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Archivio storico

E’ l’amore di Dio che previene, che anticipa e che salva

Aperta la Porta Santa, cominciato il Giubileo della Misericordia

08-12-2015 12:01

E’ l’amore di Dio che previene, che anticipa e che salva

E' cominciato l'Anno Santo Straordinario della Misericordia, è cominciato con l'apertura della Porta Santa della Basilica papale di San Pietro, varcata per primo da Papa Francesco, e poi dal Papa emerito Benedetto XVI. "Compiamo questo gesto, tanto semplice quanto fortemente simbolico, alla luce della Parola di Dio che abbiamo ascoltato - aveva appena detto il Santo Padre all'omelia durante la messa in San Pietro - e che pone in primo piano il primato della grazia. Ciò che ritorna più volte in queste Letture, infatti, rimanda a quell’espressione che l’angelo Gabriele rivolse a una giovane ragazza, sorpresa e turbata, indicando il mistero che l’avrebbe avvolta: «Rallegrati, piena di grazia». La Vergine Maria è chiamata anzitutto a gioire per quanto il Signore ha compiuto in lei. La grazia di Dio l’ha avvolta, rendendola degna di diventare madre di Cristo. Quando Gabriele entra nella sua casa, anche il mistero più profondo, che va oltre ogni capacità della ragione, diventa per lei motivo di gioia, di fede e di abbandono alla parola che le viene rivelata. La pienezza della grazia è in grado di trasformare il cuore, e lo rende capace di compiere un atto talmente grande da cambiare la storia dell’umanità.La festa dell’Immacolata Concezione esprime la grandezza dell’amore di Dio. Egli non solo è Colui che perdona il peccato, ma in Maria giunge fino a prevenire la colpa originaria, che ogni uomo porta con sé entrando in questo mondo. E’ l’amore di Dio che previene, che anticipa e che salva. L’inizio della storia di peccato nel giardino dell’Eden si risolve nel progetto di un amore che salva. Le parole della Genesi riportano all’esperienza quotidiana che scopriamo nella nostra esistenza personale. C’è sempre la tentazione della disobbedienza, che si esprime nel voler progettare la nostra vita indipendentemente dalla volontà di Dio. E’ questa l’inimicizia che attenta continuamente la vita degli uomini per contrapporli al disegno di Dio. Eppure, anche la storia del peccato è comprensibile solo alla luce dell’amore che perdona. Se tutto rimanesse relegato al peccato saremmo i più disperati tra le creature, mentre la promessa della vittoria dell’amore di Cristo rinchiude tutto nella misericordia del Padre. La parola di Dio che abbiamo ascoltato non lascia dubbi in proposito. La Vergine Immacolata è dinanzi a noi testimone privilegiata di questa promessa e del suo compimento.Questo Anno Santo Straordinario è anch’esso dono di grazia. Entrare per quella Porta significa scoprire la profondità della misericordia del Padre che tutti accoglie e ad ognuno va incontro personalmente. Sarà un Anno in cui crescere nella convinzione della misericordia. Quanto torto viene fatto a Dio e alla sua grazia quando si afferma anzitutto che i peccati sono puniti dal suo giudizio, senza anteporre invece che sono perdonati dalla sua misericordia! Sì, è proprio così. Dobbiamo anteporre la misericordia al giudizio, e in ogni caso il giudizio di Dio sarà sempre nella luce della sua misericordia. Attraversare la Porta Santa, dunque, ci faccia sentire partecipi di questo mistero di amore. Abbandoniamo ogni forma di paura e di timore, perché non si addice a chi è amato; viviamo, piuttosto, la gioia dell’incontro con la grazia che tutto trasforma.Oggi varcando la Porta Santa vogliamo anche ricordare un’altra porta che, cinquant’anni fa, i Padri del Concilio Vaticano II spalancarono verso il mondo. Questa scadenza non può essere ricordata solo per la ricchezza dei documenti prodotti, che fino ai nostri giorni permettono di verificare il grande progresso compiuto nella fede. In primo luogo, però, il Concilio è stato un incontro. Un vero incontro tra la Chiesa e gli uomini del nostro tempo. Un incontro segnato dalla forza dello Spirito che spingeva la sua Chiesa ad uscire dalle secche che per molti anni l’avevano rinchiusa in sé stessa, per riprendere con entusiasmo il cammino missionario. Era la ripresa di un percorso per andare incontro ad ogni uomo là dove vive: nella sua città, nella sua casa, nel luogo di lavoro… dovunque c’è una persona, là la Chiesa è chiamata a raggiungerla per portare la gioia del Vangelo. Una spinta missionaria, dunque, che dopo questi decenni riprendiamo con la stessa forza e lo stesso entusiasmo. Il Giubileo ci provoca a questa apertura e ci obbliga a non trascurare lo spirito emerso dal Vaticano II, quello del Samaritano, come ricordò il beato Paolo VI a conclusione del Concilio. Attraversare oggi la Porta Santa ci impegni a fare nostra la misericordia del buon samaritano".
Dopo la cerimonia dell'apertura, svoltasi con grande semplicità (e preghiere pronunciate in italiano) il Papa si è affacciato di nuovo, per l'Angelus, la cui meditazione si è incentrata sul dogma dell'Immacolata: "Maria - ha detto il Papa - è la prima salvata dall'infinita misercicordia del padre, primizia della salvezza che Dio vuole donare a ogni creatura, icona della vittoria sul peccato. Noi vogliamo contemplarla imitandone la fede, guardando l'aurora della divina creazione: Maria è madre di una umanità nuova, del mondo ricreato. Celebrare questa festa comporta due cose: primo accogliere pienamente Dio e la sua grazia misericordiosa nella nostra vita, secondo diventare a nostra volta artefici di misericordia in un cammino evangelico. Noi con i nostri sì quotidiani possiamo vincere il nostro egoismo e rendere più lieta la vita dei nostri fratelli, essendo imitatori di Cristo e testimoni del suo amore, che va riservato soprattutto ai privilegiati di Cristo, quelli che lui stesso ci ha indicato: avevo fame e mi avete dato da mangiare, sete e mi avete dato da bere...
L'odierna festa ha un messaggio da comunicarci. ci ricorda che nella nostra vita tutto è dono, tutto è misericordia, e la misericordia deve essere distintivo del cristiano. misericordia è la sintesi del Vangelo, è il tratto fondamentale del volto di Cristo, che va incontro a tutti, guarisce i malati, siede a tavola coi peccatori e inchiodato sulla croce perdona. Non abbiamo paura, lasciamoci abbracciare dalla misericordia di Cristo, lasciamoci accarezzare da Dio che è tanto buono e perdona tutto".
Nel pomeriggio il Papa, come è tradizione, andrà a rendere omaggio all'Immacolata in Piazza di Spagna e poi a Santa Maria Maggiore.

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