Onu: "oltre 12mila le vittime civili in Siria"
NEW YORK - Esercito ed opposizione in Siria si fronteggiano ormai in una situazione da guerra civile e la comunità internazionale appare sempre più spaccata su come, e se, intervenire
NEW YORK - Artiglieria pesante, armi sofisticate e micidiali. Esercito ed opposizione in Siria si fronteggiano ormai in una situazione da guerra civile, con il numero dei morti civili che sale vertiginosamente, più di 12mila secondo le Nazioni Unite, assieme al numero degli sfollati, dei profughi, dei feriti. Una crisi che per molti versi ricorda quella dei Balcani, in cui una comunità internazionale spaccata esitò a lungo, timorosa di rimanere invischiata in una guerra etnica, religiosa, settaria, prima di intervenire per fermare i massacri.
Oggi Russia e Cina continuano in qualche modo a proteggere, e sicuramente ad armare, il regime di Bashar el Assad. Mentre le ricche monarchie arabo sunnite, ma anche l'occidente, sostengono pubblicamente e logisticamente l'opposizione. Russi e americani, Iavrov e Clinton, si rimandano accuse e sospetti. Mentre l'esercito regolare riprende alcune roccaforti strategiche sul mare dalle mani dei ribelli, e Kofi Annan, inviato speciale delle Nazioni Unite in Siria, appare sempre più impotente, con i suoi caschi blu, pochi e disarmati, ad imporre se non un piano di pace, almeno a far rispettare la tregua.





