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Archivio storico

Il Papa ai Valdesi: perdonateci!

La visita alla Sindone e l'incontro con la famiglia

22-06-2015 15:26

Il Papa ai Valdesi: perdonateci!

Continua la visita pastorale del Santo Padre a Torino. Oggi al Tempio Valdese, è stata la prima volta di un Papa. Prima volta resa ancor più storica dalle parole pronunciate dal Papa: «Da parte della Chiesa Cattolica vi chiedo perdono per gli atteggiamenti e i comportamenti non cristiani, persino non umani che, nella storia, abbiamo avuto contro di voi. In nome del Signore Gesù Cristo, perdonateci!». “Uno dei principali frutti che il movimento ecumenico ha già permesso di raccogliere in questi anni – aveva detto il santo Padre - è la riscoperta della fraternità che unisce tutti coloro che credono in Gesù Cristo e sono stati battezzati nel suo nome. Questo legame non è basato su criteri semplicemente umani, ma sulla radicale condivisione dell’esperienza fondante della vita cristiana: l’incontro con l’amore di Dio che si rivela a noi in Gesù Cristo e l’azione trasformante dello Spirito Santo che ci assiste nel cammino della vita. La riscoperta di tale fraternità ci consente di cogliere il profondo legame che già ci unisce, malgrado le nostre differenze. Si tratta di una comunione ancora in cammino - e l’unità si fa in cammino - una comunione che, con la preghiera, con la continua conversione personale e comunitaria e con l’aiuto dei teologi, noi speriamo, fiduciosi nell’azione dello Spirito Santo, possa diventare piena e visibile comunione nella verità e nella carità. L’unità che è frutto dello Spirito Santo non significa uniformità. I fratelli infatti sono accomunati da una stessa origine ma non sono identici tra di loro. Ciò è ben chiaro nel Nuovo Testamento, dove, pur essendo chiamati fratelli tutti coloro che condividevano la stessa fede in Gesù Cristo, si intuisce che non tutte le comunità cristiane, di cui essi erano parte, avevano lo stesso stile, né un’identica organizzazione interna. Addirittura, all’interno della stessa piccola comunità si potevano scorgere diversi carismi e perfino nell’annuncio del Vangelo vi erano diversità e talora contrasti. Purtroppo, è successo e continua ad accadere che i fratelli non accettino la loro diversità e finiscano per farsi la guerra l’uno contro l’altro. Riflettendo sulla storia delle nostre relazioni, non possiamo che rattristarci di fronte alle contese e alle violenze commesse in nome della propria fede, e chiedo al Signore che ci dia la grazia di riconoscerci tutti peccatori e di saperci perdonare gli uni gli altri. È per iniziativa di Dio, il quale non si rassegna mai di fronte al peccato dell’uomo, che si aprono nuove strade per vivere la nostra fraternità, e a questo non possiamo sottrarci. … Perciò siamo profondamente grati al Signore nel constatare che le relazioni tra cattolici e valdesi oggi sono sempre più fondate sul mutuo rispetto e sulla carità fraterna”.

Al termine dell’incontro il Papa ha pranzato con alcuni familiari. Ieri aveva meditato davanti alla Sindone, che  “attira verso il volto e il corpo martoriato di Gesù e, allo stesso tempo, spinge verso il volto di ogni persona sofferente e ingiustamente perseguitata”, e all’Angelus aveva ricordato le figure di due grandi santi sociali, san Giovanni Bosco e san Giuseppe Cottolengo.

Oltre alla celebrazione della messa il Papa ha avutotre momenti di incontro pubblici, durante i quali i temi ricorrenti sono stati la famiglia, al primo posto, il lavoro e gli immigrati. Ai giovani il papa ha proposto l’esempio del Beato Piergiorgio Frassati, col suo motto “Vivere, non vivacchiare!”. Per questo, a costo di apparire impopolare, ha proposto ancora ai giovani una misura alta del vivere: “l’amore è casto”, “siate casti!”, “fate lo sforzo di vivere castamente!”, vivete controcorrente, “coraggiosi e creativi”. Il pranzo, con immigrati, detenuti, senza fissa dimora e rom, è stato preparato dal Sermig di Ernesto Olivero.

 

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