30/07/2014
24/02/2012

"No a emendamenti
estranei ai dl"

Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano è tornato sul tema con una lettera inviata ai presidenti delle Camere, Renato Schifani e Gianfranco Fini, e al presidente del Consiglio Mario Monti

“No all'eccessivo uso di emendamenti estranei ai dl”. Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano è tornato sul tema con una lettera inviata ai presidenti delle Camere, Renato Schifani e Gianfranco Fini, e al presidente del Consiglio Mario Monti.

Il capo dello Stato ha nuovamente contestato che l'iter di conversione dei decreti legge in Parlamento tende sempre ad arricchirsi di provvedimenti di modifiche non sempre in linea con il loro contenuto originario, anzi così eterogenei da renderli quasi irriconoscibili. Il riferimento diretto è al cosiddetto milleproroghe dove "sono stati ammessi e approvati emendamenti che hanno introdotto disposizioni in nessun modo ricollegabili alle specifiche proroghe contenute nel decreto".

Dello stesso tenore era stato l'ammonimento della Corte Costituzionale, che si richiamava all'articolo 77: “la necessaria omogeneità del decreto-legge deve essere osservata anche dalla legge di conversione. E' vietata la commistione e la sovrapposizione, nello stesso atto normativo, di oggetti e finalità eterogenei, in ragione di presupposti, a loro volta, eterogenei".
 
La missiva del Presidente Napolitano è stata letta da Fini solo dopo la votazione. Il vicepresidente Antonio Borghesi sospetta che il presidente della Camera abbia aspettato il voto finale per dare comunicazione della lettera per evitare di sospendere l’iter legislativo del provvedimento. “Il decreto – dice - rischia di essere nullo e non è neppure escluso che lo stesso Presidente possa bloccare la pubblicazione della legge di conversione sulla Gazzetta Ufficiale".

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