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Archivio storico

Contro il relativismo

Il discorso ai vescovi dell'Asia

19-08-2014 16:13

Contro il relativismo

L'Asia, un continente da evangelizzare. Ma proprio perché tanto lontano dalla cultura e dalla fede cristiane, bisogna avere nell'approcciarsi a questo èaese, un atteggiamento creativo ed alstivo. Prima di essere elastici, però, bisogna avere chiara quale sia la nostra identità ha detto Papa Francesco parlando ai vescovi dell'Asia. "Se vogliamo comunicare in maniera libera, aperta e fruttuosa con gli altri, dobbiamo avere ben chiaro ciò che siamo, ciò che Dio ha fatto per noi e ciò che Egli richiede da noi. E se la nostra comunicazione non vuole essere un monologo, dev’esserci apertura di mente e di cuore per accettare individui e culture. Senza paura." Il pericolo è nello spirito del mondo, che ci insidia in tre modi: il relativismo, la superficialità, il ricorso a formule e leggi come quelle dei farisei. Quanto al relativismo, Francesco ha ricorsdato che "al di lì'à di tutto ciò che muta stanno cose immutabili", e ha aggiunto Non parlo qui del relativismo inteso solamente come un sistema di pensiero, ma di quel relativismo pratico quotidiano che, in maniera quasi impercettibile, indebolisce qualsiasi identità. La superficialità è la tentazione di cedere alle seduzioni del mondo che ci offre infinite occasioni di alleggerimento e ditrazione, che ci portano vi adalle cose che realmente contano. Quanto a risposte facili, leggi e regolamenti, Papa Francescp ha detto che "La nostra identità di cristiani consiste in definitiva nell’impegno di adorare Dio solo e di amarci gli uni gli altri, di essere al servizio gli uni degli altri e di mostrare attraverso il nostro esempio non solo in che cosa crediamo, ma anche in che cosa speriamo e chi è Colui nel quale abbiamo posto la nostra fiducia". allora la nostra identità potrà essere ben chiaraa  noi e feconda, se c'è una vera empatia con quelli ai quali ci rapportiamo, non per cambiarli ma per accoglierli La sfida che ci si pone è quella di non limitarci al ascoltare le parole che gli altri pronunciano, ma di cogliere la comunicazione non detta delle loro esperienze, delle loro speranze, delle loro aspirazioni, delle loro difficoltà e di ciò che sta loro più a cuore". Così il piccolo gregge dei cristiani in Asia potrà portare la luce del Vangelo fino ai confini della terra!

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