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Aida (Napoli)

In onda Martedì 14 gennaio 2014 all'1:35

Rosaria Bronzetti ci porta dietro le quinte del Teatro San Carlo di Napoli per Aida di Giuseppe Verdi.

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L’allestimento è firmato  da  Franco Dragone, uno dei più grandi show maker al mondo, artefice della nascita e dell’affermazione del Cirque du Soleil. Accanto a Dragone lo scenografo Benito Leonori -vincitore dell' “Abbiati” 2013 per la migliore scenografia- e la costumista Giusi Giustino. Sul podio Nicola Luisotti, a dirigere Orchestra e Coro del Teatro di San Carlo. Prestigioso il cast in scena: Lucrecia García è una splendida Aida,  Jorge De Leòn veste i panni di Radamès, Ekaterina Semenchuk è Amnèris, Marco Vratogna interpreta Amonasro, Ramfis ha la voce di Ferruccio Furlanetto e Il Re d’Egitto quella di Carlo Cigni.
Una rilettura del titolo verdiano mai vista prima, proiettata in un “tempo senza tempo alla fine del mondo”, post apocalittica e astratta, che sembra evocare, anche nelle scene e per i costumi, le atmosfere di un film cult come Blade Runner.

Racconta Dragone alle telecamere di ‘Prima della Prima’: Tutte le versioni che avevo visto dell’Aida non mi avevano fatto apprezzare fino in fondo la musica perché c’erano troppi elementi scenografici e spettacolari. E credevo io stesso che fosse un’opera grandiosa, mentre in realtà è un’opera intimista. Quindi ho voluto avvicinarmi con la mia sensibilità, cercando di togliere tutto ciò che era allestimento scenico, pepli, cartapesta e simili, le piramidi, le palme, e anche tutti i riferimenti a un’epoca e a un tempo precisi.  Volevo che questa Aida fosse atemporale. Non sono voluto cadere nella trappola della scena del trionfo grandiosa, che glorifica i vittoriosi.  Ho voluto piuttosto sottolineare che non ci sono vincitori né vinti, quando c’è la guerra. Ci sono le vittime, c’è il sangue, ci sono le lacrime. E io ho voluto un trionfo di questo tipo: amaro, triste, un trionfo in cui nessun popolo possa vantarsi di aver vinto o conquistato, senza aver fatto delle vittime.

La regia televisiva di questa puntata è di Roberto Giannarelli.

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