Alle 2 e 35 di questa mattina (le 8:35 in Italia) l’Endeavour è finalmente tornato a Terra, dopo aver compiuto 248 orbite attorno alla Terra e al termine di un viaggio di oltre 6 milioni e 500mila miglia. A bordo il Colonnello Roberto Vittori, pilota sperimentatore dell’Aeronautica Militare ed astronauta italiano dell'ESA, che ha concluso l’importante missione scientifica italiana DAMA (DArk MAtter) dell'Agenzia Spaziale Italiana. Durante i 16 giorni di permanenza nello spazio (assieme al connazionale Paolo Nespoli, sulla ISS dallo scorso dicembre e rientrato il 24 maggio) Roberto Vittori ha posizionato sulla Stazione Spaziale Internazionale il potente ‘cacciatore’ di antimateria AMS02 (Alpha Magnetic Spectrometer) realizzato con un determinante contributo italiano grazie ai finanziamenti dell’ASI e dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare. AMS, che è già in funzione, avrà il compito di intercettare e identificare tipi di particelle elementari che non si possono riprodurre sulla Terra con gli acceleratori. (Foto ASI)
Nuovo collegamento per "gli spaziali" Roberto Vittori e Paolo Nespoli, quest'ultimo appena rientrato a Houston. Vittori alle 12,07 di oggi ha dialogato, per circa 10 minuti, con i giornalisti presenti nella sede dell'Asi. Oltre al presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana, Enrico Saggese, hanno parteciperato all'evento anche i rappresentanti dell’Agenzia Spaziale Europea e dell’Aeronautica Militare. Per Roberto Vittori è stato il momento di fare il punto sulla sua terza permanenza nello spazio, a metà del suo percorso di missione sulla Stazione.
Alle ore 14.00 è stato realizzato un collegamento di un’ora con Paolo Nespoli in diretta da Houston. Per Nespoli è stata la prima occasione di colloquio dal suo rientro sulla Terra dopo una missione di lunga durata sulla Stazione Spaziale Internazionale
L'intervista di Vittorio Argento a Roberto Vittori
In 6 risposte di Roberto Vittori: l’esperienza in orbita, le emozioni, l’importanza della missione, l’amore per l’Italia
Il video di AsiTv sul collegamento con Vittori
Dopo 159 giorni nello spazio, si e' conclusa in bellezza la missione dell'astronauta Paolo Nespoli, rientrato con la navetta russa Soyuz alle 4:27 con i colleghi di equipaggio, il comandante russo Dmitry Kondratyev e l'americana Cady Coleman. Ora li attende un periodo di riabilitazione per riattivare i muscoli dopo 6 mesi di assenza di gravità. Prima di lasciare la Stazione Spaziale Internazionale (Iss), infatti, Nespoli e i suoi colleghi sono stati i primi al mondo ad avere la possibilita' di compiere con la Souyz alcuni giri attorno alla stazione orbitale e a inviare a Terra le prime immagini in assoluto dello shuttle agganciato alla Iss. Le prime foto, scattate con la stessa apparecchiatura usata per l'aggancio della navetta russa, sono in bianco e nero, ma nei prossimi giorni la Nasa conta di diffondere ulteriori e spettacolari immagini e video fatti dai tre astronauti
Dopo Papa Benedetto XVI, anche il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha parlato con gli astronauti italiani sull'Endeavour. Oggi alle h.15.30 in punto il Capo dello Stato si è collegato dal Quirinale con i due astronauti Vittori e Nespoli per celebrare simbolicamente con loro il "compleanno" del nostro Paese con una breve cerimonia che ha visto la consegna del tricolore da parte di Vittori nelle mani di Nespoli
Ascolta l'audio della "conversazione"
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Un avvenimento storico o meglio sarebbe dire una "chiacchierata" storica, quella del Papa con gli astronauti in orbita nella Stazione Spaziale Internazionale, destinata a segnare la data del 21 maggio 2011.
A 50 anni dal primo volo dell’uomo nello Spazio e a 150 dall’Unità d’Italia, Benedetto XVI si intrattiene, per circa venti muniti, con l’equipaggio della ISS, tra cui gli italiani Paolo Nespoli e Roberto Vettori. Il collegamento - organizzato dalle Agenzie spaziali italiana ed europea, unitamente all’Aeronautica Militare e alla Santa Sede - dalla Saletta Foconi della Biblioteca Vaticana, presso il Palazzo Apostolico.
Il video dell' evento
La missione affidata all’equipaggio dello Shuttle Endeavour, che ha portato in orbita, fino alla Stazione Spaziale Internazionale, l’astronauta italiano Roberto Vittori, prevede anche la realizzazione di importanti esperimenti che, in buona parte, hanno il loro punto di partenza in studi di Università e centri di ricerca italiani.
Il principale è certamente quello intitolato AMS-02, detto anche il ‘Cacciatore di antimateria’ e che proprio il colonnello Vittori è stato incaricato di seguire in prima persona.
Nomi “strani” hanno anche gli altri esperimenti: APE (Astronaut Personal Eye), FOAM, ENOS (Electronic NOse for Space exploration), BIOKISS (BIOKon ISS), VIABLE ISS (eValuatIon And monitoring of microBiofiLms insidE ISS), Night Vision, ASIA for Human Flight. Ma tutti rivelano l’attenzione per la ricerca in ambiti importanti per il futuro dell’umanità e che vanno dalla medicina, alla microbiologia, alle scienze biomediche e all’ingegneria elettronica. Per saperne di più pubblichiamo nelle pagine del nostro sito delle schede su ognuno di essi.
Sono ben due gli astronauti italiani in missione nello Spazio, Roberto Vittori e Paolo Nespoli, ed è la prima volta. Un avvenimento eccezionale che cade proprio nell’anno in cui si celebrano i 150 anni dell’Unità d’Italia.
Vittori, a bordo dell’Endeavour - per questo Shuttle è l’ultima missione - partito il 16 maggio scorso dal Kennedy Space Center di Cape Canaveral, ha potuto abbracciare il collega dopo l’aggancio in orbita alla Stazione Internazionale dove Nespoli, partito dal cosmodromo di Baikonur, in Kazakistan, a bordo di una navicella russa Soyuz, si trova dallo scorso 15 dicembre.
Al colonnello dell’Aeronautica italiana e astronauta dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa) è affidato l’importante compito di installare il cacciatore di antimateria Ams su una piattaforma esterna della Stazione Spaziale Internazionale. Una missione che Vittori condivide con collega della Nasa Andrew Feustel.
La missione spaziale STS-134, l'ultima missione per la navetta Endeavour e la penultima, in assoluto, per gli Space Shuttle, che dopo 38 anni di onorato servizio si chiuderanno con il lancio della navetta Atlantis, missione numero 135, in programma per il prossimo 28 giugno.
Sui siti di Radio1 e del Giornale Radio Rai le fasi salienti della missione che si concluderà il prossimo I giugno.
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