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Archivio storico

Francesco in visita al Sacrario Militare

Sabato 13 Settembre

10-09-2014 16:43

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    Francesco in visita al Sacrario Militare

     

    L'INUTILE STRAGE
    Cento anni fa scoppiava la prima guerra mondiale, “l'inutile strage”, come la definì Papa Benedetto Quindicesimo. Per  commemorare quel tragico anniversario Papa Francesco si recherà al sacrario militare di Redipuglia, come annunciò durante l'udienza del 6 giugno scorso. Il servizio è di Maria Rita Pasqualucci. Immagini di Marco Sanga e Franco Trifoni. Montaggio di Susanna Munisso.

    “… intendo recarmi pellegrino al Sacrario militare di Redipuglia, in provincia di Gorizia, per pregare per i caduti di tutte le guerre@. Con queste parole Papa Francesco ha annunciato la visita al Sacrario Militare di Redipuglia. "L’occasione è il centenario dell’inizio di quella enorme tragedia che è stata la Prima Guerra Mondiale, della quale ho sentito tante storie dolorose dalle labbra di mio nonno, che l’ha fatta sul Piave.”

    Siamo in Friuli Venezia Giulia. Redipuglia, dallo sloveno “sredji polije”, ovvero "campo di mezzo", è il più grande e maestoso sacrario militare italiano dedicato ai caduti della Grande Guerra. Custodisce i resti di 100.000 soldati, italiani, austriaci, ungheresi, cechi e slovacchi, caduti nelle zone circostanti.  L'opera rappresenta simbolicamente uno schieramento militare  che scende dal cielo:  ventidue gradoni custodiscono, in ordine alfabetico, le salme dei 39.857 caduti identificati. Nell'ultimo gradone riposano  i resti di oltre 60.000 soldati Ignoti.  In cima, tre croci in bronzo richiamano l'immagine del Monte Golgota.

    Papa Francesco è il secondo papa a far visita a Redipuglia. Prima di lui fu Giovanni Paolo II nel 1992 a pregare davanti al sacrario, a implorare la pace per l’Europa e il mondo intero:

    “Mi inginocchio a pregare idealmente anche per tutti i luoghi del mondo che raccolgono i caduti di tutte le guerre. Pace per la vostra terra, pace per la diletta Nazione italiana, pace per l’Europa e il mondo intero”

    Un luogo che lascia sgomenti: Qui il ricordo di quella terribile  guerra è tangibile. “Presente” è scritto su ogni loculo.  Una tragedia da cui poi negli anni germinarono cupe dittature, devastazioni morali e materiali, divisioni insensate. Una inutile strage, così definì quella guerra Papa Benedetto XV che il 1 agosto 1917, in pieno conflitto mondiale, inviò alle potenze belligeranti il suo invito alla pace:

    In sì angoscioso stato di cose, dinanzi a così grave minaccia, Noi, non per mire politiche particolari, né per suggerimento od interesse di alcuna delle parti belligeranti, ma mossi unicamente dalla coscienza del supremo dovere di Padre comune dei fedeli, dal sospiro dei figli che invocano l'opera Nostra e la Nostra parola pacificatrice, dalla voce stessa dell'umanità e della ragione, alziamo nuovamente il grido di pace, e rinnoviamo un caldo appello a chi tiene in mano le sorti delle Nazioni. Ma per non contenerci più sulle generali, come le circostanze Ci suggerirono in passato, vogliamo ora discendere a proposte più concrete e pratiche. Siamo animati dalla cara e soave speranza di vederle accettate, e di giungere quanto prima alla cessazione di questa lotta tremenda, la quale ogni giorno di più apparisce inutile strage.”

    La definizione di Papa Benedetto XV “inutile strage”, è rimasta nella storia a bollare   la tremenda carneficina della Prima Guerra Mondiale.  Ma il suo accorato appello fu sepolto da riserve, perplessità, e soprattutto silenzi. Quelle parole si possono applicare a tutti i conflitti, passati e presenti, che continuano a stroncare vite umane.

    Innumerevoli gli appelli alla pace dei pontefici.

    “Jamais plus la guerre, jamais plus la guerre - Mai più la guerra -  invocò Paolo VI nel suo discorso all'ONU... “Avventura senza ritorno” disse Giovanni Paolo II cercando di impedire la guerra del Golfo. Durante la guerra in Bosnia nel 1994, pochi giorni prima del Natale, Woytjla implora con passione: “Sei giorni prima del Natale diciamo Fermatevi, Fermatevi davanti  bambino …..”

    Per le crisi in Medio Oriente Iraq e Ucraina, la preghiera di Papa Francesco diventa una supplica: “ Ve lo chiedo con tutto il cuore: è l’ora di fermarsi… Fermatevi per favore!”

    Imparare dagli errori del passato, dice Papa Ratzinger, nel 2007 per il 90simo anniversario della nota di Benedetto XV: “Ripetendo a nome della Chiesa: Mai più guerra! Da questo luogo di pace, in cui anche più vivamente si avvertono come inaccettabili gli orrori delle "inutili stragi", rinnovo l’appello a respingere più in generale la tentazione di affrontare nuove situazioni con vecchi sistemi”.

    La guerra, le guerre, un argomento purtroppo sempre tragicamente attuale. E proprio nell'anniversario della I guerra mondiale, il 27 luglio di quest’anno, Papa Francesco all'Angelus riprende le parole di Pio XII:  “Tutto si perde con la guerra e nulla si perde con la pace. Fratelli e sorelle, mai la guerra! Mai la guerra!”.

    Contro i mostri del XX secolo le due guerre mondiali, e  quelli del secolo attuale, dove assistiamo a massacri infiniti, il sacrario di Redipuglia non può e non deve essere solo  un ricordo storico, ma un monito all'umanità: che tutto questo non accada più. Così Papa Francesco durante il volo di ritorno dalla Corea:

    E oggi noi siamo in un mondo in guerra, dappertutto! Qualcuno mi diceva: “Ma Lei sa, Padre, che siamo nella Terza Guerra Mondiale – ma a pezzi?”. Ha capito? E’ un mondo in guerra, dove si compiono queste crudeltà ...! Ma noi dobbiamo fermarci e pensare un po’ al livello di crudeltà al quale siamo arrivati.

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