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Archivio storico

Un cristiano si riconosce nella massa

Il Papa al Regina Coeli

03-05-2015 13:32

Un cristiano si riconosce nella massa

“Un cristiano, lo dice il nome, si riconosce nella massa perché ha pensieri e atteggiamenti diversi, improntati al bene comune mentre intorno si cerca il vantaggio di pochi, capace di attenzione ai bisogni dell’altro laddove si hanno occhi solo per i propri affari.”

All’Angelus in piazza San Pietro, così Francesco, ha parlato alla folla che lo ascoltava dalla finestra del Palazzo Apostolico.

Se un cristiano vive la propria fede restando unito a Cristo può fare “tanto bene” al prossimo e alla società.

Ma un cristiano può essere tale solo a una condizione, quella affermata da Gesù durante l’Utima Cena: che resti unito a Cristo come un tralcio è attaccato alla vite. È questo, ricorda Papa Francesco, il “modo nuovo” indicato da Gesù e reso possibile dai Sacramenti, dal “mantenersi fedeli al Battesimo” alla “preghiera tutti i giorni”, al “leggere il Vangelo”, in una parola al “crescere nell’amicizia con il Signore”:

“I tralci non sono autosufficienti, ma dipendono totalmente dalla vite, in cui si trova la sorgente della loro vita. Così è per noi cristiani. Innestati con il Battesimo in Cristo, abbiamo ricevuto da Lui gratuitamente il dono della vita nuova; e possiamo restare in comunione vitale con Cristo”.

Da questa comunione, prosegue Francesco, scaturisce la novità cristiana che può incidere in qualsiasi rapporto personale, qualsiasi ambito sociale:

“Se uno è intimamente unito a Gesù, gode dei doni dello Spirito Santo, che – come ci dice san Paolo – sono ‘amore, gioia, pace, magnanimità, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé’ e questi sono i doni che ci vengono se noi rimaniamo uniti a Gesù; e di conseguenza fa tanto bene al prossimo e alla società, è una persona cristiana. Da questi atteggiamenti, infatti, si riconosce se uno è un vero cristiano, come dai frutti si riconosce l’albero”.

“Riceviamo un nuovo modo di essere, la vita di Cristo diventa nostra: possiamo pensare come Lui, agire come Lui, vedere il mondo e le cose con gli occhi di Gesù. Di conseguenza, possiamo amare i nostri fratelli, a partire dai più poveri e sofferenti, come Lui lo ha fatto, e amarli con il suo cuore e portare così nel mondo frutti di bontà, di carità e di pace”.

 

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