La morte di D’Ambrosio
ROMA - Collaboratore di Napolitano e protagonista delle telefonate intercettate con Mancino sulla trattativa Stato-mafia. Il Colle: “Su di lui campagna irresponsabile”
“Annuncio con animo sconvolto e con profondo dolore la repentina scomparsa del dott. Loris D'Ambrosio, prezioso collaboratore mio come già del mio predecessore”, scrive in una nota il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano sottolineando che il magistrato stroncato da un infarto “é stato infaticabile e lealissimo servitore dello Stato”. Un ricordo che nelle righe successive cede il passo a toni molto più duri.”Atroce è il rammarico per una campagna violenta e irresponsabile di insinuazioni e di escogitazioni ingiuriose cui era stato di recente pubblicamente esposto”.
Chiaro il riferimento di Napolitano alla vicenda per la quale nelle ultime settimane, il nome di D'Ambrosio era diventato popolare: il suo indiretto coinvolgimento nell'inchiesta sulla presunta trattativa Stato-mafia. La stampa aveva pubblicato i testi delle intercettazioni disposte dalla Procura di Palermo, nelle quali D'Ambrosio conversava con Nicola Mancino. Ad avere il telefono sotto controllo era l'ex ministro dell'Interno, per il quale ora è stato chiesto il rinvio a giudizio per falsa testimonianza. Ma con le parole di Mancino sono finite sui giornali anche quelle di D'Ambrosio, che raccoglieva al telefono le richieste di aiuto di colui che si trovava a capo del Viminale negli anni in cui quella trattativa sarebbe stata avviata.
L’ex presidente del Senato insisteva per ottenere un maggior coordinamento tra le tre procure coinvolte nelle indagini, attraverso D'Ambrosio, chiedeva di coinvolgere anche il capo dell'Antimafia Piero Grasso nella sua vicenda personale. Intercettate anche le telefonate in cui il senatore parlava con Napolitano, quelle che hanno poi spinto il capo dello Stato a sollevare il conflitto d'attribuzione davanti alla corte Costituzionale
Immediate dal mondo politico le espressioni di cordoglio. “Un galantuomo delle istituzioni e un servitore dello Stato come pochi ce ne sono nel nostro Paese”, dice il leader Udc Casini. “La sua morte ci richiama al tempo della riflessione, che dovrà arrivare per tutti” commenta Quagliariello del Pdl. “Cordoglio e rispetto per la morte improvvisa”, afferma il leader dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, “ma respingiamo con fermezza al mittente ogni strumentalizzazione”.





