19/06/2013
08/06/2012

Allarme Confindustria, rischio tensione sociale

Il presidente della Confindustria portando il saluto al convegno dei Giovani imprenditori: bisogna ritrovare la via della crescita. Morelli: Italia ''è in bilico sul filo del rasoio. E sottolinea: il mercato del lavoro continua a essere lontano dalle esigenze dei giovani"

"Il tempo delle analisi, delle riflessioni sia irrimediabilmente scaduto, è partito il tempo del fare, dobbiamo agganciarci e mettercela tutta. Vogliamo che questo torni a essere il Paese dove è bello fare impresa e ritrovi la via della crescita''. Così il presidente della Confindustria, Giorgio Squinzi, portando il saluto al convegno dei Giovani imprenditori, cerca di dare nuovo slancio al Paese a una delle sue prime uscite leader di viale dell’Astronomia.

"Dobbiamo agganciarci" alla ripresa "e mettercela tutta. Noi crediamo in questo Paese, dove è bello e si può fare impresa e ritrovare la via della crescita", afferma Squinzi. "Dobbiamo ritrovare la capacità di fare impresa, perché la forza di questo Paese sta proprio nel saper produrre: ci aspettiamo che questa sfida venga colta e condivisa, da chi ci governa, da noi imprenditori e da tutta la società civile", evidenzia il presidente di Confindustria. "Per fare è importante sciogliere i nodi e le arretratezze del Paese", dicendo "no agli arroccamenti e alla difesa di posizioni predefinite. Abbiamo bisogno di un Paese normale".

"Dobbiamo poter avere un fisco equo, trasparente e certo". Squinzi ribadisce anche che "la madre di tutte le riforme è la semplificazione".
Ma intanto il presidente dei Giovani imprenditori di Confindustria, Jacopo Morelli, lancia l'allarme per un Paese che ormai  ''è in bilico sul filo del rasoio''.

"Disoccupazione che cresce, imprese che falliscono, tensione sociale". Per i giovani di Confindustria l'Italia è "ai limiti della frustrazione" e, dice il leader Jacopo Morelli, "la  protesta civile rischia di esondare in rivoli minacciosi e inaccettabili", "42 aziende al giorno chiudono".
Per pagare le tasse vengono impiegate "285 ore all'anno": è "il segno di una disfunzione profonda", che "penalizza" lavoratori e imprese, dicono i Giovani di Confindustria riuniti per il 42/mo convegno di Santa Margherita Ligure. Al contempo, evidenzia però il presidente degli imprenditori under-40, l'evasione fiscale "fa parte della zavorra di inciviltà che attanaglia l'Italia: le tasse vanno pagate". Le tasse, insiste, "vanno criticate se ingiuste e inique. Ma vanno pagate".

E poi c'è un dato che la dice lunga sul nostro Paese: L'Italia "ha meno della metà di laureati rispetto alla media Ocse", dice Morelli nelle tesi presentate al convegno degli imprenditori under-40. Colpa, aggiunge, "di un mercato del lavoro che, nonostante sia appena stato riformato, continua ad essere lontano dalle esigenze dei giovani". Ma anche "di una Italia del fisco che non consente margini di manovra nelle politiche retributive" che restano "legate solo all'anzianità".