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Cristo giudice mite per i separati

Due lettere motu proprio datae dal Papa sulle dichiarazioni di nullità matrimoniale

08-09-2015 15:23

Cristo giudice mite per i separati

La Chiesa vuole rendersi madre e vicina anche a coloro che pur essendosi sposati in Chiesa hanno visto fallire il loro matrimonio, e intrapreso un'altra relazione, e un cammino di fede e conversione sincera. Vuole cioè aiutarli a capire se qualcosa al momento della celebrazione delle nozze abbia ostacolato o impedito l'effetto benefico del sacramento ricevuto, e della sua grazia. Ma questi fedeli «troppo spesso sono distolti dalle strutture giuridiche della Chiesa a causa della distanza fisica o morale; la carità dunque e la misericordia esigono che la Chiesa stessa come madre si renda vicina ai figli che si consideramo separati». 
Con due lettere scritte il 15 agosto, il giorno dell'Assunzione di Maria e pubblicate l'8 settembre, la Natività della Vergine, (le norme entreranno in vigore in occasione di un'altra festività mariana, l'8 dicembre, Immacolata) il Papa, anche in vista del Sinodo sulla famiglia che aprirà i lavori il prossimo 4 ottobre, vuole non certo favorire la nullità dei matrimoni, ma velocizzare i processi, rendendoli accessibili a tutti in pari misura, anche a chi non ha grandi conoscenze o disponibilità economiche. 
Senza entrare nel merito di questioni tecniche si può dire che il procedimento sarà molto più snello, perché se non c'è opposizione da nessuna delle due parti sarà sufficiente un solo grado di giudizio, e non più la doppia sentenza conforme come oggi. Sarà possibile in certi casi anche un processo brevior: «Non mi è tuttavia sfuggito - scrive il Papa - quanto un giudizio abbreviato possa mettere a rischio il principio dell'indissolubilità del matrimonio», e allora sarà necessario un maggiore coinvolgimento dei Vescovi nella materia. il vescovo dovrà farsi garante dell'unità cattolica della fede e della disciplina. Tutte le conferenze episcopali dovranno attrezzarsi per far fronte a questi nuovi compiti, anchese rimarrà la possibilità di rvolgersi alla Romana Rota, che sarà gratuita per tutti.
La normativa sul matrimonio cambia dunque dopo secoli, ma Francesco non ha fatto che sintetizzare la riflessione di Benedetto XVI sul tema. 

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