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Archivio storico

Fermare il traffico di esseri umani nell'era dell'individualismo libertario

La Pontificia Accademia di Scienze Sociali contro la tratta

21-04-2015 13:39

Fermare il traffico di esseri umani nell'era dell'individualismo libertario

Abbiamo prodotto grossi manuali illeggibili e destinati a raccogliere polvere, ma è arrivato il momento che diventiamo davvero utili - dice Margaret Archer, presidente della Pontificia accademia di scienze sociali - adesso che c'è un papato storico, dobbiamo anche noi cambiare le cose. Il traffico di persone muove un giro di affari 150 miliardi di dollari, e noi dobbiamo riunire tutte le persone di buona volontà, e farle lavorare insieme. Il 28 aprile al nostro meeting “Human trafficking: Issues beyond criminalization” verrà anche Ban Ki Moon, e con lui discuteremo le nostre proposte, per provare a discutere nuovi modelli di sviluppo, nuovi punti per i prossimi quindici anni. Quello del traffico umano, ha detto la Archer, è un problema di difficile soluzione, che non si può risolvere neppure semplicemente rimpatriando le persone, perché nel loro paese essi vengono individuati come coloro che sanno troppo, e sono in pericolo.
In questa settimana di plenaria, ha detto l'economista Stefano Zamagni, abbiamo fatto lavorare insieme accademici, operatori nel sociale e i policy makers, sul tema del traffico umano che vede vittime per l'80 donne e bambine, ma che vede una fetta crescente di donne anche fra i trafficanti (il 28%). Sul tema ci sono alcuni luoghi comuni da abbattere: non si può dire "è un fenomeno che è sempre esistitio, ci dobbiamo fare i conti" perché nell'era della globalizzazione questo non è ammissibile. Poi bisogna capire che non si può combattere contro chi vende persone per la manodopera, se non si agisce anche su quelli che se ne servono. se un datore di lavoro paga un operaio 3 euro l'ora c'è qualcosa che non va. Infine bisogna lottare contro quello che potremmo chiamare "individualismo libertario": se le persone accettano di essere vendute senza la minaccia della violenza, vanno lasciate libere. Bisogna chiarire che la loro non è vera libertà, la vera è la libertà di poter scegliere davvero. Papa Francesco ha definito la tratta di esseri umani crimine contro l'umanità, ma questo principio non è riconosciuto da tutti. Occorrerebbe arrivare a una WATA, World Anti Trafficking Agency sul modello del WTO, i cui principi non vengano solo riconosciuti ma anche ratificati a livello legislativo dai singoli stati.
Non bisogna ridurre la lotta a questo fenomeno a pietà o fatalismo ha sottolineato il dottor Pier Paolo Donati, ma occorre rendere svantaggioso per gli imprenditori sfruttare il lavoro derivante dalla tratta, per esempio mettendo delle etichette che segnalino il rispetto dei lavoratori nella produzione di quel bene, e potenziando la donazione degli organi, in questo la Chiesa può fare un grosso lavoro di sensibilizzazione.

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