Le pensioni d'oro non si toccano
ROMA - Secondo quanto riferiscono fonti parlamentari la proposta di modifica al decreto sulla spending review di Crosetto del Pdl ha ricevuto il parere negativo del governo che si è però impegnato a riparlarne in sede di Decreto Sviluppo
ROMA - Le pensioni d'oro non si toccano. Secondo quanto riferiscono fonti parlamentari, infatti, la proposta di modifica al decreto sulla spending review di Crosetto del Pdl ha ricevuto il parere negativo del governo, che si è però impegnato a riparlarne in sede di Decreto Sviluppo. Sembra invece in dirittura d’arrivo la riformulazione di un emendamento Idv per l’applicazione della spending review agli organi costituzionali nell’ambito della loro autonomia.
Mentre il Parlamento è a lavoro sul provvedimento-cornice di revisione della spesa, l'Esecutivo lavora invece al provvedimento 'Bondi' che dovrebbe rivedere le uscite per beni e servizi della pubblica amministrazione. Il nuovo decreto legge sembrerebbe però perdere peso e ora si starebbe tornando all'ipotesi di varare un pacchetto da soli 4,2 miliardi nel 2012, ai quali si aggiungerebbero altri 7-10 miliardi per ciascun anno del biennio 2013-2014. Sull’intero pacchetto di tagli il mistero è fitto se si escludono le indiscrezioni che riguardano sanità o abolizione di province.
Per il due luglio è previsto un incontro con i sindacati, che insistono nel chiedere che la sanità e il pubblico impiego non vengano toccati e promettono di dare battaglia. Luigi Angeletti, segretario della Uil, non esclude uno sciopero “per chiedere al governo di andare a casa”. Sui contenuti della revisione della spesa è fortemente allarmata Susanna Camusso che giudica “inaccettabili” nuovi interventi sul pubblico impiego e sulla sanità. “Tagli lineari alla sanità sarebbero insopportabili – ha detto il leader della Cgil – Già ora non ce la si fa a garantire le prestazioni essenziali”. Ma proprio sulla sanità il ministro Balduzzi, se il decreto sulla spending review dovesse tardare, è pronto a presentare un decretone. Il ministro non parla di tagli ma di “uso più oculato delle risorse” che dovrà far restare nelle casse dello Stato, circa un miliardo di euro.





