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Sette storie per lasciare il mondo

In onda Martedì 4 marzo 2014 all'1:35

Rosaria Bronzetti ci porta dietro le quinte del Teatro Massimo di Palermo con SETTE STORIE PER LASCIARE IL MONDO, opera per musica e film di Roberto Andò e Marco Betta

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Questa “elegia del sonno e della veglia” è diretta da George Pehlivanian con la partecipazione dell'attrice Donatella Finocchiaro, dei soprani Gabriella Costa e Maria Chiara Pavone, dei Fratelli Mancuso (cantanti, compositori e polistrumentisti siciliani, vincitori del premio per la miglior colonna sonora all'ultima Mostra del Cinema di Venezia).

Lo scenario dell’opera è tutto siciliano, così come gli autori: un'opera che lo stesso Andò definisce ispirata al ciclo di fotografie sul sonno di Ferdinando Scianna (immagini che ritraggono uomini, donne, bambini sprofondati nel sonno e ripresi in vari momenti e luoghi del mondo). Alcuni dei dormienti di Scianna si materializzano sulla scena come ricostruzioni tridimensionali o installazioni viventi. 

Racconta Andò alle telecamere di ‘Prima della Prima’: “Molti anni fa mi chiesero di pensare ad uno spettacolo sulla Sicilia che potesse mettere insieme le forme della musica popolare siciliana con la musica contemporanea. A me sembrò opportuno partire dal sonno. Ossia, non volevo uno spettacolo che avesse un carattere narrativo, e il pretesto del sonno come accesso ad una civiltà come quella siciliana mi è sembrato il più adatto. Questo perché il sonno ha una tensione tra l’aspetto ‘naturale’ (ognuno di noi a fine giornata si abbandona al sonno ed entra in un’altra dimensione, quindi da un certo punto di vista sparisce per lasciare il posto ad una persona diversa che si incontra col sogno), e il fatto che il sonno è sempre stato un po’ il diagramma morale attraverso cui vedere una civiltà.”

Aggiunge Betta: “C’è anche il sonno nascosto dentro la musica, quindi il senso di una Sicilia che si addormenta anche nel suono. Una Sicilia che ha bisogno di essere risvegliata ritrovando le sue radici di memoria antichissime, e che dà la possibilità, musicalmente, di indagare la memoria, che è collegata anche a ciò che sparisce, a ciò che viene dimenticato.”

La regia televisiva di questa puntata è di Christian Angeli.

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