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I nostri avversari amatissimi: Inghilterra

in onda venerdì 30 maggio 2014 ore 21:05

Un esclusivo incontro tra Alex Zanardi e Cesare Prandelli chiude l’ultima puntata di “Sfide Mondiali i nostri avversari amatissimi” dedicata al confronto con l'Inghilterra.

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Il C.t. della nazionale descrive le sensazioni che accompagnano un allenatore alla vigilia di un evento di questa portata.

E il primo impegno degli azzurri nel mondiale Brasiliano è proprio con  loro, i maestri del calcio. Scorrere le sfide tra Italia e Inghilterra è anche un modo per rovesciare i luoghi comuni, che vorrebbero gli inglesi sulla cattedra e noi azzurri buoni e zitti sui banchi a imparare.

Ma che il ruolo di maestri e alunni non sia poi così definito, è chiaro sin da quell’amichevole per i 75 anni della Federazione Italiana che si giocò nel ’73 e che ci portò a una storica vittoria sul campo di Wembley. La racconteranno i due “portieroni”, Zoff e Shilton, più il giocatore forse più rappresentativo nella storia degli scontri con la perfida Albione, e cioè Fabio Capello, che quel giorno approfittò di una fuga di Long John Chinaglia per violare “con i tacchetti” la porta inglese e restituire il sorriso ai nostri emigranti.

Non ci smentiamo, nel ribaltamento dei ruoli, neppure alle qualificazioni per i Mondiali del ’78, dove regoliamo l’Inghilterra con un autorevole 2-0. Ne parlano Capello, Tardelli, Bettega, Zoff, Antognoni e Cuccureddu. Stesso amaro destino (per gli inglesi) nel girone di primo turno degli Europei del 1980, quando gli azzurri mettono sotto di un gol l’Inghilterra. Qui, a raccontare la nostra ennesima vittoria, saranno Zoff, Tardelli, Gentile, Shilton, Bettega e Antognoni.

Arrivano i Mondiali “italiani” del ’90, dove le speranze azzurre si infrangono in semifinale. Nella finalina di consolazione per il terzo e quarto posto, a sorridere saremo ancora noi: vinciamo 2-1. Parlerà il nostro capitano di allora, lo zio Bergomi, e insieme a lui Ferrara e Shilton. Non andrà meglio agli inglesi alle qualificazioni ai mondiali del 1998, andiamo a vincere a casa loro ancora di un gol a zero. La chiusura è anche il ricordo più recente, i quarti di finale degli Europei 2012. È battaglia senza esclusioni di colpi, ma nessuno prevale e così si arriva ai temutissimi (per noi) rigori. Ma stavolta il destino ci è benevolo e passiamo. Quel giorno lo ricorderanno Prandelli, Buffon e Diamanti.