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Cristiani perseguitati oggi più che nei primi tempi

Il Papa al Regina Coeli invita ancora la comunità internazionale a non chiudere gli occhi sulle persecuzioni dei cristiani

07-04-2015 12:03

Cristiani perseguitati oggi più che nei primi tempi

Gesù quando da risorto incontra le donne dice: «Andate ad annunciare ai miei fratelli che vadano in Galilea: là mi vedranno». - ha detto il Papa al Regina Coeli del lunedì dell'angelo. "La Galilea è la “periferia” dove Gesù aveva iniziato la sua predicazione; e di là ripartirà il Vangelo della Risurrezione, perché sia annunciato a tutti, e ognuno possa incontrare Lui, il Risorto, presente e operante nella storia. Anche oggi Lui è con noi, qui in piazza. Questo dunque è l’annuncio che la Chiesa ripete fin dal primo giorno: “Cristo è risorto!”. E, in Lui, per il Battesimo, anche noi siamo risorti, siamo passati dalla morte alla vita, dalla schiavitù del peccato alla libertà dell’amore. Ecco la buona notizia che siamo chiamati a portare agli altri e in ogni ambiente, animati dallo Spirito Santo". Un'evangelizzazione che deve essere fatta più con la vita, con lo sguardo, con le azioni che con le parole. Con quello stile che altrove Francesco ha chiamato l'evangelizzazione per inseguimento, quando la fede ci rende attraenti e invidiabili agli occhi degli altri. "Noi annunciamo la risurrezione di Cristo quando la sua luce rischiara i momenti bui della nostra esistenza e possiamo condividerla con gli altri; quando sappiamo sorridere con chi sorride e piangere con chi piange; quando camminiamo accanto a chi è triste e rischia di perdere la speranza;quando raccontiamo la nostra esperienza di fede a chi è alla ricerca di senso e di felicità. Con il nostro atteggiamento, con la nostra testimonianza, con la nostra vita, diciamo con tutta l'anima: Gesù è risorto!" L'Ottava di Pasqua, ha spiegato il Santo Padre, è per la liturgia come un unico giorno che deve servirci a entrare nel mistero "perché la sua grazia si imprima nel nostro cuore e nella nostra vita. La Pasqua è l’evento che ha portato la novità radicale per ogni essere umano, per la storia e per il mondo". Il Regina Coeli, ha spiegato il Papa, è la preghiera che sostituisce l'Angelus nel tempo di Pasqua, e che esprime - scandita dall'alleluia - la gioia di Maria che ha custodito la vita e i gesti di Gesù dall'inizio. La nostra gioia deve essere la gioia dei figli contenti perché la mamma è contenta.
Dopo la preghiera il Papa ha ricordato ancora la necessità "di partecipazione concreta e di aiuto tangibile in difesa e protezione dei nostri fratelli e delle nostre sorelle, perseguitati, esiliati, uccisi, decapitati per il solo fatto di essere cristiani. Loro sono i nostri martiri di oggi, e sono tanti, possiamo dire che sono più numerosi che nei primi secoli. Auspico che la Comunità Internazionale non assista muta e inerte di fronte a tale inaccettabile crimine, che costituisce una preoccupante deriva dei diritti umani più elementari. Auspico veramente che la Comunità Internazionale non volga lo sguardo dall’altra parte".

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