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Tragedia fiorentina (Una)

In onda Martedì 13 maggio 2014 all'1:35

Rosaria Bronzetti ci porta dietro le quinte del Teatro Regio di Torino per Una tragedia fiorentina, di Alexander Zemlinsky.

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Il regista Vittorio Borrelli ha trasportato la vicenda, originariamente ambientata nella Firenze rinascimentale, ai primi del Novecento (periodo di composizione dell’opera). Dirige l’Orchestra del Teatro Regio Stefan Anton Reck. La voce profonda e seducente del baritono Mark S. Doss anima il personaggio di Simone; accanto a lui si esibiscono lo sfavillante soprano leggero Ángeles Blancas Gulín (Bianca) e il tenore Zoran Todorovich (Guido Bardi), applaudito per la sua potenza canora e la sua presenza drammatica.

Le opere ad atto unico contraddistinguono il panorama del teatro musicale fin de siècle: si tratta di un genere che allora era considerato molto moderno e che poteva piegarsi ai contenuti e agli stili più eterogenei. Anche l’operista austriaco Zemlinsky scelse questa forma per quella che sarebbe diventata la sua opera più celebre. La trama dell’opera è una forte accusa alla morale borghese convenzionale e la musica non fa che mettere in risalto le pulsioni oscure e individualistiche dei protagonisti. Il tema principale è quello classico di amore e morte: il protagonista è Simone, un mercante che torna a casa dopo alcune settimane di assenza e trova la moglie Bianca in compagnia del principe Guido Bardi.

Racconta Borrelli alle telecamere di “Prima della Prima”: “’Una tragedia fiorentina’ è un'opera tratta quasi fedelmente da una pièce teatrale di Oscar Wilde, scritta dal maestro nel periodo precedente e posteriore alla sua funesta avventura con il processo e il carcere. È un'opera complessa, con un linguaggio forbitissimo, piena di significati e presagi. Mettere in scena uno spettacolo del genere è una sfida per un regista perché si tratta di gestire 55 minuti di spettacolo con tre personaggi soli, personaggi che sono costantemente in scena in un rapporto ambiguo, claustrofobico, voyeristico, l’uno con l’altro. Dal mio punto di vista essi sono tre animali che vivono chiusi in un gabbia con i loro istinti primordiali, più o meno soffocati, più o meno esplicitati.”

La regia televisiva di questa puntata è di Alessandra Bruno.

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