19/06/2013
18/05/2012

Monti al G8, Italia ha carte in regola, ora più crescita

WASHINGTON – Unione europea e Bce al lavoro per evitare che il vertice di Camp David si trasformi in un processo all'Europa bloccata dalla crisi

omAl G8 “vengo a rappresentare un'Italia con le carte in regola e che quindi ha le sue posizioni da esprimere con forza nel quadro europeo”, dichiara a poche ore dall'inizio del summit annuale degli 8 grandi del Pianeta. “L'Italia”, ha aggiunto, chiede “che ci sia a livello mondiale ed europeo una crescita molto più vigorosa che consentirà anche di mantenere nel tempo quegli equilibri di bilancio pubblico che l'Italia per prima e con tanta fatica ha raggiunto e intende mantenere in un quadro di crescita”. 

Il presidente Barack Obama, padrone di casa del vertice, ha ripetutamente invitato i leader europei a fare di più per stimolare la crescita, nel timore che la crisi dell'euro possa colpire anche l'economia americana e avere ripercussioni negative sulla campagna elettorale di novembre. A Camp David Montri avrà due incontri bilaterali: con il nuovo presidente francese, Francois Hollande e con il premier russo, Dmitri Medvedev. 

Crescita e rigore possono e devono camminare “di pari passo”. Nell'era post ’Merkozy’, i leader europei cercano di mostrarsi compatti per dare un segnale forte a Obama, tornato a chiedere all’Unione europea di affrontare con decisione la crisi per scongiurare rischi di contagio e far scendere la febbre dei mercati. Dare un segnale di discontinuità, dimostrare la volontà concreta di passare a quella che lo stesso Monti aveva ribattezzato la ‘fase due’ di Bruxelles: la crescita, senza abbandonare però il rigore. Ed evitare così che il G8 si trasformi in un processo all'impasse di un'Europa che non è stata in grado di reagire alla crisi. E alla quale anche l'Fmi ha chiesto oggi interventi concreti. 

Il premier italiano, quello britannico, il presidente francese e la cancelliera tedesca, durante una conference call pre-summit, si sono trovati “in pieno accordo” sul fatto che crescita e rigore “non sono in contrasto tra loro”, ma sono “entrambi necessari”, come si è affrettato a far sapere il portavoce della Merkel, fino ad ora rimasta irremovibile sulla linea del rigore. Del resto i mutati equilibri europei dopo l'uscita di scena di Sarkozy, la batosta elettorale che ha colpito la cancelliera e l'arrivo di un acceso sostenitore della necessità di puntare sulla crescita come Hollande, giocano a favore di chi, come Monti, da tempo incalza l'Europa sul fronte dello sviluppo.