Aumento benzina: le reazioni
ROMA - Il Codacons lo definisce "inopportuno". Sulla stessa linea Adusbef, Federconsumatori e sindacati. Per Di Pietro si tratta di una "tassazione a pioggia che non condividiamo". Favorevole Bersani per il quale "davanti a queste disgrazie deve scattare un minimo di solidarietà nazionale"
ROMA - Gli italiani non possono rinunciare all'automobile, ed ecco che arriva un nuovo rincaro della benzina. Una nuova accisa di 2 centesimi per il terremoto in Emilia che si va ad aggiungere alle altre, mai dismesse, che dal 1935 gravano sulle tasche degli automobilisti. (Vedi scheda)
E le reazioni al nuovo aumento dei carburanti sono tante. Il Codacons lo definisce "inopportuno", sottolineando che è giusto fornire un aiuto concreto ai cittadini colpiti dal terremoto, ma non tralasciando il fatto che determinerà "una maggiore spesa, solo per i costi diretti di rifornimento, pari a 29 euro annui ad automobilista, facendo incassare allo Stato una cifra complessiva attorno ad 1 miliardo di euro all'anno. Il rischio poi - prosegue il Codacons - è che l'aumento delle accise possa avere ripercussioni sui prezzi al dettaglio, con un effetto domino in tutti i settori legati ai carburanti. Lo Stato deve aiutare i cittadini colpiti dal sisma, ma in un momento di crisi come quello attuale, in cui i prezzi dei carburanti sono alle stelle, un aumento delle accise appare quanto mai inopportuno, controproducente e dannoso per gli italiani e per l'economia nazionale".
Sulla stessa linea Adusbef e Federconsumatori: "E' doveroso stanziare tutte le risorse necessarie per la ricostruzione e la ripresa in Emilia, ma non a costo di dare il colpo di grazia all'intera economia nazionale". Le associazioni rilevano che in un anno si sborsano 516 euro in più per i carburanti.
Dalla politica arrivano alcune proposte: aumentare di due centesimi al litro le accise sulla benzina per aiutare le popolazioni dell'Emilia colpite dal terremoto "é la solita scelta spiccia di chi non si assume la responsabilità di andare ad incidere sugli sprechi, la solita tassazione a pioggia". A dirlo è il leader dell'Idv Antonio Di Pietro. "Noi non condividiamo la tassazione a pioggia - spiega Di Pietro nel corso di una conferenza stampa a Montecitorio - anche perché la benzina la pagano tutti, anche i poveri disperati. E poi sappiamo che ogni volta che si decide un aumento della benzina per le emergenze, questo non è mai un provvedimento temporaneo ma diventa eterno".
Il provvedimento non piace neanche ai sindacati Cgil, Cisl e Uil. Secondo i segretari generali sarebbe stato più utile cercare risorse nel recupero dell'evasione fiscale e nella riduzione degli sprechi.
Favorevole Bersani: "Il governo deciderà dove intervenire ma davanti a queste disgrazie deve scattare un minimo di solidarietà nazionale altrimenti smarriamo il concetto di solidarietà civile". Intanto il ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera ha chiesto all'Unione Petrolifera di valutare l'opportunità di ridurre il prezzo industriale dei carburanti (al netto delle imposte) per contribuire a farsi carico dell'aumento dell'accisa deciso dal governo per finanziare l'emergenza terremoto in Emilia-Romagna.





