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Archivio storico

Francesco negli Stati Uniti

Un viaggio storico

29-09-2015 12:19

Francesco negli Stati Uniti

Molte le aspettative tra i cattolici americani per la prima visita di Papa Francesco negli Stati Uniti. E Papa Francesco non ha deluso, ma soprattutto non si è lasciato inquadrare in rigide categorie “politiche”. Né liberale, né conservatore. Ma “fedeltà – come ha detto – alla dottrina della Chiesa, niente di più, niente di meno”.

Durante il suo viaggio, tra Washington, New York e Filadelfia, il Papa ha affrontato questioni e temi che sono elementi costanti del suo Pontificato.

Rifugiati e immigrati, cambiamenti climatici, povertà, famiglia, carcere.

Ha parlato di rifugiati e immigrati, lui “figlio di una famiglia di immigrati”, ha auspicato che in una terra che è stata fondata da popoli diversi, si considerino queste persone che viaggiano verso Nord come volti e storie di chi cerca un futuro migliore per i loro figli.

Al Congresso Americano e alle Nazioni Unite ha parlato di cambiamento climatico e del degrado alla natura causato dalle attività umane, invitando tutti ad azioni e strategie coraggiose. E ha affermato con forza che “ogni danno arrecato all’ambiente è danno fatto all’umanità”.

In ogni incontro e discorso non ha poi rinunciato a parlare della povertà e degli emarginati. Quella “periferia” verso la quale il Papa sta indirizzando tutta la Chiesa: “la lotta contro la povertà e la fame deve essere combattuta sempre e su molti fronti, in particolare nelle sue cause”.

Non ha rinunciato inoltre, nel Paese emblema della libertà, a parlare di tolleranza religiosa e garanzia dei diritti di ogni individuo. A Filadelfia, Francesco ha denunciato la discriminazione contro la religione. “La libertà religiosa significa certamente il diritto di adorare Dio, individualmente e in comunità, come le nostre  coscienze dettano”.

E all’Incontro Mondiale delle Famiglie ha abbandonato, come ci si aspettava, il discorso preparato, in favore di un dialogo spontaneo e particolarmente sentito dichiarando il proprio favore per le famiglie che fanno crescere i loro figli, che creano, che sviluppano una società di verità, bontà e bellezza.

Ma forse l’appello più importante del Papa è stato quello contro la pena di morte. Si è espresso per la sua abolizione in un Paese dove più di 3000 condannati attendono nel braccio della morte. “Recentemente i miei fratelli Vescovi qui negli Stati Uniti hanno rinnovato il loro appello per l’abolizione della pena di morte. Non solo li sostengo, ma offro anche incoraggiamento a tutti coloro che sono convinti che una punizione giusta e necessaria non deve mai escludere la dimensione della speranza e l’obiettivo della riabilitazione”.  E nella struttura di Curran-Fromhold vicino Filidelfia ai quasi 100 carcerati ha detto: “Sono qui come Pastore e come Fratello, per condividere e fare mia la vostra situazione”. 

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