Procedimento: Mio nonno, nel tempo libero dal lavoro i contadino, andava nelle piccole valli dell'Ascione e del Ciuffenna (2 rivoli d'acqua trascurabili per dimensioni, ma non per bellezze naturali,) che avevano e hanno ancora oggi, TARTUFI BIANCHI (Tuber Magnatum Pico), SCORZONE ESTIVO e BIANCHETTO PRIMAVERILE. Allora, negli anni '30 – '40, non erano entrati nel desiderio della gente; era un ripiego per avere un po' di companatico a costo zero. Ma ciò che mi insegnò mio nonno, e che ancora oggi è valido, è che il TARTUFO prima lo mangi, meglio è. Non si conserva, a dispetto di coloro che dicono che si può surgelare, o che si può conservare nel riso o sott'olio o facendo salse al tartufo…. Leggiamo alcune etichette per verificare gli insegnamenti di mio nonno: Ad Unomattina (parlo dei tardi anni '90) il Presidente dei Tartufai Italiani, ricordando gli insegnamenti di mio nonno, mi guardò con i suoi dolci occhi azzurri e mi disse: " Bigazzi, aveva ragione suo nonno; il modo migliore per conservare il tartufo è mangiarlo, perché certamente si conserva a lungo nella mente e nel cuore". In questa stagione, a cavallo fra fine del tartufo bianco pregiato e il tartufo nero meno pregiato di Norcia, se qualcuno avesse voglia di mangiarlo, lo faccia. Sulla pasta, su un uovo fritto, sul riso (quello bianco), oppure il nero pregiato di Norcia nel ripieno di una faraona arrosto o di un'anatra muta in umido…..Il costo è alto, specie nel primo caso, ma è più alto quello di preparazioni (oli, sughi, creme), che costano certo meno, ma valgono anche molto meno. Hanno un rapporto qualità/prezzo assolutamente ridicolo. Oscar Wild, precorrendo come al solito i tempi, più di 150 anni fa, disse: "Consumatore è colui che sa il prezzo di tutto, ma il valore di niente". Procedimento:
Mio nonno, nel tempo libero dal lavoro i contadino, andava nelle piccole valli dell’Ascione e del Ciuffenna (2 rivoli d’acqua trascurabili per dimensioni, ma non per bellezze naturali,) che avevano e hanno ancora oggi, TARTUFI BIANCHI (Tuber Magnatum Pico), SCORZONE ESTIVO e BIANCHETTO PRIMAVERILE. Allora, negli anni ‘30 – ’40, non erano entrati nel desiderio della gente; era un ripiego per avere un po’ di companatico a costo zero. Ma ciò che mi insegnò mio nonno, e che ancora oggi è valido,  è che il TARTUFO prima lo mangi, meglio è. Non si conserva, a dispetto di coloro che dicono che si può surgelare, o che si può conservare nel riso o sott’olio o facendo salse al tartufo….
Leggiamo alcune etichette per verificare gli insegnamenti di mio nonno:
Ad  Unomattina (parlo dei tardi anni ’90)  il Presidente dei Tartufai Italiani, ricordando gli insegnamenti di mio nonno, mi guardò con i suoi dolci occhi azzurri e mi disse: “ Bigazzi, aveva ragione suo nonno; il modo migliore per conservare il tartufo è mangiarlo, perché certamente si conserva a lungo nella mente e nel cuore”. In questa stagione, a cavallo fra fine del tartufo bianco pregiato e il tartufo nero meno pregiato di Norcia, se qualcuno avesse voglia di mangiarlo, lo faccia. Sulla pasta, su un uovo fritto,  sul riso (quello bianco), oppure il nero pregiato di Norcia nel ripieno di una faraona arrosto o di un’anatra muta in umido…..Il costo è alto, specie nel primo caso, ma è più alto quello di preparazioni (oli, sughi, creme), che costano certo meno, ma valgono anche molto meno. Hanno un rapporto qualità/prezzo assolutamente ridicolo. Oscar Wild, precorrendo come al solito i tempi, più di 150 anni fa, disse: “Consumatore è colui che sa il prezzo di tutto, ma il valore di niente”.





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