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Aspettando la fase finale

Puntate integrali

STEFANO BUSSA

Pranzo di Natale. Prima di sedervi andate in bagno, scivolate e sbattete la testa. Suonano alla porta, andate ad aprire ed entra un fiume di venti persone: sono i vostri invitati, ma non ne riconoscete nemmeno uno. Inserite nel racconto tre elementi: una clessidra, due gemelli, un cd dei Beatles.

 

L’ULTIMO NATALE

Vedo un albero di Natale, un tavolo con la tovaglia rossa, le candele dorate accese, tante persone vestite bene. C’è anche un uomo uguale a me, devo guardarmi allo specchio; è proprio uguale.

Per un attimo vedo due bambini su un prato, vestiti nello stesso modo; chi sono? Somigliano all’uomo uguale a me.

Tutti mi sorridono, mi abbracciano, alcuni mi danno dei regali; ne apro uno, una clessidra per giocare a scacchi. Non so giocare, si sono sbagliati. Vedo gli sguardi cambiare, perché? Tutti sorridono meno, parlano tra loro a voce bassa. Quelli seduti a tavola si alzano e vengono verso di me, mi accompagnano in camera. Non mi voglio mettere a letto, non ci sono le decorazioni, è triste. Se mi fate tornare in sala ci possiamo presentare, io sono... lei come si chiama? Ma perché siete così nervosi, andiamo a tavola, ho fame.

Sento un disco nuovo, qualcuno deve averlo portato. Ripete Letitbi, chissà cosa vuol dire. Chi sono gli uomini vestiti di verde? Non sono invitati sicuramente. Vorrei restare qui ma mi portano per le braccia. Bella signora, perché piange? Non ci siamo ancora presentati. Bello questo palazzo. Fuori piove, le luci blu lampeggiano; che idea decorare il furgone bianco, comunque non sono belle come quelle dell’albero.

È gentile a tenermi la mano, ma per carità smetta di piangere, oggi è festa!