"Non leggerete in questo libro di particolari teorie sulla tutela dell'arte, ma della consapevolezza piena dei nostri tesori che troppo spesso sono guardati con insufficiente importanza, anche nei luoghi più piccoli. Quasi ogni due chilometri, infatti, girando l'Italia, è possibile ammirare, perfino nei luoghi apparentemente più degradati, spettacoli meravigliosi. Ed è questa quantità di cose misconosciute che rappresenta il percorso dell'Italia dei desideri che è proprio, come dice il concetto, il paese che uno vorrebbe sperare ci fosse. E che c'è, se hai la pazienza di scoprirlo. E che una volta scoperto ti fa trovare qualcosa che va oltre il tuo stesso desiderio. Nell'infinità delle bellezze italiane, allora, lasciati guidare dal senso di incompletezza che ogni tuo viaggio in Italia dovrà affrontare, tali e tanto vaste sono le sue meravigliose opere. Solo il sentimento della continua bellezza potrà esserti di guida in quello che non potrai desiderare di vedere in una vita. Tanto breve il nostro tempo, tanto magnifica la nostra terra." (Vittorio Sgarbi)
Nel centocinquantenario dell’unità d’Italia, Bruno Vespa ripercorre quasi due secoli di vita italiana – dai primi vagiti del Risorgimento alle ultime convulsioni dello scontro tra Berlusconi e Fini – componendo un affresco in cui gli uomini e le donne che hanno fatto (e stanno facendo) il nostro paese escono dal Pantheon della storia per raccontare le loro vicende politiche e private. Rivivono così le gesta e gli amori degli “eroi” dell’epopea risorgimentale: Cavour, impegnato a tenere a bada i drammatici pasticci organizzativi di Mazzini e lo spirito d’avventura di Garibaldi; Vittorio Emanuele II e la contessa di Castiglione, con le loro imprese erotiche e patriottiche. E poi la geniale spregiudicatezza di Giolitti, convinto monogamo, e le follie sessuali e politiche di d’Annunzio; la tempestosa vita sentimentale di Mussolini e la solitudine di Gramsci. E ancora, il drammatico confronto tra De Gasperi e Togliatti, tanto diversi in politica come in amore, e l’Italia del miracolo economico, in un mondo congelato dalla guerra fredda. Moro, Fanfani e Andreotti, protagonisti democristiani della lunga stagione del centrosinistra e del “compromesso storico”; l’irriducibile antagonismo tra Craxi e Berlinguer, gli anni di Tangentopoli e, infine, l’avvio traumatico della Seconda Repubblica e del lungo protagonismo di Berlusconi nella vita politica italiana.
Il 10 dicembre di ogni anno si celebra la “Giornata internazionale dei Diritti umani”, voluta dalle Nazioni Unite per ricordare la firma della “Dichiarazione Universale dei Diritti Umani”, avvenuta a Parigi nel 1948. Si tratta di un documento di soli 30 articoli che tuttavia - come ha affermato Navi Pillay, Alto Commissario dell’ONU per i Diritti umani – è il documento che “ha avuto l’impatto sul genere umano più significativo di qualsiasi altro documento nella storia moderna”. Suoniamo i Campanili d’Europa per sostenere i Diritti Umani è un’iniziativa del “Gruppo Campanari di Arrone” che intende diffondere, attraverso il suono delle campane di tutta Europa, la cultura di “Tutti i diritti umani per tutti” ed i messaggi ed i temi che ogni anno le Nazioni Unite propongono alla riflessione dei popoli che si riconoscono nella Dichiarazione. Facendo proprio il pensiero di Papa Benedetto XVI, secondo il quale “la Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo fu il risultato di una convergenza di tradizioni religiose e culturali, tutte motivate dal comune desiderio di porre la persona umana al cuore delle istituzioni, leggi e interventi della società, e di considerare la persona umana essenziale per il mondo della cultura, della religione e della scienza” il Gruppo Campanari di Arrone intende mantenere alta l’attenzione non solo sul tema dei diritti umani, ma anche su quello della centralità della persona umana in un periodo in cui l’economia e gli interessi strategico-militari sembrano aver perso di vista i veri interessi dell’umanità.
Grande dibattito ha suscitato l'approvazione, alla Camera dei Deputati, del ddl Gelmini che riforma l'Università, con manifestazione di protesta in tutta Italia di docenti, studenti e ricercatori, preoccupati per i tagli agli investimenti, che il ministro giudica dolorosi ma necessari, ma anche con vasti strati del mondo accademico che hanno giudicato positivamente tale riforma soprattutto per ciò che concerne la lotta al "baronato", la ricerca della meritocrazia e un migliore utilizzo delle risorse, combattendo gli sprechi.
Cristina Calabrese, partner della società di head hunter Key2people, ha individuato le cinque caratteristiche principali di un'azienda «trampolino». Eccole: ATTENTA POLITICA DELLE RISORSE Qui la gestione delle risorse umane è davvero vissuta come un elemento strategico. Così gli uomini diventano il vero brand dell'azienda. CULTURA INTERNAZIONALE In genere hanno una cultura manageriale di tipo internazionale e trasversale. Spesso utilizzano il metodo della job rotation. OCCHI PUNTATI SUI RISULTATI Queste imprese adottano una politica di crescita interna trasparente basata sui risultati della persona. Qui fa carriera solo chi lo merita veramente. METODO DI LAVORO BEN DEFINITO La capacità di trasferire un metodo di lavoro ben definito a ogni area funzionale è un altro punto di forza. Apprezzato anche all'esterno. BUONA POLITICA DI MARCHIO Queste sono aziende capaci di configurarsi in modo preciso sul mercato e di attrarre personale valido proprio grazie al loro posizionamento.
La schiavitù è un business planetario, paragonabile al traffico della droga e delle armi, che porta a chi la pratica decine di miliardi di dollari ogni anno. In Cina esistono più di mille campi di concentramento dove, da 3 a 5 milioni di uomini, donne e bambini sono costretti a lavorare fino a 16-18 ore al giorno per produrre ogni tipo di merce a vantaggio del regime cinese e di numerose imprese nazionali ed internazionali che investono o producono in Cina. Anche l'Italia, purtroppo, non è estranea al lavoro in schiavitù, se si considerano le decine di migliaia di immigrati cinesi sfruttati nei laboratori clandestini. In questo contesto, il 2 dicembre, presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati, in Via della Missione 4, verrà presentata la legge "Disposizioni concernenti il divieto di produzione, importazione e commercio di merci prodotte mediante l'impiego di manodopera forzata, e in schiavitù". A darne l'annuncio saranno Harry Wu, Pagano (PDL) e Sposetti (PD) come primi firmatari. La legge ha il sostegno di deputati appartenenti a tutti i gruppi. Durante la conferenza, Harry Wu presenterà il libro di Liu Xiaobo, che verrà pubblicato dalle Edizioni San Paolo in primavera. Harry Wu viaggerà per Oslo nei giorni seguenti per la Cerimonia del Premio Nobel, che avrà luogo il 10.12, dove spera di incontrare i familiari di Liu.
Il programma radiofonico quotidiano “Zapping” (condotto da Aldo Forbice) ha iniziato da lunedì 18 ottobre una serie di approfondimenti sui problemi aperti dal rilancio del programma nucleare italiano. In particolare, si cercherà di analizzare gli aspetti legati alla sicurezza dei reattori per i tecnici, per gli altri addetti alla produzione di energia e per la popolazione civile; i costi del nucleare, i tempi e le risorse finanziarie necessarie per costruire i primi quattro reattori Epr, da 1.600 megawatt; la questione delle scorie, del loro trattamento e dell’individuazione e realizzazione dei siti, Ricordiamo che l’Italia dipende dall’estero per l’86% del fabbisogno di energia primaria. Secondo una recente ricerca dell’Enel introdurre il 25% di nucleare nei consumi elettrici comporterà, nei 10 anni successivi al 2020, minori emissioni per 236-381 milioni di tonnellate di Co2 e un risparmio di 32/57 miliardi di euro. Nell’inchiesta di “Zapping” si discuterà, in particolare, degli standard di sicurezza nelle centrali di terza generazione e delle prospettive nucleari del nostro paese e dell’Europa. Fra gli ospiti presenti, il ministro per lo Sviluppo economico, Paolo Romani; il ministro per l’Ambiente, Stefania Prestigiacomo; il sottosegretario al ministero delle Sviluppo economico, con delega all’energia, Stefano Saglia,; il Commissario dell’Enea, Giovanni Lelli; l’amministratore delegato dell’Enel, Fulvio Conti; l’on. Ermete Realacci, responsabile dipartimento energia del Pd; il prof. Renato Paolo Ricci, presidente dell’Ain (Associazione Italiana Nucleare); il prof. Franco Battaglia (Università di Modena); il prof. Umberto Tirelli (Centro di Riferimento Oncologico di Aviano); l’on. Chicco Testa, fondatore di Legambiente; la prof.ssa Paola Girdinio (Università di Genova); il prof. Marco Ricotti (Politecnico di Milano); il prof. Walter Ambrosini (Pisa) e numerosi altri esperti di energia nucleare. Tutti gli aspetti dell’energia dell’atomo saranno presi in esame, anche per contribuire al superamento di diffusi pregiudizi e della dilagante ignoranza informativa su questa materia. Per fare solo un esempio, negli ultimi 5 anni, secondo una ricerca dell’Enel, il nucleare in Italia ha avuto nei telegiornali uno spazio per lo 0,04% e meno di un articolo al giorno sulla stampa. E quasi sempre si è trattato di opinioni personali spesso ideologizzate.
Il Consiglio dei ministri ha approvato il Piano per il Sud. Prevede, tra le altre misure, il potenziamento della rete dei trasporti, fondi per l'edilizia scolastica, misure per l'utilizzo dei fondi per l'università e la costituzione della Banca del Sud per agevolare il credito agli imprenditori e per il rafforzamento degli interventi in materia di giustizia e sicurezza. «Si parte dalla ricognizione che ha individuato 16 miliardi a luglio e con lo sblocco dei piani attuativi regionali relativi ai fondi Fas si arriva intorno ai 24 miliardi» ha indicato il ministro degli Affari Regionali, Raffaele Fitto, dopo l'approvazione all'unanimità del Piano. A queste risorse vanno aggiunti i fondi strutturali europei «per un totale di 100 miliardi», ha aggiunto il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. Fitto ha spiegato che con il provvedimento, accompagnato da due decreti e una delibera Cipe, si procede alla «responsabilizzazione, insieme alle Regioni con cui vogliamo assolutamente dialogare e condividere.
Il programma radiofonico quotidiano "Zapping" (condotto da Aldo Forbice) ha iniziato da lunedì 18 ottobre una serie di approfondimenti sui problemi aperti dal rilancio del programma nucleare italiano. In particolare, si cercherà di analizzare gli aspetti legati alla sicurezza dei reattori per i tecnici, per gli altri addetti alla produzione di energia e per la popolazione civile; i costi del nucleare, i tempi e le risorse finanziarie necessarie per costruire i primi quattro reattori Epr, da 1.600 megawatt; la questione delle scorie, del loro trattamento e dell'individuazione e realizzazione dei siti, Ricordiamo che l'Italia dipende dall'estero per l'86% del fabbisogno di energia primaria. Secondo una recente ricerca dell'Enel introdurre il 25% di nucleare nei consumi elettrici comporterà, nei 10 anni successivi al 2020, minori emissioni per 236-381 milioni di tonnellate di Co2 e un risparmio di 32/57 miliardi di euro. Nell'inchiesta di "Zapping" si discuterà, in particolare, degli standard di sicurezza nelle centrali di terza generazione e delle prospettive nucleari del nostro paese e dell'Europa. Fra gli ospiti previsti, il ministro per lo Sviluppo economico, Paolo Romani; il ministro per l'Ambiente, Stefania Prestigiacomo; il sottosegretario al ministero delle Sviluppo economico, con delega all'energia, Stefano Saglia,; il Commissario dell'Enea, Giovanni Lelli; l'amministratore delegato dell'Enel, Fulvio Conti; l'on. Ermete Realacci, responsabile dipartimento energia del Pd; il prof. Renato Angelo Ricci, presidente onorario dell'Ain (Associazione Italiana Nucleare); il prof. Franco Battaglia (Università di Modena); il prof. Umberto Tirelli (Centro di Riferimento Oncologico di Aviano); l'on. Chicco Testa, fondatore di Legambiente; la prof.ssa Paola Girdinio (Università di Genova); il prof. Marco Ricotti (Politecnico di Milano); il prof. Walter Ambrosini (Pisa) e numerosi altri esperti di energia nucleare. Tutti gli aspetti dell'energia dell'atomo saranno presi in esame, anche per contribuire al superamento di diffusi pregiudizi e della dilagante ignoranza informativa su questa materia. Per fare solo un esempio, negli ultimi 5 anni, secondo una ricerca dell'Enel, il nucleare in Italia ha avuto nei telegiornali uno spazio per lo 0,04% e meno di un articolo al giorno sulla stampa. E quasi sempre si è trattato di opinioni personali spesso ideologizzate.
La Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori (LILT), in collaborazione con il Ministero della Salute, promuove il Convegno Nazionale “COMUNICARE PER PREVENIRE” dedicato al tema della qualità ed efficacia della comunicazione, quale strumento per garantire ai cittadini l’accesso informato ai programmi di screening per promuovere la cultura della prevenzione come metodo di vita. L’evento si svolge a conclusione del progetto triennale “Si scrive screening, si legge prevenzione dei tumori”, promosso dal Ministero della Salute e condotto dalla LILT in collaborazione con dieci Regioni, con il comune obiettivo di migliorare, attraverso adeguate metodologie e sperimentate procedure di coinvolgimento, la consapevolezza dei cittadini sull’importanza degli screening, rafforzando, nel contempo, la diffusione, l’accesso e la partecipazione agli stessi. Il Convegno rappresenta, inoltre, un’importante occasione per comunicare i percorsi e le strategie messe in atto in ciascuna Regione dalla LILT, in collaborazione con le istituzioni e gli organismi coinvolti, nel rispetto della cultura dei territori locali e con un approccio metodologico comune. I lavori si articoleranno in due sessioni. La mattinata sarà dedicata al valore e alla funzione della comunicazione nei percorsi di Prevenzione, con il ruolo determinante del volontariato. Nel pomeriggio le Regioni con i Presidenti e coordinatori delle Sezioni Provinciali LILT affronteranno i temi connessi alle metodologie della comunicazione, alle finalità, ai punti critici e ai risultati dell’esperienza comune condotta, evidenziando altresì le prospettive di continuità ed integrazione organizzativa ed operativa nel settore della prevenzione. Al termine della tavola rotonda sarà presentato il Vademecum delle procedure che, sulla base della prima esperienza condotta dalla LILT, sistematizza il modello organizzativo ed operativo integrato, quale utile strumento, proponendo specifici indicatori di efficacia delle azioni intraprese nei percorsi di comunicazione per promuovere i programmi di screening. Il Convegno si svolge con il Patrocinio dei Ministeri della Salute, delle Pari Opportunità, dei Rapporti con le Regioni e per la Coesione Territoriale e delle Regioni coinvolte nel progetto e vedrà la presenza di numerosi rappresenti delle Istituzioni e delle Autonomie Locali, a partire dal ministro Ferruccio Fazio, il ministro Raffaele Fitto, la Presidente della Regione Lazio Renata Polverini e il sindaco di Roma Gianni Alemanno.
a cura di Giancarlo Loquenzi
Conduce: Giancarlo Loquenzi