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Archivio storico

Il Presidente Mattarella in visita da Francesco

La carenza di lavoro per i giovani diventa un grido di dolore

18-04-2015 12:53

Il Presidente Mattarella in visita da Francesco

Accolto dall’Inno Nazionale della Repubblica Italiana suonato dalla Banda Musicale Pontificia, il Presidente Sergio Mattarella si è recato in Vaticano per la visita ufficiale a Papa Francesco.

Italia e Santa Sede: un legame antico, un intreccio di storia e relazioni, che oggi si rinnova per l’ennesima volta.

Subito dopo il saluto tra Papa Francesco e il Presidente Mattarella e il rituale di stretta di mano a favore di reporter e giornalisti, un incontro privato ha sancito un inizio di conoscenza e di amicizia tra i due.

Sergio Mattarella, cattolico appartenente ad una famiglia che ha militato nel partito democristiano, ha ascoltato le parole del discorso di Papa Francesco con particolare attenzione.

Francesco ha parlato dell’importanza del “contributo del Cristianesimo” alla cultura, alla “storia dell’Italia” e al carattere della sua popolazione”:

“La fede si è trasformata in opere e queste in istituzioni, fino a dare volto ad una storia peculiare e a modellare pressoché tutti gli aspetti della vita, a partire dalla famiglia, primo e indispensabile baluardo di solidarietà e scuola di valori, che va aiutata a svolgere la sua insostituibile funzione sociale quale luogo fondamentale di crescita della persona”.
Ha aggiunto poi Francesco che “il lavoro si distingue per il suo legame con la stessa dignità delle persone, con la possibilità di costruire un’esistenza dignitosa e libera”.

“In special modo, la carenza di lavoro per i giovani diventa un grido di dolore che interpella i pubblici poteri, le organizzazioni intermedie, gli imprenditori privati e la comunità ecclesiale, perché si compia ogni sforzo per porvi rimedio, dando alla soluzione di questo problema la giusta priorità. Nella disponibilità del lavoro risiede infatti la stessa disponibilità di dignità e di futuro”.

Per “un’ordinata crescita della società è indispensabile che le giovani generazioni, tramite il lavoro, abbiano la possibilità di progettare con serenità il loro futuro, affrancandosi dalla precarietà e dal rischio di cedere a ingannevoli e pericolose tentazioni”.

“Tutti coloro che detengono posizioni di speciale responsabilità hanno perciò il compito primario di affrontare con coraggio, creatività e generosità questo problema”.

Un accenno doveroso anche all’Esposizione Universale di Milano che si aprirà tra pochi giorni: “possa esso contribuire anche ad approfondire la riflessione sulle cause del degrado ambientale, in modo da fornire alle autorità competenti un quadro di conoscenze ed esperienze indispensabile per adottare decisioni efficaci e preservare la salute del pianeta che Dio ha affidato alla cura del genere umano”.

E in merito al lavoro oneroso che l’Italia svolge nell’accoglienza dei migranti Francesco ha auspicato che ci sia un coinvolgimento molto più ampio perché “non dobbiamo stancarci nel sollecitare un impegno più esteso a livello europeo e internazionale”.

A questo proposito le parole del Presidente Mattarella sono state incisive nel suo discorso rivolta al Pontefice: “è evidente che il dramma dei profughi impone una soluzione e un intervento dell’Unione Europea per fermare questa continua perdita di vite umane nel Mediterraneo, perché con quelle vite spezzate si perde la speranza di tante persone e si compromette la dignità della comunità internazionale. Rischiamo di perdere la nostra umanità”.

Al Pontefice, il Presidente ha espresso parole di gratitudine per l’indizione del Giubileo della Misericordia che “costituirà occasione di riflessione preziosa sui valori della giustizia e della solidarietà insieme a quello della pace”.

Mattarella ha poi espresso solidarietà al Pontefice per le ripetute violenze e persecuzioni che subiscono i Cristiani nel mondo. Concludendo ha ribadito che il Quirinale attende la visita di Sua Santità.

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