Il poeta contadino Eugenio Barbieri: le castagne raccontano... Pane e Pizza Pane e Pizza "La CASTAGNA l'ho conosciuta seduto, perché l'ho solo ascoltata. Darò dunque virtualmente la parola agli uomini che, nel tempo, me l'hanno raccontata. La castagna è infatti un frutto del passato e dunque, la sua intima conoscenza può essere colta solo ascoltando chi l'ha vissuta. Il mio interesse per la castagna nacque tempo addietro, una sera, discorrendo con l'amico e grande veterinario, ma soprattutto grande uomo Beppe, e con lui cominciame ad ascoltare quello che la castagna ci racconta. Dando voce a Lino, classe 1922, uomo in Valle Staffora, vedremo la pinza di legno con la quale si coglievano i ricci. Avremo le foglie e i ricci e le castagne con immagini, oggetti e preparazioni a base di castagne. Attraverso di lui conosceremo anche alcuni metodi di conservazione di questo frutto, in particolare la straordinaria tecnica dell'essiccazione nei tecci (foto). Ci saranno farine e collane di castagne secche per testimoniare che la castagna era l'espressione botanica della povertà. Nella mia esperienza di vita ho sempre osservato negli uomini di guerra uno sguardo diverso. Felice, classe 1923, partigiano in Langa ci farà semplicemente venir voglia di mangiare una bella tazza di latte caldo con castagne bollite ( la speranza sarebbe che le mamme buttassero via iCorn Flakes e dessero ai loro figli a colazione latte e castagne). La castagna è storicamente legata all'emigrazione, tema attuale che in passato ha toccato da vicino molti italiani; nei ricordi del suo arrivo a Milano nel 1946 Aimo Moroni ci darà lo spunto per parlare di caldarroste. Per concludere, un piccolo tributo a uomini straordinari. Per secoli l'alimentazione dell'uomo ha generato l'emigrazione: stanziale e girovaga. Gli Orsanti (foto)sono la risposta al tentativo di affrontare, fra '700 e '800, la difficile sfida alla sopravvivenza. Erano montanari errabondi che dal 1700 fino alla Grande Guerra girarono l'Europa con i loro spettacoli ambulanti, sfiniti da una prospettiva di vita a base di castagne. Artisti, musicanti, ammaestratori ed incantatori di animali. Mettevano in scena il proprio spettacolo attirando l'attenzione dei passanti. Il numero più atteso era quello del ballo e della lotta con gli orsi. Questo fu l'effetto collaterale di un'alimentazione troppo ricca di castagne! " E.B

“La CASTAGNA l’ho conosciuta seduto, perché l’ho solo ascoltata. Darò dunque virtualmente la parola agli uomini che, nel tempo, me l’hanno raccontata. La castagna è infatti un frutto del passato e dunque, la sua intima conoscenza può essere colta solo ascoltando chi l’ha vissuta.
Il mio interesse per la castagna nacque tempo addietro, una sera, discorrendo con l’amico e grande veterinario, ma soprattutto grande uomo Beppe, e con lui cominciame ad ascoltare quello che la castagna ci racconta. 
Dando voce a Lino, classe 1922, uomo in Valle Staffora, vedremo la pinza di legno con la quale si coglievano i ricci. Avremo le foglie  e i ricci e le castagne con immagini, oggetti e preparazioni a base di castagne.
Attraverso di lui conosceremo anche alcuni metodi di conservazione di questo frutto, in particolare la straordinaria tecnica dell’essiccazione nei tecci (foto). Ci saranno farine e collane di castagne secche per testimoniare che la castagna era l’espressione botanica della povertà.
Nella mia esperienza di vita ho sempre osservato negli uomini di guerra uno sguardo diverso. Felice, classe 1923, partigiano in Langa ci farà semplicemente venir voglia di mangiare una bella tazza di latte caldo con castagne bollite ( la speranza sarebbe che le mamme buttassero via iCorn Flakes e dessero ai loro figli a colazione latte e castagne).
La castagna è storicamente legata all’emigrazione, tema attuale che in passato ha toccato da vicino molti italiani; nei ricordi  del suo arrivo a Milano nel 1946 Aimo Moroni ci darà lo spunto per parlare di caldarroste.
 Per concludere, un piccolo tributo a uomini straordinari. Per secoli l’alimentazione dell’uomo ha generato l’emigrazione: stanziale e girovaga. Gli Orsanti (foto)sono la risposta al tentativo di affrontare, fra ‘700 e ‘800, la difficile sfida alla sopravvivenza. Erano montanari errabondi che dal 1700 fino alla Grande Guerra girarono l’Europa con i loro spettacoli ambulanti, sfiniti da una prospettiva di vita a base di castagne. Artisti, musicanti, ammaestratori ed incantatori di animali. Mettevano in scena il proprio spettacolo attirando l’attenzione dei passanti. Il numero più atteso era quello del ballo e della lotta con gli orsi. Questo fu l’effetto collaterale di un’alimentazione troppo ricca di castagne! “            E.B















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