19/10/2019
18/03/2013


Uno sguardo su tutto il mondo del fumetto e su tutto il mondo, visto dai fumetti

Documento senza titolo

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"Ah, mia preziosa anarchia. O bellezza che mai conobbi fino ad ora"

Alan Moore e David LLoyd, chi erano costoro?

di Riccardo Corbò

 

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Partiamo da un assunto: le parole sono importanti (cit.)

Vito Crimi, capogruppo al Senato del M5s così parlò in un'intervista pubblicata da Repubblica il 18 marzo 2013, riguardo al voto a Pietro Grasso come Presidente del Senato da parte di alcuni senatori del Movimento: "(...) Chiederò loro se si rendono conto della gravità di quanto è accaduto. Abbiamo creato un precedente pericoloso. Questa non è democrazia, è anarchia."

La domanda che sorge spontanea leggendo questa affermazione virgolettata (a meno che non si tratti del solito "fraintendimento" dei giornalisti) è: ma Vito Crimi lo ha mai guardato il simbolo del M5s? Ha presente quella V del MoVimento, sempre riportata in maiuscolo per ben sottolinearla, da dove arriva? Chi l'ha ideata e per cosa rappresentare?

Quella V è la V di "V for Vendetta", fumetto dall'immenso spirito anarchico, realizzato da Alan Moore e David Lloyd tra il 1982 e il 1988.



Una V che fin dalla sua grafica omaggia la A di Anarchia, e rinnova il motto "V for Victory" reso celebre da Churchill durante la II Guerra Mondiale in chiave anarchica, sostituendo la vittoria con la "vendetta", la resa dei conti.


Quella V è fortemente e unicamente e tenacemente anarchica.
Tutta l'opera di Moore e LLoyd gira attorno a questo concetto.
All'anarchia come unica forma per uscire dal fascismo e dal giogo del potere costituito.


Potere costituito e fascismo che gli autori ben rappresentano nel secondo capitolo di "V for Vendetta", nelle parole del "Leader" del regime oppressivo contro cui V si scaglia:
"(...) Io sono un uomo, un uomo come tanti. (...) La forza è nello stare uniti. Credo nella forza, credo nello stare uniti.
E se questa forza, questa unità di intenti, richiede un'uniformità di pensiero, parole e atti, e allora che sia così.
(..) Non voglio sentire parlare di libertà individuali. Questi sono lussi. Non credo nei lussi. La guerra ha posto fine ai lussi, la guerra ha posto fine alla libertà".






E la V graffittata sui muri dal popolo quando le coscienze iniziano a risvegliarsi, si contrappone a tutto questo. Si contrappone all'uniformità di pensiero con l'anarchia.

Anarchia che non è confusione, che non è "facciamo un po' come cazzo ci pare" della "Casa della Libertà" di guzzantiana memoria.

E' lo stesso V a spiegarlo, nell'ottavo albo:
Evey: "Tutti questi disordini e tumulti, V... è questa l'anarchia? E' questa la terra del Fa-Come-Ti-Pare?"
V: "No. Questa è la terra del Prendi-Ciò-Che-Vuoi. Anarchia vuol dire senza capi; non senza un ordine. (...) Non è anarchia questa, Eve. Questo è caos."






E nel nono albo:



"Due facce indossa l'anarchia, il creatore ed il distruttore. I distruttori fanno cadere gli imperi; e fanno delle macerie un canovaccio perchè i creatori possano costruire un miglior mondo.
Appena ottenute, le macerie rendono altre rovine irrilevanti.
Via gli esplosivi, allora! Via i nostri distruttori!
Non c'è un posto per loro nel nostro nuovo mondo."


Idea ripresa da Bakunin, ovvero della fase dell'anarchia Verwirrung, quella distruttrice del vecchio sistema, e la successiva Ordnung, dove l'anarchia serve a ricostruire, senza imposizioni dall'alto ma con una rinnovata coscienza civica ed etica individuale, dove ognuno si prende le proprie responsabilità, dove ognuno si fa carico dei propri diritti e doveri, senza demandare a scelte aprioristiche superiori e a regolamenti precostituiti che vanno contro la propria coscienza, etica e senso civico.

Insomma, che sia per far crollare il vecchio regime, o per costruire quello nuovo, sempre l'anarchia è l'unico passaggio utile.

O almeno, questo è quello che ci insegna l'opera V for Vendetta e il suo protagonista, il personaggio che come unica identità ha la maschera di Guy Fawkes, quella ripresa da tanti attivisti del M5s, ben visibili nei comizi in piazza.





Non è una verità assoluta questa. Nessuno obbliga nessuno a rispettarla.
Ma il simbolo della V e quella maschera, quello rappresentano, gridano, urlano, richiedono: Anarchia.


Se il M5s lo ritiene sbagliato, sostituisse quelle V che noi nerdacchioni del fumetto tanto rispettiamo e ammiriamo.
Casomai al posto della V anarchica mettesse la V di Vito Crimi, che non vuole anarchia, ma democrazia.


Una democrazia che va inquadrata negli importanti insegnamenti di San Francesco, come ricorda Grillo nel suo post sul Blog, del 16 marzo 2013. Una democrazia che sappia farsi carico dello spirito del cristianesimo delle origini.

Una Democrazia Cristiana, insomma.