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Archivio storico

Trovare il senso e la gioia di vivere

La Chiesa è una madre che educa i suoi figli

10-09-2014 13:14

Trovare il senso e la gioia di vivere

All'udienza generale in Piazza san Pietro oggi il Papa è tornato a parlare della maternità della Chiesa, che, aveva detto mercoledì scorso, accompagna i suoi figli alla fede, dal battesimo in poi, educandoli e seguendoli. Oggi ha sottolineato la misericordia di questa mamma. "Un buon educatore – ha detto - punta all’essenziale. Non si perde nei dettagli, ma vuole trasmettere ciò che veramente conta perché il figlio o l’allievo trovi il senso e la gioia di vivere. E’ la verità. E l’essenziale, secondo il Vangelo, è la misericordia. L’essenziale del Vangelo è la misericordia. Dio ha inviato suo Figlio, Dio si è fatto uomo per salvarci, cioè per darci la sua misericordia. Lo dice chiaramente Gesù, riassumendo il suo insegnamento per i discepoli: «Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso». Può esistere un cristiano che non sia misericordioso? No. Il cristiano necessariamente deve essere misericordioso, perché questo è il centro del Vangelo. E fedele a questo insegnamento, la Chiesa non può che ripetere la stessa cosa ai suoi figli: «Siate misericordiosi», come lo è il Padre, e come lo è stato Gesù. Misericordia”.
Per fare questo però la Chiesa non può limitarsi alla teoria, ma avere gesti concreti, fattivi. "La madre Chiesa ci insegna a dare da mangiare e da bere a chi ha fame e sete, a vestire chi è nudo. E come lo fa? Lo fa con l’esempio di tanti santi e sante che hanno fatto questo in modo esemplare; ma lo fa anche con l’esempio di tantissimi papà e mamme, che insegnano ai loro figli che ciò che avanza a noi è per chi manca del necessario. E’ importante sapere questo. Nelle famiglie cristiane più semplici è sempre stata sacra la regola dell’ospitalità: non manca mai un piatto e un letto per chi ne ha bisogno”. E poi il santo Padre si è soffermato su altre pere di misericordia, la cura dei malati, dei morenti, la visita ai carcerati, perché ognuno di noi, ha ricordato, può fare gli stessi errori che hanno portato in carcere quella persona.  " Tutti abbiamo la capacità di peccare, di sbagliare: lui non è più cattivo di te o di me. La misericordia di madre Chiesa supera ogni muro, ogni barriera, e ti porta a cercare sempre il volto dell'uomo, della persona. Ed è la misericordia che cambia il cuore e la vita, che può rigenerare una persona e permetterle di inserirsi in modo nuovo nella società".
Infine, salutando i pellegrini in lingua araba Francesco ha ricordato che il cristiano "affronta l'odio con l'amore, sconfigge la violenza con il perdono, risponde alle armi con la preghiera. Il Signore ricompensi la vostra fedeltà, vi infonda coraggio nella lotta contro le forze del maligno e apra gli occhi a coloro che sono accecati dal male, affinché presto vedano la luce della verità e si pentano degli errori commessi" affronta l'odio con l'amore, sconfigge la violenza con il perdono, risponde alle armi con la preghiera. Il Signore ricompensi la vostra fedeltà, vi infonda coraggio nella lotta contro le forze del maligno e apra gli occhi a coloro che sono accecati dal male, affinché presto vedano la luce della verità e si pentano degli errori commessi".



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