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La dieta mediterranea

E' stata istituita nel 2012 con disegno di legge 3310 e si celebra il 16 novembre, è la Giornata della Dieta Mediterranea.
Un modo per riconoscere a livello istituzionale quanto era già stato fatto nel novembre 2010, quando la dieta mediterranea era stata inclusa nella lista del Patrimonio culturale immateriale dell'umanità Unesco.


 


La dieta mediterranea è stata descritta per la prima volta alla fine degli anni 50 dal medico fisiologo americano Ancel Keys.

Il modello cui bisogna far riferimento è molto semplice e aperto: la cosiddetta piramide alimentare

A una base di cereali, preferibilmente integrali, che possono essere consumati in forma di pasta, farina, polenta, couscous, pane, si aggiungono frutta e verdura di stagione in abbondanza. Il tutto arricchito da una modica quantità di latticini, vanto del nostro paese, uova, o pesce o carne, o legumi. Anche la frutta secca è importante per impreziosire in termini di sapore di apporto nutritivo qualche preparazione. L'olio extravergine d'oliva e infine protagonista indiscusso per quanto riguarda i grassi di cottura e condimenti anche a crudo.

 

Questa dieta ricca dal punto di vista dell'interazioni sulla salute,non era certo lo stile alimentare della classe ricca. Era piuttosto il popolo, a mangiare "alla mediterranea", non certo i ceti più agiati che al contrario non si facevano mancare carni rosse, dolci e grasse leccornie.

Le culture mediterranee, nel tempo, hanno arricchito i pasti di una dimensione altamente simbolica e rituale che oggi la modernità sta da un lato perdendo ma dall'altro anche cercando di rivalorizzare. Anche il modo di mangiare e stare a tavola insieme, nel rispetto dei tempi corretti e delle relazioni tra i commensali, può contribuire al generale benessere.

La forza d'attrazione del pasto all'italiana è questa: il valore aggiunto che il carico di storia e una serie di significati rituali-conviviali porta con sé. 

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