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Archivio storico

Ciò che trasforma la nostra vita

All'Angelus il Papa parla dell'eucaristia

17-08-2015 13:47

Ciò che trasforma la nostra vita

Andare alla messa non è lo stesso che fare una preghiera privata, perché nell'eucaristia c'è davvero il corpo di Cristo, e il suo corpo ci trasforma, permettendoci di vivere per Cristo, ha detto il Santo Padre all'Angelus. Il Vangelo di Giovanni, ha spiegato Francesco, "riferisce di alcuni tra la gente che si scandalizzano perché Gesù ha detto: «Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno». Lo stupore degli ascoltatori è comprensibile; Gesù infatti usa lo stile tipico dei profeti per provocare nella gente – e anche in noi – delle domande e, alla fine, una decisione. Anzitutto delle domande: che significa “mangiare la carne e bere il sangue” di Gesù? E' solo un’immagine, un simbolo, o indica qualcosa di reale? Per rispondere, bisogna intuire che cosa accade nel cuore di Gesù mentre spezza i pani per la folla affamata. Sapendo che dovrà morire in croce per noi, Gesù si identifica con quel pane spezzato e condiviso, ed esso diventa per Lui il “segno” del Sacrificio che lo attende. Questo processo ha il suo culmine nell’Ultima Cena, dove il pane e il vino diventano realmente il suo Corpo e il suo Sangue. E’ l’Eucaristia, che, Gesù ci lascia con uno scopo preciso: che noi possiamo diventare una cosa sola con Lui. Infatti dice: «Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui». La comunione è assimilazione: mangiando Lui, diventiamo come Lui. Ma questo richiede il nostro “sì”, la nostra adesione di fede. A volte, riguardo alla santa Messa, capita di sentire questa obiezione: “A cosa serve la Messa? Io vado in chiesa quando me la sento, e prego meglio in solitudine”. Ma l’Eucaristia non è una preghiera privata o una bella esperienza spirituale, non è una semplice commemorazione di ciò che Gesù ha fatto nell’Ultima Cena: l’Eucaristia è “memoriale”, ossia un gesto che attualizza e rende presente l’evento della morte e risurrezione di Gesù: il pane è realmente il suo Corpo donato,il vino è realmente il suo Sangue versato. L’Eucaristia è Gesù stesso che si dona interamente a noi. Nutrirci di Lui e dimorare in Lui mediante la Comunione eucaristica, se lo facciamo con fede, trasforma la nostra vita in un dono a Dio e ai fratelli. Nutrirci di quel “Pane di vita” significa entrare in sintonia con il cuore di Cristo,assimilare le sue scelte, i suoi pensieri, i suoi comportamenti. Significa entrare in un dinamismo di amore oblativo e diventare persone di pace, di perdono, di riconciliazione, di condivisione solidale. Gesù conclude il suo discorso con queste parole: «Chi mangia questo pane vivrà in eterno». Sì, vivere in comunione concreta, reale con Gesù su questa terra ci fa già passare dalla morte alla vita; e così chiudiamo gli occhi a questo mondo nella certezza che nell’ultimo giorno sentiremo la voce di Gesù Risorto che ci chiamerà, e ci risveglieremo per stare sempre con Lui e con la grande famiglia dei santi. In Cielo ci aspetta già Maria nostra Madre – abbiamo celebrato ieri questo mistero. Lei ci ottenga la grazia di nutrirci sempre con fede di Gesù, Pane della vita".

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