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Tarantino Quentin

Da impiegato di un videonoleggio con un’infinita passione per il cinema di genere a inventore di un genere spesso designato col suo nome: il pulp “tarantiniano”. La filmografia di Quentin Tarantino inizia con l’autoprodotto e incompiuto My Best Friend’s Birthday (1987) e prosegue con le sceneggiature di Una vita al massimo (1993), diretto da Tony Scott, e Assassini nati - Natural Born Killers (1994), rinnegata in dissenso con il regista Oliver Stone. Nel frattempo arriva il primo lungometraggio dietro la macchina da presa, Le iene (1992), un thriller cinefilo radicale nella violenza e nel pessimismo, ma al tempo stesso geniale nell’ironia. È la prova generale del capolavoro Pulp Fiction (1994), Palma d’oro al Festival di Cannes, Oscar e Golden Globe alla miglior sceneggiatura.

Dopo l’interludio della commedia a episodi Four Rooms (1995), codiretta assieme agli amici Allison Anders, Alexandre Rockwell e Robert Rodríguez, Tarantino affida la sceneggiatura dell’horror fantastico Dal tramonto all’alba (1996) ancora alla regia di Rodríguez, riservandosi un ruolo da protagonista. È quindi la volta di Jackie Brown (1997), omaggio ai classici della blaxploitation tratto da un romanzo neo-noir di Elmore Leonard. Il trionfo del tarantinismo arriva con il dittico Kill Bill (2003-2004), in cui le suggestioni cinefile spaziano dallo spaghetti western al cinema di genere giapponese e di Hong Kong. Ancora due capitoli, ancora in società con l’icona Tex-Mex Robert Rodríguez, per il rutilante Grindhouse (2007). Nel trionfo al botteghino Bastardi senza gloria (2009), l’ispirazione più diretta viene invece dal bellico Quel maledetto treno blindato (1977), del nostro Enzo G. Castellari. Un altro maestro italiano del cinema di genere, Sergio Corbucci, offre il modello per Django Unchained (2012), secondo Oscar alla miglior sceneggiatura.

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