17/12/2018
16/04/2011

Arrigoni,
un giordano il mandante

Nella Striscia di Gaza è caccia alla "mente" del sequestro e dell'assassinio del volontario italiano

arriAvrebbe un nome anche il cittadino giordano sospettato di essere coinvolto nell'assassinio di Vittorio Arrigoni. Secondo il quotidiano israeliano "Maariv", è noto negli ambienti salafiti di Gaza come "Abdel Rahman il Giordano" e pare essere stato "la mente" del sequestro del volontario italiano. Il giornale aggiunge che l'uomo sarebbe entrato nella Striscia dal Sinai, passando per un tunnel del contrabbando, e conferma che Hamas ha ora rafforzato i controlli nella zona di frontiera con l'Egitto per impedirgli di lasciare il territorio. Una nuova tessera si aggiunge dunque al complicato "puzzle" che riguarda il rapimento di Arrigoni, ucciso senza neanche attendere lo scadere dell'ultimatum. Al momento non sono chiare le ragioni del crimine confessato ieri da due militanti salafiti.

Una cellula "fuori controllo” sarebbe la responsabile dell’efferato delitto del volontario italiano, ammette “Al-Tawhid wal-Jihad' - una delle fazioni salafite più note a Gaza, per la sua vicinanza ad Al Qaida i cui vertici rigettano però ogni responsabilità. Una iniziativa “ incomprensibile, compiuta da una cellula impazzita e che contrasta con l'insegnamento dell'Islam e i nostri interessi”, fanno sapere dal gruppo ultraradicale islamico. 

I due miliziani, rei confessi, erano in organico nei servizi di sicurezza di Hamas. Fonti investigative locali fanno sapere che quasi certamente il gruppo che ha sequestrato e ucciso Arrigoni era composta da almeno cinque persone. Per scovarle sono state disposte retate su vasta scala, interrogatori a tappeto. Gli inquirenti avrebbero trovato indizi che portano verso il Sinai egiziano, tradizionale roccaforte di esponenti islamico-radicali stranieri.