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Archivio storico

Entrare e far entrare nel mistero

I parroci di Roma dal Papa

19-02-2015 14:14

Entrare e far entrare nel mistero

Ha parlato di omelie oggi il Papa ai sacerdoti della diocesi di Roma, definendole una sfida per ogni sacerdote. E' importante curarle, ma anche ricordare che, se c'è una grazia che passa dall'operato del sacerdote, c'è anche una grazia che passa attraverso di lui per il solo fatto che è sacerdote, cosa che Lutero non voleva credere, non voleva ammettere che la grazia passasse anche attraverso un sacerdote corrotto.
Quanto alla celebrazione, ha detto oggi il Pontefice, "Il centrale dell'ars celebrandi va per la strada di recuperare il fascino della bellezza, entrando in un atmosfera spontanea, dunque normale, 
religiosa ma non artificiale. E così si recupera un po' lo stupore, quello che si sente nell'incontro con Dio. Pregando sentiamo questo stupore, ma se preghiamo in modo formalistico no. Il sentimento dell'incontro è lo stupore: attira e ti lascia in contemplazione". 
"Si deve pregare davanti a Dio con la comunità, ma normalmente, cioè così come si prega. Quando troviamo sacerdoti che celebrano in modo sofisticato, artificioso, o abusano dei gesti, sia da una parte sia dall'altra". E' importante che il sacerdote mantenga lo stupore, e quindi la capacità di far entrare nel mistero, permettere dunque al Signore di provocare. "Se sono eccessivamente rubricista e rigido, allora tutta la forza è in quella forma. Se sono il protagonista nemmeno faccio entrare nel mistero". 

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