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Archivio storico

Vogliamo vedere Gesù

Portare Gesù ai lontani, che desiderano vederlo

23-03-2015 13:04

Vogliamo vedere Gesù

"Vogliamo vedere Gesù" è la richiesta che risuona nel Vangelo della quinta domenica di Quaresima, ed è a questa attesa che il papa invita i fedeli a rispondere. Tra i piccoli che si sono fidati di lui, e i sommi sacerdoti e farisei che vogliono ucciderlo, ci sono anche tante persone che desiderano incontrarlo, che vogliono conoscerlo, dice il Papa, come i Greci di cui parla Giovanni. Persone su cui le opere di Gesù, l'ultima la resurrezione di Lazzaro, hanno lasciato un segno. Il desiderio di questi lontani, dice Francesco, esprime "qualcosa di universale; rivela un desiderio che attraversa le epoche e le culture, un desiderio presente nel cuore di tante persone che hanno sentito parlare di Cristo, ma non lo hanno ancora incontrato. “Io desidero vedere Gesù”, così sente il cuore di questa Gente". Allora Gesù fa la profezia: «E’ giunta l’ora che il figlio dell’uomo sia glorificato» "È l’ora della Croce! - commenta il Santo Padre - È l’ora della sconfitta di Satana, principe del male, e del trionfo definitivo dell’amore misericordioso di Dio. Cristo dichiara che sarà «innalzato da terra» (v. 32), un’espressione dal doppio significato: “innalzato” perché crocifisso, e “innalzato” perché esaltato dal Padre nella Risurrezione, per attirare tutti a sé e riconciliare gli uomini con Dio e tra di loro. L’ora della Croce, la più buia della storia, è anche la sorgente della salvezza per quanti credono in Lui. Proseguendo nella profezia sulla sua Pasqua ormai imminente, Gesù usa un’immagine semplice e suggestiva, quella del “chicco di grano” che, caduto in terra, muore per portare frutto (cfr v. 24). In questa immagine troviamo un altro aspetto della Croce di Cristo: quello della fecondità. La croce di Cristo è feconda. La morte di Gesù, infatti, è una fonte inesauribile di vita nuova, perché porta in sé la forza rigeneratrice dell’amore di Dio. Immersi in questo amore per il Battesimo, i cristiani possono diventare “chicchi di grano” e portare molto frutto se, come Gesù, “perdono la propria vita” per amore di Dio e dei fratelli (cfr v. 25)". E qui il Papa invia i credenti a continuare l'opera iniziata dai primi apostoli: "Per questo, a coloro che anche oggi “vogliono vedere Gesù”, a quanti sono alla ricerca del volto di Dio; a chi ha ricevuto una catechesi da piccolo e poi non l’ha più approfondita e forse ha perso la fede; a tanti che non hanno ancora incontrato Gesù personalmente…; a tutte queste persone possiamo offrire tre cose: il Vangeloil crocifisso e la testimonianza della nostra fede, povera, ma sincera. Il Vangelo: lì possiamo incontrare Gesù, ascoltarlo, conoscerlo. Il crocifisso: segno dell’amore di Gesù che ha dato sé stesso per noi. E poi una fede che si traduce in gesti semplici di carità fraterna. Ma principalmente nella coerenza di vita tra quello che diciamo e quello che viviamo, coerenza tra la nostra fede e la nostra vita, tra le nostre parole e le nostre azioni. Vangelo, crocifisso, testimonianza. Che la Madonna ci aiuti a portare queste tre cose".
Al termine dell'Angelus, come aveva già fatto per i libretti "custodire il cuore", Francesco ha incaricato dei senza tetto di distribuire dei Vangeli, invitando tutti a tenerne sempre uno in tasca, e a leggerne un brano ogni giorno. 

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