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Il Papa all'Angelus

La mitezza e l'umiltà del cuore ci aiutano

07-07-2014 08:51

Il Papa all'Angelus

“Questa gente lo ha sempre rincorso per ascoltare la sua parola e per toccare anche solo un lembo della sua veste. Gesù stesso cercava queste folle stanche e sfinite come pecore senza pastore. Ora li chiama tutti a sé: 'Venite a me', e promette loro sollievo e ristoro”.

Così Papa Francesco commenta il Vangelo domenicale. Questo invito di Gesù, ha sottolineato il Papa, “si estende fino ai nostri giorni, per raggiungere tanti fratelli e sorelle oppressi da condizioni di vita precarie, da situazioni esistenziali difficili e a volte prive di validi punti di riferimento”. Nei Paesi più poveri, “ma anche nelle periferie dei Paesi più ricchi si trovano tante persone stanche e sfinite sotto il peso insopportabile dell’abbandono e dell’indifferenza”.
Non rinuncia il Papa ancora una volta a denunciare il rischio altissimo di smarrimento che corre oggi l'uomo: molti portano un “giogo” insopportabile a causa di un “sistema economico che sfrutta l’uomo”.  Spetta al Cristiano, che ha una responsabilità maggiore, combatterla e farsi portatore di comunione. 

“L’indifferenza: quanto male fa ai bisognosi l’indifferenza umana! E peggio, quella dei cristiani. Ai margini della società sono tanti gli uomini e le donne provati dall’indigenza, ma anche dall’insoddisfazione della vita e dalla frustrazione. Tanti sono costretti ad emigrare dalla loro Patria, mettendo a repentaglio la propria vita. Molti di più portano ogni giorno il peso di un sistema economico che sfrutta l’uomo, gli impone un 'giogo' insopportabile, che i pochi privilegiati non vogliono portare. A ciascuno di questi figli del Padre che è nei cieli, Gesù ripete: 'Venite a me, voi tutti'”.

Ecco che allora l'invito di Gesù, è più di un'esortazione: è come un comandamento. 
“Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore” (
Mt 11,29) perchè il ristoro ricevuto da Cristo sia poi distribuito a imitazione del Maestro, con atteggiamento mite e umile.

“La mitezza e l’umiltà del cuore ci aiutano non solo a farci carico del peso degli altri, ma anche a non pesare su di loro con le nostre vedute personali, i nostri giudizi o le nostre critiche o la nostra indifferenza”.

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