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Carissimi fratelli spogliati di tutto

All'Angelus il Papa prega per Iraq, Ucraina, Terra Santa

20-07-2014 20:36

Carissimi fratelli spogliati di tutto

Al termine dell'Angelus oggi in Piazza San Pietro il Papa ha ricordato la difficile situazione dei cristiani a Mosul, in Iraq: "i nostri fratelli sono perseguitati, sono cacciati via, devono lasciare le loro case senza avere la possibilità di portare niente con loro", ha detto Francesco, sottolineando la ferocia con cui intere famiglie vengono minacciate e sono costrette a scappare per salvarsi la vita. "A queste famiglie e a queste persone voglio esprimere la mia vicinanza e la mia costante preghiera. Carissimi fratelli e sorelle tanto perseguitati, io so quanto soffrite, io so che siete spogliati di tutto. Sono con voi nella fede in Colui che ha vinto il male!"
Il Pontefice ha invitato i presenti a osservare il silenzio per pregare intensamente, ancora per la drammatica situazione a Gaza - per la quale aveva lanciato un appello anche domenica scorsa - e in Ucraina, per tutti i punti di crisi del mondo, dove si dimentica che "la violenza non si vince con la violenza. La violenza si vince con la pace!"
Prima, nel commentare il Vangelo, la parabola del grano e della zizzania, aveva spiegato che il tema è il male nel mondo. "Il male che c’è nel mondo non proviene da Dio, ma dal suo nemico, il Maligno. È curioso, il maligno va di notte a seminare la zizzania, nel buio, nella confusione; lui va dove non c’è luce per seminare la zizzania. Questo nemico è astuto: ha seminato il male in mezzo al bene, così che è impossibile a noi uomini separarli nettamente; ma Dio, alla fine, potrà farlo". E' per questo che è necessario avere pazienza prima di giudicare, mentre noi abbiamo sempre fretta di farlo, di dividere i buoni dai cattivi. "Dio invece sa aspettare, ha detto il Papa -. Egli guarda nel “campo” della vita di ogni persona con pazienza e misericordia: vede molto meglio di noi la sporcizia e il male, ma vede anche i germi del bene e attende con fiducia che maturino. Dio è paziente, sa aspettare. Che bello questo: il nostro Dio è un padre paziente, che ci aspetta sempre e ci aspetta con il cuore in mano per accoglierci, per perdonarci. Egli sempre ci perdona se andiamo da Lui".
Anche se non se ne parla spesso, i cristiani sono i più perseguitati nel mondo: il numero di coloro che soffrono per la fedeltà a Cristo è stimato intorno ai 200 milioni, mentre i perseguitati di altre religioni ammontano in totale a 150 milioni, secondo i dati diffusi dall'organizzazione ACS, Aiuto alla Chiesa che soffre.

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