Il comitato esecutivo del CIO la interpreta come ‘paesi riconosciuti dalle Nazioni Unite’". 

A caccia del riconoscimento
Il Kosovo si è guadagnato per altro l'ammissione a cinque federazioni sportive internazionali: ping-pong, sollevamento pesi, tiro con l'arco, judo e vela. Ma non è bastato.
La decisione del CIO è stata un duro colpo per Urata. "Quando ti confronti con altre atlete come te, che hanno la stessa opportunità di guadagnare delle medaglie, lo sai che quelle non hanno in mente le Olimpiadi" dice la ragazza. "Sono concentrate solo nell'ottenere il miglior risultato possibile e su come meglio rappresentare il proprio paese. In Kosovo abbiamo due eterni problemi: l'isolamento e l’ansia di dover fare comunque bene. Mi fa una rabbia...". L'allenatore della Rama, il 4 volte campione di tiro Ali Pilana, comprende bene il suo dolore: il Comitato Olimpico Yugoslavo non lo ha mai ammesso in una squadra perché si era rifiutato di iscriversi al Partito Comunista. L'unica atleta kosovara ai giochi di Londra 2012 sarà la judoka Majlinda Kelmendi, che combatterà sotto la bandiera di Tirana, perché il CIO ha respinto la sua richiesta di partecipare da indipendente in quanto cittadina albanese che ha già in passato gareggiato in tornei che escludevano il Kosovo. 

Percorso a ostacoli
Per contro, Urata Rama e sua cugina Lumturie Rama, tiratrice con pistola ad aria compressa anche lei all’altezza di una gara olimpica, hanno potuto per ora solo partecipare a gare in Albania e Macedonia: l’International Shooting Sport Federation ISSF, Federazione Internazionale Sport del Tiro, ha respinto già tre volte la richiesta di iscrizione del Kosovo. Secondo Gjonbalaj, Pristina ha ha già fatto molto per il riconoscimento internazionale degli atleti del kosovari, nonostante si tratti di una strada tutta in salita, lungo la quale il paese incontra ostacoli insormontabili ad ogni passo. "Facciamo del nostro meglio per sostenere i nostri atleti, ma gli ostacoli che incontriamo sono tutti di natura politica. Non voglio fare nomi, ma se proprio dovessi farne comincerei dalla Serbia". 

Solo qualche giorno prima del rifiuto del Comitato Olimpico, la Fifa ha invece deciso di concedere a 208 membri della federazione di giocare amichevoli col Kosovo qualora se ne presentasse l'occasione. La Serbia, che non riconosce l'indipendenza del Kosovo, ha immediatamente avanzato delle proteste nei confronti della decisione e ha chiesto un incontro con il Presidente Sepp Blatter. 

L'ultimo kosovaro che ha vinto una medaglia olimpica è stato il pugile Aziz Salihu, bronzo nei super pesi massimi nel 1984 a Los Angeles. "La mancata partecipazione delle ragazze a questa edizione delle Olimpiadi è una cosa veramente sgradevole. Sappiamo tutti che si tratta di giovani di talento" dice Salihu. "Il governo dovrebbe vergognarsi di non essersi impegnato al massimo in questa vicenda". Dal canto suo Gjonbalaj ribadisce invece che il governo farà mancare l’impegno necessario a questa battaglia. Il Comitato Olimpico Kosovaro ha presentato un'ulteriore richiesta al CIO, che verrà esaminata a dicembre, parecchio tempo dopo che il braciere olimpico sarà spento. Neanche Urata Rama mollerà tanto facilmente, visto che ha dichiarato di avere già nel mirino i Giochi di Rio de Janeiro nel 2016.