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Antonio Audino e Laura Palmieri

Laura Palmieri e Antonio Audino
Mail: teatro3@rai.it





Il Teatro di Radio3 | Mille anni: l'inizio

Tutto Esaurito! 2017

PROGRAMMA



TUTTO ESAURITO!  7^ edizione

1 - 30 novembre 2017

a cura di Antonio Audino e Laura Palmieri

 

Rivoluzione/Rivoluzioni


A cento anni dalla rivoluzione d'ottobre in Russia, "Tutto esaurito!" dedica il cartellone di quest’anno non soltanto a quell’importante avvenimento storico, ma a tutti i profondi rivolgimenti politici, artistici, sociali e di costume che da allora ad oggi hanno radicalmente cambiato volto e abitudini del nostro mondo. "Tutto Esaurito!", dal 1° al 30 novembre, trenta giorni di teatro a Radio3 a cura di Antonio Audino e Laura Palmieri.


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Mercoledì 1 novembre ore 20.30
DE FACTO  
Opera Poetica Elettronica
di e con Fiorenza Menni e Andrea Mochi Sismondi
e con Francesca Pizzo
musiche composte ed eseguite da Caterina Barbieri
cura del suono Vincenzo Scorza
produzione Ateliersi
in collaborazione con Associazione Parenti delle Vittime della Strage di Ustica 
durata 60’
 
Basata sulla sentenza-ordinanza del Giudice Rosario Priore che nel 1999 determina che Ustica fu “propriamente un atto di guerra, guerra di fatto e non dichiarata”), De facto elabora i materiali relativi alla strage di Ustica  in una composizione che va oltre l’episodio storico, per decifrare i segnali del nostro  presente. Viviamo in una situazione geopolitica esasperata nella quale – come negli anni della guerra fredda- le grandi potenze si affrontano in maniera indiretta in diversi contesti a livello globale. Eppure, come per le 81 vittime innocenti della strage di Ustica, non abbiamo coscienza di quando le conseguenze di questi conflitti ci colpiranno direttamente in quanto civili. Come nel giugno 1980, siamo cittadini di nazioni che combattono guerre di fatto e non dichiarate, come 37 anni fa il nostro Paese è uno dei maggiori produttori di armi sul pianeta, e come allora le nostre vite sono minacciate da atti violenti dietro i quali ci sono interessi di cui siamo per lo più ignari. De Facto ci trasporta all’interno di quelle dinamiche, ne evoca le ragioni e le atmosfere, per gettare luce sul nostro status contemporaneo.


 
   
Giovedì 2 novembre ore 23.00 Archivio
COME STATE?
Una giornata in cinque cineparticolari
dalla sceneggiatura dell’omonimo film muto scritta da Vladimir Majakovskij
riduzione e adattamento di Pietro Formentini
con Mariano Rigillo
prima messa in onda 13/05/1978
durata 37’ 25’’                                                 
                
Ricostruzione a più voci di quanto sarebbe dovuto accadere e di ciò che si sarebbe dovuto vedere nella pellicola mai realizzata e immaginata dal grande poeta russo, tra piccole azioni quotidiane e l’incombere della nuova burocrazia di partito, il tutto raccontato in chiave astratta con montaggi e effetti visivi sorprendenti. Lui stesso avrebbe dovuto esserne interprete. Ne nasce un divertente gioco radiofonico di suoni, rumori e voci.

 
 
Venerdì 3 novembre ore 20.30         
ŠOSTAVOVIČ IL FOLLE SANTO  
drammaturgia di Antonio Ianniello, Francesco Saponaro
con Tony Laudadio
regia di Francesco Saponaro
produzione Teatri Uniti
durata 50’  
Creazione teatrale ispirata alla vita e all’opera del compositore russo Dmitrij Šostakovič. Melologo in cui si fondono vita privata, musica e riflessioni sul rapporto cruciale tra artista e potere. Un’accalorata confessione, ricostruita a partire da un ampio epistolario e da alcune prestigiose biografie, da cui emerge un complesso mondo interiore venato di malinconica ironia. Figura tra le più rappresentative e profetiche del Novecento, Šostakovič subisce la crudeltà di uno stato repressivo che tenta con la ferocia e con l’inganno di espropriare e manipolare la cultura.


 
Sabato 4 novembre ore 23.00 Archivio
LA PRIMA AL GOVERNO: ALEXANDRA KOLLONTAI
di Giandomenico Curi
con Marzia Ubaldi
prima messa in onda 18/11/1975                                                                
durata 45’20’’
 
Un radiodramma dedicato a una figura storica degli anni della rivoluzione d’ottobre, che, opponendosi alle resistenze dei suoi compagni di lotta, maschi, riuscì a inserire tra le tematiche del dibattito di quel momento storico i temi della liberazione femminile, del lavoro delle donne e di una maggiore libertà sessuale. Sarà eletta come Commissario Popolare per l’Assistenza Sociale, passando alla storia come la prima donna che occuperà un posto di governo.

               
 
Domenica 5 novembre ore 20.30 
ALLAH NON E’ MICA OBBLIGATO
di Ahmadou Kourouma
con Monica Demuru
regia di Annalisa Bianco  

"Allah non è mica obbligato a essere giusto in tutte le sue cose di quaggiù". È questa la conclusione cui arriva il dodicenne protagonista di questa storia nel corso del suo allucinante viaggio alla ricerca della zia attraverso la Liberia e la Sierra Leone stravolte dalla guerra tribale. Durante il tragitto il ragazzino si ritrova a diventare un soldato-bambino per salvare la pelle. Kourouma, nato in Costa D’Avorio nel 1927 e sempre presente nel dibattito politico dei Paesi africani con posizioni scomode e coraggiose, è ritenuto uno dei più importanti scrittori africani contemporanei. Quello che descrive è un mondo stralunato, dominato dalla corruzione, un mondo in cui la magia e gli dei tradizionali si mescolano al dio denaro, un mondo agghiacciante in cui bambini-soldato vengono sfruttati e muoiono per una causa che ormai non è più chiara per nessuno. E noi vediamo questo mondo proprio attraverso gli occhi ingenui e disincantati a un tempo di un bambino.

 

 
Lunedì 6 novembre ore 22.30 in diretta dalla Sala M
ESILIO
ideazione, drammaturgia e regia di Mariano Dammacco
con Serena Balivo Mariano Dammacco
produzione Piccola Compagnia Dammacco
durata 60’  

Il racconto della storia di un uomo, come tanti al giorno d’oggi, che ha perso il suo lavoro. Quest’uomo, interpretato da Serena Balivo, insieme al suo lavoro, gradualmente perde un proprio ruolo nella società fino a smarrire la propria identità, fino a sentirsi abbandonato e solo, fino a sentirsi finalmente costretto a chiedersi come e perché è finito in tale situazione. In un goffo e grottesco dialogo con se stesso, con la sua coscienza, con la sua anima, con le sue ossessioni l’uomo cerca di darsi delle risposte.

 

 
Martedì 7 novembre ore 21.00 in diretta dalla Sala A - live su Facebook
LES ADIEUX! PAROLE SALVATE DALLE FIAMME
Un melologo per il nuovo millennio
ideazione di Lisa Ferlazzo Natoli e Gianluca Ruggeri
voci recitanti Lisa Ferlazzo Natoli, Fortunato Leccese, Emiliano Masala
musicisti viola Luca Sanzò, bayan Samuele Telari, flauti Gianni Trovalusci
percussioni e live electronics Gianluca Ruggeri
soprano Galina Ovchinnikova
luci Omar Scala su disegno di Luigi Biondi
regia e spazializzazione del suono di Giuseppe Silvi
assistente alla regia Camilla Carè
coordinamento Alessandro Ferroni, Maddalena Parise
coproduzione Romaeuropa Festival, Ars Ludi Ensemble, lacasadargilla
durata 75’

Tre attori si confrontano con un ensemble di quattro strumenti (viola, flauti, bayan e percussioni) per costruire un percorso intorno alla Rivoluzione bolscevica. Esenin, Majakovskij, Pasternak e Blok, compagni di strada della rivoluzione e dissidenti per posizione, con le loro parole, le loro morti e gli esili, sono protagonisti del passaggio da un’epoca a un’altra, un viaggio a ritroso per recuperare radici antiche, trovare in versi e parole il ritmo dei tamburi e il refrain di ballate popolari. Frammenti registrati del racconto di John Reed sulla rivoluzione, schegge d’esecuzioni celebri e partiture originali, discorsi di Lenin e Chruščov alla nazione, si muovono insieme a frammenti di film d’archivio, in un continuum musicale attraverso il quale reinventare associazioni e narrazioni, per riportare in vita l’alba di un’epoca e la sua fine e percepirne la folgorante eredità. Les Adieux fa riferimento al primo Movimento della Sonata per pianoforte n. 26 di Beethoven. Parole salvate dalle fiamme è il titolo dato al carteggio tra Boris Pasternak e lo scrittore dissidente Varlam Salamov.



Mercoledì 8 novembre ore 22.30 Archivio
IL BAGNO
di Vladimir Majakovskij
con Gigi Angelillo, Franca Nuti e Carla Cassola
regia di Mario Missiroli.
prima messa in onda 23/10/1978                                         
durata 59’35’’
 
Una delle opere più significative del poeta e drammaturgo russo. L’inventore di una bizzarra macchina del tempo che vorrebbe brevettare la sua creazione si scontra con la burocrazia del nuovo stato sovietico, un testo di satira politica su un nuovo potere che sembra già aver preso molte forme di quello vecchio. Uno dei nomi più importanti della regia teatrale italiana lavora con grande libertà sull’opera, realizzando un ardito e divertente
esperimento radiofonico.  

                     

Giovedì 9 novembre ore 20.30
TROIANE, VARIAZIONE CON BARCA
testo e regia di Lina Prosa
con Emanuela Muni
dedicato a Melina Mercouri alle sue lotte per la libertà e per la democrazia
produzione Migrateatro-Arlenika Onlus
durata 45’  

Sullo sfondo la Troia di sempre, città vinta e incendiata. Le sue ceneri continuano ancora a cadere nel nostro tempo, tra violenza e privazione dei diritti. Troia non finisce di bruciare. Ilio si ripete. Che si chiami pure oggi New York, Roma, Parigi. Ispirandosi alle  atmosfere de Le Troiane di Euripide, questo nuovo testo di Lina Prosa parla  di una “Troia Fashion Show”, ulteriore ripetizione della città originaria destinata a proiettarsi ciclicamente nel futuro della storia. Una denuncia durissima contro il consumismo, contro l’uso della “bellezza” femminile come sfruttamento e commercio.

 

           
Venerdì 10 novembre ore 22.30 Archivio
L’ECCEZIONE E LA REGOLA 
di Bertolt Brecht 
con Marisa Fabbri e Giorgio Strehler 
traduzione, adattamento e regia di Giorgio Strehler 
prima messa in onda 13/03/1969                                             
durata 70’

In occasione dei vent’anni dalla scomparsa del regista, una figura davvero rivoluzionaria per il teatro italiano, riprendiamo una regia radiofonica relativa a uno degli autori da lui più amati. Una storia di prevaricazione e di potere nella quale si riflette sul ruolo della giustizia e sul denaro e sulla possibilità di unione tra chi è sfruttato.  Il momento in cui registra questo lavoro per la Rai è particolarmente importante nella vita di questo artista. Nel 1968 Strehler ha lasciato il teatro da lui fondato con Paolo Grassi, Il Piccolo di Milano, ritenendo che quel progetto non sia più rispondente alle necessità culturali dell’epoca, e fonda il gruppo “Teatro azione”.Tornerà poi nel 1971 a dirigere la sala di via Rovello. Il testo di Brecht era stato già messo in scena al Piccolo nella Stagione 1961/’62. Nel ’56 aveva allestito una fortunatissima versione de “L’opera da tre soldi”, nel ’58 “L’anima buona di Sezuan” e nel ’63 un altro spettacolo di rilevanza storica, “Galileo” con Tino Buazzelli.



Sabato 11 novembre ore 20.00
Fa male il tabacco, Il canto del cigno e Tragico controvoglia di Anton Cechov nell'interpretazione di Memo Benassi.
Prima messa in onda: 9 novembre 1953.
 

 
Domenica 12 novembre ore 22.30
PEDIGREE
progetto e regia di Babilonia Teatri
parole di Enrico Castellani, cura di Valeria Raimondi
con Enrico Castellani e con Luca Scotton
produzione Babilonia Teatri, La Piccionaia Centro di Produzione Teatrale
co-produzione Festival delle Colline Torinesi
durata 45’

Pedigree
 è la storia di un giovane uomo, della sua famiglia con due madri, del padre donatore e dei suoi cinque “fratelli di seme”  sparsi per il mondo. Pedigree racconta le difficoltà di una nuova generazione alle prese con genitori biologici e genitori di fatto, con nuove problematiche di identità e di coscienza. Pedigree riflette sulle prospettive di determinate scelte, dei diritti, dei desideri, delle aspettative di una generazione in provetta alla ricerca di nuove radici e alle prese con nuove paure. Un lavoro che è allo stesso tempo un pugno allo stomaco e una carezza, dotato di una scrittura che scivola leggera ma si attorciglia alle budella, carico di umanità.    



Lunedì 13 novembre ore 22.30 Archivio
NON LAGNARTI DELLO SPECCHIO
radiodramma di Vittorio Sermonti dall’atto unico “All’uscita dal teatro dopo la rappresentazione
di una nuova commedia”  di Nicolai Gogol
con Alfredo Bianchini, Gianni Bonagura, Giuliana Calandra, Riccardo  Cucciolla, Renato De
Carmine, Franco Graziosi, Valeria Moriconi
prima messa in onda 02/07/1961                                                          
durata 53’
                        
Sermonti lavora liberamente sul copione della breve opera teatrale dello scrittore russo, aggiungendo frammenti da altre opere e dai suoi carteggi di Gogol . Il testo si riferisce genericamente ad una nuova opera di un drammaturgo russo,  ma in questo caso il radiodramma rende espliciti i riferimenti al debutto della commedia  “L’ispettore generale” e l’autore in questione diventa quindi lo stesso Gogol.



Martedì 14 novembre ore 22.30
IL TEATRO NON DEVE MORIRE
Una serata per Silvio d’Amico a 130 anni dalla nascita
con Cecilia d’Amico e Giovanni Maria Briganti

Se c’è una figura che ha davvero rivoluzionato il teatro italiano questa è senza dubbio quella di Silvio d’Amico. Critico teatrale e scrittore si battè per svecchiare il teatro del nostro Paese dominato dalle compagnie di giro e dai grandi attori capocomici, i cosiddetti “mattatori”. Fu lui ad intraprendere importanti iniziative per introdurre in Italia la figura del regista, già radicata all’estero, fondando l’Accademia d’Arte Drammatica di Roma che porta il suo nome, reimpostando poi gli studi teatrali con la dell’Enciclopedia dello Spettacolo, e con una “militanza” critica che oggi ci rende l’intero quadro corrispondente al suo lungo periodo di attività. Ci consegna così un catalogo puntuale di profili di attori, di immagini di compagnie,  di analisi di nuove drammaturgie, con uno sguardo sempre acuto e sensibile. Per Cecilia d’Amico Silvio è il bisnonno, e di lui ha conservato la vasta biblioteca. Ci ripropone, insieme a Giovanni Maria Briganti, alcune pagine di pubblicazioni ormai non più reperibili, dalle quali emerge la grande lucidità di analisi del critico su problemi che ancora affliggono i palcoscenici italiani, e un immenso e profondo amore per il teatro.

 
 
Mercoledì 15 novembre ore 23.00 Archivio
LA BARACCA DEI SALTIMBANCHI
di Aleksandr Blok
traduzione di Angelo Maria Ripellino
adattamento di Giandomenico Giagni
con Bice Valori, Raoul Grassilli, Paolo Ferrari, Wanna Polverosi
regia di Guglielmo Morandi
prima messa in onda 22/11/1950                                            
durata 23’45’’  

La rivoluzione russa è morta con la morte di Blok” dichiarerà Artùr Lur’è, musicista noto nell’ambiente culturale dell’epoca. E poco prima di morire il poeta che aveva partecipato con entusiasmo ai giorni della rivolta e della nascita del nuovo stato, aveva pronunciato un discorso contro le nuove strutture sovietiche che soffocavano arte e poesia. In questo testo rinnega il ruolo del poeta vate e mette in campo frammenti di un mondo fantastico di favola con elementi di commedia dell’arte, identificando come molti sui amici letterati una vicinanza tra la rivolta contro il potere costituito e la nascita di un’arte libera, sperimentale, viva e  in continuo divenire. Tutto quello che il “realismo socialista” provvederà presto a spazzare via.

 

 
Giovedì 16 novembre ore 20.30 in diretta dalla Sala M
GUL uno sparo nel buio
da un’idea di / e con Gemma Carbone
scritto da Giancarlo De Cataldo, Gemma Carbone, Giulia Maria Falzea, Riccardo Festa
assistenti alla regia Giulia Maria Falzea e Riccardo Festa
musiche di Harriet Ohlsson
Gemma Carbone/Cantieri Teatrali Koreja/NAPRAWSKI  
durata 60'

L’assassinio del primo ministro svedese Olof Palme nel 1986 rappresenta a tutt’oggi, per la nazione da lui governata, un grande mistero senza soluzione, un giallo che non ha  colpevoli né mandanti, archiviato con una generale rimozione collettiva. L’attrice italo svedese non vuole ricostruire la vicenda o trovare risposte. Accosta invece immagini, testimonianze, parole e frammenti di accadimenti componendo un mosaico che può essere letto e interpretato in più modi, dissolvendo ancor di più la possibilità di una sola chiave di lettura.


           
Venerdì 17 novembre ore 23.00 Archivio
IL CAPPOTTO
di Nicolaj Gogol
con Gino Mavàra, Piero Nuti, Lina Acconci
regia di Vittorio Brignole
prima messa in onda 11/03/1954                                             
durata 24’
 
Uno dei racconti più celebri dello scrittore russo, in cui la visione della miseria della vita quotidiana degli impiegati statali si mescola alla descrizione grigiore dell’apparato burocratico della Russia zarista. L’autore mette all’indice le strutture antiquate e polverose della sua nazione, mostrando la vita degli umili e la loro sofferenza, con opere che saranno di forte suggestione per la riflessione dei rivoluzionari. “Ad alta voce” ha dedicato la sua attenzione ad alcune opere di Gogol nel ciclo in corso intitolato “Prima e dopo la rivoluzione russa”.  


 
   
Sabato 18 novembre ore 23.00 Archivio
RAGAZZI 
di Maksim Gorkij 
con Renzo Lori, Checco Rissone, Gino Mavara, Angiolina Quinterno, 
regia di Ernesto Cortese 
prima messa in onda 16/02/1963         
durata 46’ 35’’ 
  
Un racconto dello scrittore russo che fu uno degli intellettuali più attivi nel clima precedente alla rivoluzione d’ottobre. Il potere zarista imputava ai suoi lavori la responsabilità di diffondere in tutta Europa pensieri vicini alle frange di opposizione, tanto che lo scrittore fu arrestato e confinato in Crimea scegliendo poi l’esilio volontario che lo porterà anche in Italia. Tornerà poi dopo l’esito vittorioso dell’insurrezione in patria dove sarà attivo sul fronte letterario e pubblicistico. Fra i tanti temi a lui cari quelli dell’infanzia e della gioventù, che affronta in questa sua breve opera.

 
 
Domenica 19 ore 21.00 in diretta dall’Auditorium Rai di Milano
per BOOK CITY
LA RADIO TRA LE RIGHE
a cura di Nicola Pedone
Elio De Capitani legge brani di Murakami, Anthony Doerr, Arundhaty Roy, Jorge Luis Borges
regia di Danilo Di Termini 

Una serata nel corso della quale verranno proposti gli scritti di alcuni letterati dedicati alla radio, creata in occasione di Book City, la manifestazione realizzata dal Comune di Milano e dall’Associazione omonima. L’iniziativa si articola in tre giorni (più uno dedicato alle scuole), durante i quali vengono promossi incontri, presentazioni, dialoghi, letture ad alta voce, mostre, spettacoli, seminari sulle nuove pratiche di lettura, a partire da libri antichi, nuovi e nuovissimi, dalle raccolte e biblioteche storiche pubbliche e private, dalle pratiche della lettura come evento individuale, ma anche collettivo.



Lunedì 20 novembre ore 22.30
NON NON NON NON NON ABBASTANZA OSSIGENO
di Caryl Churchill
traduzione di Paola Bono
con Marco Cavalcoli, Sylvia De Fanti, Silvio Impegnoso
ambiente sonoro di Valerio Vigliar
regia di Giorgina Pi
produzione Angelo Mai / Bluemotion
durata 60’  

Una Londra del futuro chiamata le Londre. Si vive solo in monolocali, immersi nell’inquinamento, manca l’ossigeno e lo compra solo chi può. La difficile riunione dopo anni di Mick e suo figlio Claude, famosa pop star. Vivian ha trent’anni, vive col marito ma vorrebbe stare con Mick che ha il doppio della sua età, ma non c’è spazio per lei in quella casa, non c’è ossigeno. Arriva Claude, le strade sono invase da rivoluzionari ma Mick li chiama fanatici. Niente andrà bene tra loro e neanche nelle Londre che Claude abbandonerà per sempre per cambiare vita, proprio come sua madre. Caryl Churchill, autrice britannica contemporanea, di grande esperienza e valore internazionale ma da noi pressoché misconosciuta, autrice di piccole storie che una consumata e inventiva manipolazione del linguaggio e della macchina teatrale trasforma in parabole complesse: sulla futilità dell’esistenza, sulle aporie della comunicazione, sulla natura costruita e fragile di un soggetto non più concepibile come unificato e coerente. A questa autrice Giorgina Pi e il Collettivo dell’Angelo Mai stanno dedicando dalla scorsa stagione una vera e propria personale. Dopo Caffettiera blu e Settimo Cielo, mai rappresentati prima in Italia, ci propongono uno dei suoi radiodrammi Not Not Not Not Not Enough Oxygen, 1971, trasmesso dalla BBC.



Martedì 21 novembre ore 21.00  in diretta dalla Sala A - live su Facebook
IO SONO IL PROIETTILE (espiazione)
radiodramma dal vivo
scritto, diretto, interpretato da Edoardo Ribatto
sonorizzazioni di Marcello Manzo
suoni ambientali di Giuseppe Marzoli
produzione Orto degli Ananassi – Teatro della Brigata
durata 60’

Russia, 1963. Un uomo viene accusato ingiustamente di essere un delatore. In un attimo tutti quelli che conosce gli voltano le spalle come un appestato. Mentre il suo mondo si sgretola, conosce in un locale Julij, uno scrittore in crisi di coscienza. Quell’incontro cambierà la loro vita per sempre. Io sono il proiettile si ispira liberamente all’opera e alla vita di Julij Markovič Daniėl, scrittore dissidente processato e condannato per reati d’opinione.  Il suo caso fu clamoroso perché le opinioni che gli venivano contestate non erano sue ma dei personaggi dei suoi romanzi. Su questa confusione fra persona e personaggio Edoardo Ribatto ha impostato la sua libera riscrittura romanzata di eventi e personaggi realmente esistiti usando un procedimento noto come bio fiction, dando voce a dodici personaggi che riconosceremo solo dalla voce. Quello che sentiremo e vedremo è un uomo, solo, alle prese coi propri fantasmi. Cioè un artista...  



Mercoledì 22 novembre ore 20.30 in diretta dalla Sala M
CUORE DI CANE
di Michail Bulgakov
lettura a cura di / e con Licia Lanera
musiche originali di Tommaso Qzerty Danisi
produzione Fibre Parallele
durata 70’

Cuore di cane è la storia di un cane randagio che diventa uomo e che poi tornerà alla sua vita originaria. Il suo padrone e salvatore è un medico di grande fama, Filip Preobrazenskij, andrologo e ginecologo, che sta conducendo degli studi su come far ringiovanire il corpo umano. Pallino, il nome con cui è stato ribattezzato, diventerà la cavia per gli esperimenti di trapianto di organi umani del Dottor Preobrazenskij, trasformandosi gradualmente. Sembrerebbe l’inizio di una favola, ma in realtà questo romanzo satirico-fantascientifico, pubblicato nel 1925 in lingua originale, è una parodia sulla Russia negli anni del dopo guerra, tra il 1921 e il  1929, periodo in cui Lenin instaura una nuova politica economica ( NEP) per cercare di risollevare il paese dopo il fallimento totale del comunismo. Bulgakov scrive una storia che diventa simbolo della critica ai nuovi ricchi e soprattutto al fallimento della scienza quando varca i confini della realtà e della natura. Licia Lanera, performer e cofondatrice insieme a Riccardo Spagnulo della compagnia barese Fibre Parallele, continua con questa prima messa in voce di Cuore di cane di Bulgakov, tra i  suoi autori d’elezione, il suo percorso di rilettura delle fiabe The Black’s Tales Tour, che sta portando in scena sui palcoscenici italiani.



Giovedì 23 novembre ore 22.30 Archivio
L’ispettore generale 1^ parte
di Nicolaj Gogol
con Nino Manfredi, Bice Valori,  Nico Pepe, Riccardo Cucciolla
regia di Anton Giulio Majano.      
prima messa in onda 09/04/1970                                     
durata 60’

Il ritratto più acuminato e grottesco della burocrazia nella russia zarista. In un villaggio arriva un giovane che viene scambiato per un ispettore inviato dall’amministrazione statale per controllare l’operato delle cariche locali. Il paese è messo a subbuglio da questa presenza e vengono messe in moto menzogne, inganni, subdole strategie per nascondere la realtà di una corruzione largamente diffusa . Il giovane ne approfitta e tesse le sue trame anche di carattere sentimentale. Riprendiamo una preziosa registrazione radiofonica con un cast di rilievo e la regia di una firma importante sia di molte produzioni radiofoniche che di alcuni popolarissimi sceneggiati televisivi.

 

 
Venerdì  24 novembre ore 22.30 Archivio
L’ispettore generale 2^ parte
di Nicolaj Gogol
con Nino Manfredi, Bice Valori, Nico Pepe, Riccardo Cucciolla
regia di Anton Giulio Majano.      
prima messa in onda 09/04/1970                                      
durata 60’
 


Sabato 25 novembre ore 21.00 diretta dalla Sala A - live su Facebook
Giornata internazionale contro la violenza sulle donne
PASSI AFFRETTATI
di Dacia Maraini
con Piera Degli Esposti, Roberto Herlitzka, Laura Nardi, Ottavia Orticello, Stefano Santospago
regia Emanuela Giordano 
Una serie di testimonianze raccolte in tutto il mondo sul tema della violenza alle donne. Sette storie di donne, di diverse aree del mondo, con religioni diverse tra loro, con stili di vita diversi, eppure accomunate da una triste realtà, ovvero quella di essere vittime della violenza, a volte cieca e immotivata. Donne ovunque prigioniere di una tradizione, di un matrimonio non voluto, di una famiglia violenta, di uno sfruttatore, di una discriminazione. Dalla Cina alla Giordania, dalla Nigeria alla California fino alla “civilissima” Europa riecheggiano, nelle storie narrate dalla Maraini, violenza e sopraffazione. Il dolore di donne appartenenti a mondi diversi che vengono oltraggiate nella loro persona, dignità e libertà. Ecco allora che “Passi affrettati” non parla soltanto di una violenza insensata ma racconta un universo più complesso, un deserto nelle relazioni, una rappresentazione del corpo e del desiderio maschile schiacciati nella categoria dei bassi istinti da imporre con la violenza o con il denaro”. Passi affrettati è nato come spettacolo teatrale per poi diventare un libro e un progetto di innovazione culturale incentrato sulle tematiche della violenza e discriminazione di genere e delle pari opportunità.

 
                       
Domenica  26 novembre ore 20.30
NINO! NINO!
di Sonya Orfalian
musiche originali di Riccardo Giagni
voce recitante di Graziano Piazza
produzione Suoni & Pause in collaborazione con Luna Scarlatta
durata 60’
 
L’autrice compone un testo originale nel quale entrano a far parte molti frammenti degli scritti di Gramsci, ponendo l’accento su alcuni aspetti particolari delle sue riflessioni: un pensiero che si è esercitato non soltanto su aspetti della civiltà politica italiana ed europea in un’epoca segnata dalle tragedie della Storia, ma  anche sui destini e le vicende di popoli e di culture lontane dalle nostre contrade. Il lavoro mira a collegare alcuni spunti della riflessione gramsciana al nostro presente, segnato fortemente dall’incontro e talvolta dalla collisione tra popoli e dimensioni culturali diverse nel confronto con la  società in cui viviamo. Gramsci, di antiche origini albanesi, non disdegna di occuparsi di temi universali, e la sua visione internazionalista lo porta a concentrarsi con generosa passione anche su dolorose questioni che riguardano altri popoli, lontani e spesso dimenticati. Tra questi anche gli Armeni e il loro genocidio.
 


Lunedì 27 novembre ore 21.00 in diretta dalla Sala A - live su Facebook
LA SIGNORINA ELSE
di Arthur Schnitzler
traduzione di Sandro Lombardi
drammaturgia di Sandro Lombardi, Fabrizio Sinisi e Federico Tiezzi
regia di Federico Tiezzi
con Lucrezia Guidone e Martino D’Amico
pianoforte e violoncello Dagmar Bathmann, percussioni Omar Cecchi, clarinetti Dusan Mamula
produzione  Compagnia Lombardi - Tiezzi – Associazione Teatrale Pistoiese
durata 80’  

Scritta nel 1924, la novella La Signorina Else è un testo tutto incentrato sul battito tumultuante dei pensieri che si affollano e scontrano nella mente di Else, l’adolescente ‘altera’, vivida e appassionata, su cui incombe una catastrofe familiare. Un testo di spietata radiografia su una società corrotta proprio nel nucleo familiare che, invece di proteggere i suoi figli, li immola cinicamente: una vera e propria mise en abyme della coscienza moderna, sganciata dai valori della tradizione, attenta solo ai propri istinti e ai propri falsi valori, pronta a sacrificare una giovine donna sull’altare del dio denaro.

 

 
Martedì 28 novembre ore 21.00 diretta dalla Sala A - live su Facebook
LA TRILOGIA SULL’IDENTITÀ 
incontro-spettacolo con Liv Ferracchiati e TheBaby walk
con Liv Ferracchiati, Alice Raffaelli, Chiara Leoncini, Luciano Ariel Lanza, Stella Piccioni, Laura Dondi, Giacomo Marettelli Priorelli, Greta Cappelletti, Linda Caridi   

“La Trilogia sull’Identità” è il racconto di storie ordinarie in cui il transgenderismo non è l’unico centro. Trattare il tema dell’identità di genere significa interrogare la nostra natura di esseri umani e la nostra possibilità di essere liberi. La raccolta dei materiali per questo progetto inizia nel 2013 e siamo arrivati alla conclusione che la transizione è, prima di tutto, un percorso mentale verso la costruzione dell’identità di un individuo. I cambiamenti fisici, seppure fondamentali per alcune persone transgender, non sono il fulcro della questione e, a poco a poco, non sono più stati nemmeno il fulcro della nostra indagine. Andando avanti nel nostro percorso teatrale ci siamo accorti che non era poi così interessante nemmeno l’identità di genere, ma, per dirlo con le parole di Preciado, la cosa importante era opporsi alla standardizzazione che identifica come patologia quello che non riconosce. Il resto è una tassonomia, un sistema di classificazioni. Il materiale raccolto è stato ripartito in tre spettacoli, dando vita a tre differenti proposte di linguaggio: Peter Pan guarda sotto le gonne, mostra la parola come mancanza e incapacità di comunicarsi, Stabat Mater la innalza a strumento di rappresentazione e ricostruzione della propria identità, mentre in Un eschimese in Amazzonia diventa metafora della fragilità di qualsiasi forma scegliamo per noi stessi.” (Liv Ferracchiati / TheBaby walk)



Mercoledì 29 novembre ore 20.30
THÉRÈSE ET ISABELLE
dal romanzo di Violette Leduc
con Roberta Lanave e Elena Serra
adattamento teatrale e regia di Valter Malosti
suono G.u.p. Alcaro
coproduzione Teatro di Dioniso / Festival Orizzonti Fondazione
durata  60’  

Nel maggio del 1954 Simone de Beauvoir presentò a Gallimard, dove aveva un grande potere, il manoscritto di un' opera intitolata Ravages, cioè Devastazioni. Era il primo vero romanzo di una scrittrice né giovane né inserita nell'establishment letterario, la quarantasettenne Violette Leduc, amata da Cocteau e Genet, la quale aveva già dato alle stampe due romanzi brevi con un successo più di stima che di pubblico. Come i due precedenti e tutti quelli che seguiranno, anche questo libro incendia la propria materia autobiografica. In particolare all' inizio del romanzo si trovava un lungo capitolo, poi censurato, sulla reciproca iniziazione sessuale di due ragazzine in un collegio femminile, una passione erotica deflagrante che dura lo spazio di pochi giorni, esaltati e crudeli: una storia cruda e senza reticenze come quelle di Genet. La storia di piacere tutto al femminile della Leduc fu giudicata, diremmo oggi, sessualmente scorretta e suscitò lo sgomento dei suoi editori. Smembrata, riscritta, soprattutto castigata, la passione delle due collegiali avrebbe avuto una storia letteraria tormentata e mutila per quasi cinquant'anni, fino a quando cioè, nel Duemila, Gallimard è tornato sui suoi antichi passi tirando fuori la versione integrale di Thérèse et Isabelle: Thèrése non è nient’altro che il primo nome di battesimo di Violette Leduc, e l’autrice con grande tenerezza poetica e uno stile visionario e febbrile traduce in parole, come un funambolo, l’erotismo: “cerco di tradurre nella maniera più esatta... Le sensazioni dell’amore... Spero che questo non sembrerà più scandaloso delle riflessioni di Molly Bloom alla fine di Ulysse...”.    
  
 
 
Giovedì 30 novembre ore 22.30 Archivio
IO BERTOLT BRECHT 
poesie e canzoni interpretate da Milva e Giorgio Strehler
prima messa in onda 21/07/1978                                                    
durata 60’  

In occasione dei vent’anni dalla scomparsa del regista riproponiamo il recital in cui il grande uomo di teatro interpreta alcuni testi di uno dei suoi autori più amati, accanto alla cantante che prese parte ad una delle storiche messe in scena de “L’opera da tre soldi”.

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