22/05/2013
27/05/2012

Riforma Csm, lo stop di Monti

ROMA - Palazzo Chigi smentisce le voci di un piano per modificare l'organismo disciplinare del Consiglio superiore della Magistratura. "Iniziativa inopportuna e impercorribile"

montiLe preoccupazioni del premier Mario Monti non toccano solo l'economia. Oggi boccia senza appello un progetto di riforma del Csm, anticipato dal quotidiano “la Repubblica”,  che da più potere ai componenti “laici” nominati dal Parlamento a discapito dei membri togati nei processi disciplinari nei confronti dei magistrati.

 “Inopportuna e non percorribile ogni ipotesi di riforma del Csm”, precisa in un comunicato palazzo Chigi che tacita così ogni indiscrezione. Nel documento veniva aumentato il numero dei membri laici eletti dal parlamento da inserire nelle commissioni disciplinari. Cioè quello che Berlusconi, in tanti anni di governo, non era mai riuscito a fare. E Monti, almeno secondo la denuncia di Repubblica, lo stava portando a termine.

“Il tema disciplinare – spiega Michele Vietti, vicepresidente dell'organo di autogoverno delle toghe - è da tempo al centro di un ampio dibattito che non esclude ulteriori interventi riformatori, ma nel contesto di provvedimenti organici, ampiamente condivisi e con soluzioni compatibili con i principi di autonomia e indipendenza della magistratura”. Nel suo blog Antonio Di Pietro leader dell’Idv scrive: “Monti smentisce, meglio tardi che mai”.